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I grandi quotidiani hanno scoperto l?usato (vedi La Repubblica del? 15 luglio, pagina 27) meravigliandosi che in Italia il mercato dell?auto di seconda mano sia superiore al mercato dell?auto nuova. Sensibilit? giornalistica e ingenuit? si sono cos? mescolati nel registrare il fatto.

La sensibilit? giornalistica sta nel prendere d?improvviso atto che esiste un secondo, grande mercato, che ? appunto quello delle auto di seconda mano e che questo mercato, nel nostro disastrato Paese, ha assunto negli ultimi mesi dimensioni rilevanti rispetto al mercato del nuovo, che notoriamente sta drammaticamente languendo. L?ingenuit? sta nel fatto di non aver preso atto che da sempre il mercato dell?auto usata e superiore al mercato del nuovo e che in Italia il fenomeno ? storicamente addirittura di minore entit? rispetto agli altri grandi Paesi europei, dove il rapporto ? spesso superiore a 100 nuove per 200 usate.


Non è male se il futuro non è più quello di una volta

Un anno e passa dentro lo sconvolgimento da Coronavirus, e ci ritroviamo sempre lì, a fare la conta di ciò che si è perduto, dalle vite umane alle abitudini quotidiane più elementari, passando naturalmente – per chi è dentro il settore – attraverso il numero delle auto vendute, con tutto quello che questo comporta (altre perdite, naturalmente). Tale è la condizione imposta dalla pandemia a questa porzione della nostra vita, assimilabile a quella vissuta da chi è stato dentro un tempo di guerra. Ma poi questa è anche la natura umana, sempre propensa alla nostalgia: il pane come lo si faceva una volta, le nevi di una volta, il futuro non è più quello di una volta, perfino si stava meglio quando si stava peggio. Il passato è un macigno, perché – citazione libera-tutti da Enzo Biagi – “ha sempre il culo più roseo”: tutti i nostri ieri nel ricordo trascolorano e finiscono per perdere ombre e toni cupi, quando ne abbiano avuti. Difficile immaginare che questo possa avvenire domani, quando (ma quando?) dalla pandemia torneremo fuori, anche se qualcuno a qualcosa ripenserà con un sospiro – l’assenza di traffico nei lockdown?, i figli finalmente a casa per più del tempo necessario a consumare un pasto veloce?, la tenuta ormai ufficiale da videoconferenza (pullover a collo alto e pantaloni della tuta, se non addirittura del pigiama)?: qualcosa da rimpiangere certamente qualcuno lo troverà, mettendo da parte il deserto desolato nel quale è sbocciato il fiore che la sua memoria ha scelto di cogliere e conservare.

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