I cookie ci aiutano a fornire, proteggere e migliorare i servizi di InterAutoNews.
Continuando a usare il nostro sito, accetti la nostra normativa sui cookie.

Il Commento

Il mercato Italiani dell’auto nuova ha chiuso il mese di aprile on un sonoro +23,7%. Un segnale forte, sostenuto da una ripresa della domanda dei privati (+27,9%) che la dice lunga sull’efficacia della impegnativa campagna lanciata dalla Fiat con epicentro la rottamazione. Una Punto a 7.900 euro è di sicuro una proposta molto attraente, che ha trovato conferma nei dati: 5.516 immatricolazioni del modello (+28,7%) . E sono andati bene anche altri modelli Fiat e Lancia, come la 500X che è salita al vertice delle crossover più vendute o come la Ypsilon, salita a 5.449 unità con un incremento del 33,2%. Interessante, comunque, rilevare che malgrado il forte recupero dei privati, anche il noleggio ha tenuto botta.
Ora occorre capire quanto la spinta della maxi-promozione Fiat (e delle altre Case) potrà incidere nel tempo sulle vendite. Dall’Unrae arriva già un segnale di riflessione, espresso dal presidente Massimo Nordio, che ha evidenziato come il problema sarà capire quanto Case e Concessionari potranno sostenere l’impegno economico legato a una formula che richiede forti investimenti di marketing.
Intanto, godiamoci questo straordinario incremento a doppia cifra, con la malcelata  curiosità di capire se si tratta di un fuoco di paglia o se siamo in presenza della tanto attesa ripresa del mercato. Di certo, proiettando il risultato di aprile sull’intero anno, il mercato esprimerebbe già oltre 1.500.000 immatricolazioni, ben 50.000 in più rispetto alle più rosee previsioni di inizio anno.

Se il food delivery consegna lezioni a domicilio

I l titolo è perentorio: “2030: il food delivery ucciderà i ristoranti. E dalle case spariranno le cucine”. L’articolo, pubblicato dal sito Business Insider, porta la firma di Valerio Mammone. Abbonda di dati e virgolettati, è molto dettagliato. Non parla del mercato delle automobili, naturalmente, ma può risultare istruttivo, se si ha voglia di uscire dalla logica “il nostro è un business unico”. 
Food delivery: consegna di cibo a domicilio. In Italia, ci dice Mammone, il fenomeno esplode nel 2015, con nuove startup (Glovo, Foodora, Deliveroo, UberEats...) venute a rompere il dominio di Just Eat. Nel 2017 il mercato vale 201 milioni di euro, +66% sul 2016. Nel primi mesi del 2018, tra piatti pronti o semplice spesa, più di 4 milioni di italiani hanno scelto la consegna a domicilio almeno una volta al mese. Utilizzatori più assidui: i Millennial, fascia d’età tra i 25 e i 34 anni. Entro il 2022 si prevede che le piattaforme di food delivery genereranno un giro d’affari da 2,5 miliardi di euro. 
Il punto centrale dell’asse che i ristoratori hanno costituito con le piattaforme di food delivery - spiega Business Insider - sono i big data. Migliaia di informazioni vengono raccolte ed elaborate ogni giorno dalle piattaforme e poi, dice Samuele Fraternali dell’Osservatorio e-commerce B2C, “i dati vengono rivenduti ai ristoratori, che così possono profilare gli utenti, sapere quali prodotti vanno di più, quali sono i servizi preferiti, quali zone e fasce orarie rendono di più... Il ristoratore non paga tanto il dato, quanto la sua rielaborazione”.

Leggi tutto...