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Il Commento

Il mercato di gennaio, pesantemente taroccato (vi daremo dopo i dati di fatto), ha messo in luce la fine della strada sin qui percorsa dai Concessionari e dalle Case Costruttrici. Non c?? pi? spazio per le reciproche furbate, non c?? pi? spazio per le forzature. C?? solo spazio per una urgente rivisitazione dell?attuale business model, che - come con evidenza abbiamo messo in luce da tempo -non funziona pi?.
Sappiamo bene che queste cose non si risolvono a livello nazionale e sappiamo anche che non si possono (forse sarebbe pi? giusto dire ?non si vogliono?) modificare ?le regole del gioco, un gioco che sta diventando una sorta di roulette russa, con l?ultimo colpo destinato alla tempia dei concessionari. ?Perch? dico questo? Mi faccio aiutare dalla logica: le Case se non vendono pi? gli stessi quantitativi di prodotto sui mercati tradizionali ( e qui parlo di Italia ma anche di Europa) dovendo ?proteggere? fabbriche, lavoratori e margini, si guardano in giro con il solo imbarazzo della scelta: Cina?, India? Brasile? Mercato USA in ripresa? I Gruppi guidati con pi? lungimiranza hanno gi? provveduto. Gli altri o si adattano o spariscono. Tutto ci? riguarda le Case.

Progetti e dignità, il settore torna a schierarsi

Si è levato un bel vento, tra Roma e Verona, dove l’automobile si è data convegno. Vento di programmi. Programma è una bella parola: promette impegno. 
Molto ce ne ha messo l’Unrae nel costruire la propria visione strategica della mobilità. Una visione indubbiamente lucida, sorretta da un ragionamento che, anche a prima vista, è di una logica disarmante. La natura non fa salti; l’industria (e i mercati) nemmeno, nonostante a volte le apparenze sembrano dire il contrario. L’evoluzione procede per gradi, insomma. L’industria dell’auto non si arrocca, non si chiude a riccio, tutt’altro. È disponibile al cambiamento, si è preparata. Sa e capisce. Questo è quello che ci è stato dimostrato a Verona. Insieme, in una sorta di prova generale, ci è stata mostrata l’ampia documentazione - creata anche con il contributo del Cnr e del Censis - che, facendo vera informazione, sostiene in modo solido e concreto l’impresa. Che non si annuncia semplice: per i rappresentanti delle Case estere il prossimo passo del progetto è far capire alle istituzioni italiane, ai decisori, la necessità di programmare anche (soprattutto) loro. Ma questo è il mare nel quale l’auto deve navigare in Italia. Lo sa, e anche a questo - a non mollare - si è preparata.

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