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Il Commento

Il mercato di gennaio, pesantemente taroccato (vi daremo dopo i dati di fatto), ha messo in luce la fine della strada sin qui percorsa dai Concessionari e dalle Case Costruttrici. Non c?? pi? spazio per le reciproche furbate, non c?? pi? spazio per le forzature. C?? solo spazio per una urgente rivisitazione dell?attuale business model, che - come con evidenza abbiamo messo in luce da tempo -non funziona pi?.
Sappiamo bene che queste cose non si risolvono a livello nazionale e sappiamo anche che non si possono (forse sarebbe pi? giusto dire ?non si vogliono?) modificare ?le regole del gioco, un gioco che sta diventando una sorta di roulette russa, con l?ultimo colpo destinato alla tempia dei concessionari. ?Perch? dico questo? Mi faccio aiutare dalla logica: le Case se non vendono pi? gli stessi quantitativi di prodotto sui mercati tradizionali ( e qui parlo di Italia ma anche di Europa) dovendo ?proteggere? fabbriche, lavoratori e margini, si guardano in giro con il solo imbarazzo della scelta: Cina?, India? Brasile? Mercato USA in ripresa? I Gruppi guidati con pi? lungimiranza hanno gi? provveduto. Gli altri o si adattano o spariscono. Tutto ci? riguarda le Case.

Se il food delivery consegna lezioni a domicilio

I l titolo è perentorio: “2030: il food delivery ucciderà i ristoranti. E dalle case spariranno le cucine”. L’articolo, pubblicato dal sito Business Insider, porta la firma di Valerio Mammone. Abbonda di dati e virgolettati, è molto dettagliato. Non parla del mercato delle automobili, naturalmente, ma può risultare istruttivo, se si ha voglia di uscire dalla logica “il nostro è un business unico”. 
Food delivery: consegna di cibo a domicilio. In Italia, ci dice Mammone, il fenomeno esplode nel 2015, con nuove startup (Glovo, Foodora, Deliveroo, UberEats...) venute a rompere il dominio di Just Eat. Nel 2017 il mercato vale 201 milioni di euro, +66% sul 2016. Nel primi mesi del 2018, tra piatti pronti o semplice spesa, più di 4 milioni di italiani hanno scelto la consegna a domicilio almeno una volta al mese. Utilizzatori più assidui: i Millennial, fascia d’età tra i 25 e i 34 anni. Entro il 2022 si prevede che le piattaforme di food delivery genereranno un giro d’affari da 2,5 miliardi di euro. 
Il punto centrale dell’asse che i ristoratori hanno costituito con le piattaforme di food delivery - spiega Business Insider - sono i big data. Migliaia di informazioni vengono raccolte ed elaborate ogni giorno dalle piattaforme e poi, dice Samuele Fraternali dell’Osservatorio e-commerce B2C, “i dati vengono rivenduti ai ristoratori, che così possono profilare gli utenti, sapere quali prodotti vanno di più, quali sono i servizi preferiti, quali zone e fasce orarie rendono di più... Il ristoratore non paga tanto il dato, quanto la sua rielaborazione”.

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