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Il Commento

Sono ormai nel dimenticatoio i clienti sprovveduti. Oggi chi entra in una concessionaria, spesso e volentieri ne sa pi? del venditore che gli si fa incontro. I tempi sono cambiati, le fonti di informazione infinite, specialmente (ma non solo) per via dei social media troppo spesso (a parere nostro)? presi per oro colato per quel che vi si legge, anche quando sarebbe opportuno un double check, come amano definire il controllo della notizia i giornalisti di lingua anglosassone.

Qui stiamo scrivendo di mercato dell?auto, di approccio al cliente, di offerte e di comunicazione e il problema si riflette sul modo di promuovere il prodotto e le offerte, secondo canoni che stanno diventando obsoleti, anche se i comunicatori non sempre se ne accorgono.

Di Claudio,  Marcello, la passione: parliamo un po’ di noi

Cose che non si dovrebbero mai fare in un articolo: cominciarlo con una citazione, parlare di sé. Su questo punto i maestri erano inflessibili, ai tempi in cui a essere giornalisti lo si insegnava ancora dentro le redazioni. Ma adesso i maestri non ci sono più, al massimo ci sono i professori. E poi questo forse non è un articolo in senso stretto. Quindi, intanto, ecco una citazione - non esattamente all’inizio, i maestri saranno clementi.
“I giornalisti... ah! Un branco di analfabeti con la forfora sul collo e le pezze al sedere, che spiano dai buchi delle serrature e svegliano le persone nel cuore della notte per domandare se hanno visto passare un bruto in mutande, che rubano alle vecchie madri le fotografie delle figlie violentate in Oak Park e tutto perché? Perché un milione di commesse e di mogli di camionisti ci piangono sopra. E poi... il giorno dopo la prima pagina serve per incartare un chilo di trippa”. 
Fine della citazione (da “Prima Pagina”, Billy Wilder, 1974).
E adesso parliamo di noi.

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