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Il Commento

Pu? sembrare un controsenso e in effetti lo ?. In Italia, anche se i segnali di debolissima ripresa del mercato possono venire dal mercato di aprile, si sta verificando un fatto assai curioso, e per certi versi indicativo di come ragionano le Case, alla faccia dell?interesse dei Concessionari. Si tratta di questo. I clienti che, avendo deciso di acquistare una nuova macchina e che dovrebbero godere di un morbido tappeto rosso all?ingresso delle concessionarie, spesso vengono respinti con perdite, perch? se per caso la scelta cade su di un modello di recente introduzione sul mercato o di particolare successo commerciale, capita in molte occasioni di sentirti dire dal venditore che l?attesa sar? lunga, che c?? scarsa disponibilit? del modello desiderato, che forse sarebbe meglio orientarsi su un altro modello e via giustificando. In realt?, scava scava, abbiamo appreso che per alcune delle vetture pi? appetibili le Case madri preferiscono indirizzare le consegne del prodotto verso mercati pi? ricettivi, mercati dove la domanda ? forte e dove spesso gli sconti sono minori e quindi i costi per la promozione e l?incentivazione del prodotto gravano di meno sul conto finale, gonfiando i margini. Cos?, per salvare la loro faccia e quella della Casa che rappresentano, i Concessionari italiani sono spesso obbligati a raccontar balle. Quasi sempre perdendo la vendita e il relativo cliente che si era dimostrato pronto a tirar fuori il libretto di assegni.

Progetti e dignità, il settore torna a schierarsi

Si è levato un bel vento, tra Roma e Verona, dove l’automobile si è data convegno. Vento di programmi. Programma è una bella parola: promette impegno. 
Molto ce ne ha messo l’Unrae nel costruire la propria visione strategica della mobilità. Una visione indubbiamente lucida, sorretta da un ragionamento che, anche a prima vista, è di una logica disarmante. La natura non fa salti; l’industria (e i mercati) nemmeno, nonostante a volte le apparenze sembrano dire il contrario. L’evoluzione procede per gradi, insomma. L’industria dell’auto non si arrocca, non si chiude a riccio, tutt’altro. È disponibile al cambiamento, si è preparata. Sa e capisce. Questo è quello che ci è stato dimostrato a Verona. Insieme, in una sorta di prova generale, ci è stata mostrata l’ampia documentazione - creata anche con il contributo del Cnr e del Censis - che, facendo vera informazione, sostiene in modo solido e concreto l’impresa. Che non si annuncia semplice: per i rappresentanti delle Case estere il prossimo passo del progetto è far capire alle istituzioni italiane, ai decisori, la necessità di programmare anche (soprattutto) loro. Ma questo è il mare nel quale l’auto deve navigare in Italia. Lo sa, e anche a questo - a non mollare - si è preparata.

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