I cookie ci aiutano a fornire, proteggere e migliorare i servizi di InterAutoNews.
Continuando a usare il nostro sito, accetti la nostra normativa sui cookie.

Il Commento

Pu? sembrare un controsenso e in effetti lo ?. In Italia, anche se i segnali di debolissima ripresa del mercato possono venire dal mercato di aprile, si sta verificando un fatto assai curioso, e per certi versi indicativo di come ragionano le Case, alla faccia dell?interesse dei Concessionari. Si tratta di questo. I clienti che, avendo deciso di acquistare una nuova macchina e che dovrebbero godere di un morbido tappeto rosso all?ingresso delle concessionarie, spesso vengono respinti con perdite, perch? se per caso la scelta cade su di un modello di recente introduzione sul mercato o di particolare successo commerciale, capita in molte occasioni di sentirti dire dal venditore che l?attesa sar? lunga, che c?? scarsa disponibilit? del modello desiderato, che forse sarebbe meglio orientarsi su un altro modello e via giustificando. In realt?, scava scava, abbiamo appreso che per alcune delle vetture pi? appetibili le Case madri preferiscono indirizzare le consegne del prodotto verso mercati pi? ricettivi, mercati dove la domanda ? forte e dove spesso gli sconti sono minori e quindi i costi per la promozione e l?incentivazione del prodotto gravano di meno sul conto finale, gonfiando i margini. Cos?, per salvare la loro faccia e quella della Casa che rappresentano, i Concessionari italiani sono spesso obbligati a raccontar balle. Quasi sempre perdendo la vendita e il relativo cliente che si era dimostrato pronto a tirar fuori il libretto di assegni.

Federauto verso il voto: che cosa vuole fare da grande?

Non male questo inizio di 2018 per l’Italia, qui dove il sistema della campagna elettorale in servizio permanente effettivo vige a qualunque livello. Non male, perché ovunque ci si sia voltati e ancora ci si volti, ecco lì un’elezione da tenersi. Nel breve volgere di qualche mese, in ordine cronologico, urne per eleggere le massime cariche di governo del calcio, del Paese e della federazione dei Concessionari automotive, Federauto.
Con il calcio si sa come è andata: due elezioni finite con due commissariamenti. Con la politica vedremo: intanto il nuovo che avanza fa la cresta sui rimborsi spese, il vecchio che torna firma fogli di carta in tv, il resto litiga su qualunque argomento possibile.
Rimangono le automobili, nel senso dei Concessionari, quelli che sono - oltre che imprenditori che ci mettono i soldi e la faccia - anche il punto di contatto fisico, a volte perfino umano, tra chi le automobili produce/esporta/importa e chi le automobili compra (e questo, qualcuno a volte sembra dimenticarlo, ahimé perfino tra i Concessionari stessi).
Restano le automobili. Il discorso si fa serio. La situazione è nota. Federauto oggi è guidata ad interim da Mario Beretta. Il presidente in carica, Filippo Pavan Bernacchi, è uscito di scena a fine dicembre 2017. Ha lasciato ai posteri, oltre a una lettera di commiato appassionata e colma di verità solo parzialmente rivelate, un buon numero di iniziative intraprese, alcune importanti novità introdotte, una serie di tracce da (eventualmente) seguire per il futuro. Pavan Bernacchi è andato via con un rimpianto certo: il progetto del Concessionario Doc, che ancora recentemente abbiamo sentito lodare da qualche suo collega che conta (e molto).

Leggi tutto...