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2005

Dal 1? luglio, Stephen Norman, attualmente Amministratore Delegato e Market General Manager della Fiat Auto France, assumer? l'incarico di Responsabile Marketing del Brand Fiat. Norman, che risponder? a Luca De Meo, Responsabile del Brand & Commercial Fiat, seguir? le attivit? di marketing e comunicazione di prodotto, posizionamento e lanci commerciali dei nuovi modelli. Stephen Norman subentra nell'incarico a Massimo Fara? che assume altre responsabilit? nell'ambito dell'Ente Product Portfolio Management. Carlos Gomes, che mantiene la responsabilit? di Country Manager per il Brand Alfa Romeo, assumer? anche l'incarico di Market General Manager di Fiat Auto France. Christophe Decultot conserva la responsabilit? di Country Manager per i marchi Fiat e Lancia. * James Selwa ? stato nominato presidente di Maserati North America, filiale della casa del Tridente che ? stata trasferita da Ferrari North America alla capogruppo Maserati Spa. Selwa, gi? presidente di Rolls-Royce Motor Cars e di Lotus Cars, lavorer? a stretto contatto con Maurizio Parlato, presidente di Ferrari North America. * Jonathan Browning ? il nuovo presidente della Vauxhall. * La Iveco ha affidato a Franco Fenoglio la funzione di International operations & business development. * Harald Boelstler ? il nuovo presidente e amministratore delegato di Mitsubishi Fuso. * Dal 1? giugno Dominik Hoberg ? il direttore del nuovo settore corporate image di Automobili Lamborghini. Nel suo incarico coordiner? anche il settore della comunicazione, la cui responsabilit? rimane affidata a Sergio Fontana * Il vice presidente per lo sviluppo e il design di Smart, Helmut Wawra, lascer? l'incarico per tornare in Mercedes Benz. Sar? Ulrich Walker, ad assumere la responsabilit? della posizione. * Luigi Pellissier ha lasciato Lingotto Fiere per occuparsi delle relazioni estere dell'Asa, Associazione Stampa Agroalimentare. * Gianluca Bovani ha lasciato la direzione sourcing di GMAC Lease (Masterlease) per assumere l'incarico di sourcing director in GE Commercial Finance Fleet Services. * Fabrizio Palenzona ? stato confermato nella carica di Presidente dell'Aiscat per il biennio 2005-2007. Inoltre, Palenzona ? stato nominato vice presidente dell'Asecap, l'associazione delle Societ? Europee Concessionarie di Autostrade ed Infrastrutture a Pedaggi. * Piero Giardini ha lasciato la direzione del marketing di Mazda Italia per assumere il ruolo di direttore Customer Service. Lo ha sostituito Massimo Scantamburlo gi? direttore Customer Service, mentre Fabrizio Logrippo ? entrato a far parte della squadra del marketing in qualit? di direttore Eventi & Comunicazione. * Paolo Castagna ? stato nominato chairman e managing director di Fiat India al posto di Alberto Montanari che rientra a Torino per occuparsi del progetto powertrain. * Carlo Forni, che lascia Fiat Auto dove, nell'ambito dell'ufficio stampa, si occupava del brand Lancia, ? il nuovo External & Media Relations Manager di Bosch Italia. Patrizia Pasini, ex Fiat Auto, ex Finmeccanica, mantiene la propria posizione di consulente per la comunicazione del Presidente di Bosch Italia, Massimo Guarini. * John Arle ? stato nominato vice president & treasurer della Delphi. * Roger Putnam, presidente di Ford of Britain, ? diventato presidente della Society of Motors Manufacturers and Traders nel mese di giugno. Succede a Tod Evans, gi? presidente di Peugeot Citro?n Automobiles UK. * L'Aniasa si avvarr? della collaborazione della Dragonetti e Associati per la gestione dell'ufficio stampa. * Herbert Demel, ex presidente di Fiat Auto, ? rientrato alla Magna Powertrain Group, dove ha assunto il ruolo di presidente. * Claudio Nobis, dopo 25 anni, ha lasciato il quotidiano La Repubblica e quindi la responsabilit? del supplemento e delle pagine auto-motori. La direzione ha affidato la responsabilit? dell'area motori a Giuseppe Smorto, che continuer? a dirigere il sito Repubblica.it. Valerio Berruti sar? il curatore del supplemento e delle pagine settimanali, con l'apporto di Vincenzo Borgomeo che continuer? a curare l'informazione web dell'auto.

Dealer, quando la lotta fa bene alla pace

Dentro la sollevazione pronta e unitaria del settore auto italiano seguita all’introduzione dell’Ecotassa – sollevazione che è stata fin qui il solo e unico benefico effetto sortito dalla non comprensibile decisione del Governo – sono scomparsi d’incanto le turbolenze e il progetto di scissione all’interno del mondo delle rappresentanze dei Concessionari italiani. Una conquista enorme, considerato il clima dello scorso anno e i toni forti della diatriba.

Della nuova associazione dei Dealer non si parla più. Il che non significa che i grandi Gruppi abbiano perso la voglia (la forza non la perderanno certo) di essere attivi e pure rappresentativi: una delle richieste avanzate a Federauto prima dell’avvio della procedura di scissione di inizio estate 2018, all’epoca non accolta dal presidente De Stefani Cosentino, ovvero l’adesione diretta dei Concessionari alla Federazione, senza quindi l’obbligo di passare attraverso le associazioni di marca, è adesso argomento di pacata discussione (in corso) e le probabilità che ottenga il via libera sono più che alte – per non scontentare nessuno si potrà aderire alla Federazione sia tramite associazione di marca sia liberamente, l’una possibilità non escluderà l’altra. Un’apertura di dialogo concreta, sui fatti: buona notizia.

Ma c’è altro. In sede di Unione europea, dove si è almeno abituati, per cultura, ad ascoltare, è stata rappresentata da Federauto la delicata questione della vendita dei veicoli alle flotte da parte delle Case – a prezzi e condizioni che i Concessionari nemmeno si sognano, e soprattutto vendita diretta. E sempre per rimanere alla Ue, un intervento in quella sede per rappresentare le problematiche legate ai contratti tra Case e Concessionari (sul nodo del recesso, in particolare) era stata indicata tra le possibili azioni da intraprendere al più presto dai promotori della nuova Associazione, quando ancora sembrava che questa dovesse realizzarsi. 

Nel nuovo scenario di collaborazione che sembra aprirsi per il settore, potrebbe realizzarsi così compiutamente l’idea di quanti – tra i fondatori della nuova Associazione – non erano del tutto propensi alla scissione da Federauto né allo scontro, e immaginavano il nascente soggetto più come una task force cui affidare questo o quel compito particolare da portare a termine. Fiancheggiando la Rappresentanza ufficiale e non entrando con la stessa in rotta di collisione: ciascuno porta le proprie competenze, le proprie conoscenza e capacità e le mette a disposizione della collettività.

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