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Ferdinand Karl Piëch (Vienna, 17 aprile 1937) è uno dei nipoti di Ferdinand Porsche, la cui figlia Louise ha sposato l’avvocato viennese Anton Piëch. Dopo gli studi in ingegneria meccanica al Politecnico federale di Zurigo, nel 1963 Ferdinand inizia la sua lunga carriera che lo porterà nel 2002 a passare dal consiglio di amministrazione a quello di sorveglianza di Volkswagen, assumendone la presidenza. A fine aprile 2015 si dimette dalla carica assieme alla moglie Ursula, anch’essa membro del CdA; presidente ad interim è stato nominato Berthold Huber.

Il Gruppo Autotorino, guidato dal 51enne Plinio Vanini, con l’acquisizione dei 25 punti vendita che facevano riferimento alla TT Holding dei fratelli Gerolamo e Luigi Malvestiti, è diventato per dimensioni e fatturato il primo concessionario italiano di automobili. I numeri, come sempre, dicono tutto di questo successo: 13 brand rappresentati in 13 province di 3 regioni, 740 dipendenti, un volume di 27.000 vendite fra nuovo ed usato e un fatturato di circa 500 milioni di euro. Questi ultimi due dati riflettono i risultati ottenuti nel 2014 dalle due realtà oggi accorpate sotto la bandiera di Autotorino. Dal 1° aprile 2015 sono entrate a far parte del Gruppo le strutture di vendita facenti capo a New Motors (Jeep, Mercedes, Smart), Auto Class (BMW, Mini), Tecno Motors (Hyundai), Anelli Motors (Kia), Real Motors (Toyota, Lexus). Ricordiamo che Autotorino ha celebrato quest’anno i suoi primi 50 anni essendo stata fondata nel 1965 a Morbegno, provincia di Sondrio, da Arrigo Vanini, padre di Plinio il quale, a soli 22 anni fu obbligato ad assumere la guida dell’impresa familiare a seguito dell’improvvisa scomparsa del fondatore. Le tappe successive furono l’apertura del primo grande showroom in Valtellina, oggi sede del centro direzionale, nel 1991 e poi dei saloni di vendita a Lecco, Como, Bergamo, Sondrio, Modena, Cremona e Parma.

 

Harald Krüger ha assunto il ruolo di Presidente del Consiglio di Amministrazione di BMW AG. Krüger è stato recentemente membro del Consiglio di Amministrazione per la Produzione. Entrato a far parte del Gruppo BMW nel 1992, è stato membro del Consiglio di Amministrazione dal dicembre 2008. Krüger è stato inoltre responsabile delle risorse umane fino ad assumere la responsabilità per Mini, Motorrad, Rolls-Royce e Aftersales alla fine di giugno 2012, una posizione tenuta fino al trasferimento alla guida della produzione nell’aprile del 2013. * Massimo Nordio, AD del Volkswagen Group Italia, è stato riconfermato Presidente dell’Unrae. * Paolo Gagliardo, nell’ambito delle attività dei diversi brand di FCA, è stato nominato responsabile delle Operations del marchio Abarth rispondendo direttamente all’AD Altavilla. Gagliardo mantiene anche la posizione di responsabilità nell’ambito della pianificazione prodotto dei veicoli commerciali. * Roberto Loi è stato confermato, per il 6° mandato consecutivo, alla presidenza Asi, l’Automotoclub Storico Italiano. * Romina Guglielmetti e Licia Mattioli sono state nominate nel CdA della Pininfarina. * La presidenza del Gruppo Volkswagen ha fatto nominare nel consiglio di vigilanza aziendale Louise Kiesling e Julia Kuhn-Piëch. * Xu Ping, a capo di Dongfeng dal 2005, è stato sostituito da Zhu Yanfeng, alto funzionario del partito comunista, sinora alla guida di FAW. * Lotus ha nominato Alessandro Casto Direttore del Sud Europa con l’incarico di sviluppare le vendite di Lotus in Italia, Spagna, Portogallo, Francia e Grecia. * J. Manuel Sagardoy, già Direttore Vendite Opel Italia, ha lasciato dopo 17 anni GM per passare dal 1° aprile a Jaguar Land Rover Europe dove ha assunto il ruolo di Regional Sales Manager. * Silvia Baruffaldi, che dirige Auto&Design, è stata nominata giurata dell’Auto dell’Anno al posto di Alessandro Ferrari che ha deciso di lasciare la posizione. * Martin Lundstedt, già a capo di Scania, è stato Amministratore  Delegato di Volvo AB in sostituzione di Olof Persson che lascerà l’incarico nel prossimo mese di ottobre. * A seguito della riorganizzazione in atto nel Gruppo UFI Filters, Luca Betti, è stato nominato Group Aftermarket Business Unit Director. * La CMC, Classic Motor Cars, azienda britannica specializzata nel restauro di auto d’epoca, ha nominato Tim Leese General Manager.


Barche diverse, ma il mare è uguale per tutti

In un film di qualche anno fa, Woody Allen raccontava la storiella delle due anziane signore ricoverate in una casa di cura. Sedute allo stesso tavolo, consumano un pasto. All’improvviso la prima dice: il mangiare qui è veramente orrendo. La seconda risponde: sì, e poi le porzioni sono così piccole... 
Ecco: più o meno la storia degli incentivi per l’acquisto delle auto stanziati dal Governo lo scorso anno e poi ancora nella Legge di Bilancio 2021. Si è sentito dire: sbagliata la tempistica, sbagliata la distribuzione, utili solo ad anticipare la domanda e quindi non realmente efficaci per rimettere in piedi il sistema. Eppure: perché porzioni così piccole?, si è alla fine sentito chiosare.
È vero: si poteva fare di più e si poteva fare meglio. E probabilmente sì, non hanno fatto e non faranno che anticipare la domanda, e si esauriranno troppo presto, e danneggeranno il mercato dei mesi a seguire… Tutto quel che si vuole. Ma resta il fatto che gli incentivi sono stati una conquista preziosa. Un passo avanti, e sudatissimo se si considera che una larga parte di quanti governano il Paese ritiene che l’unica auto realmente ecologica è l’auto che non esiste – non perché non è stata ancora inventata, ma perché l’auto non dovrebbe proprio esistere.
Per il settore auto italiano ci sono state cose buone anche dentro la tempesta del Covid, nell’infame 2020, ci ha ricordato il presidente di Federauto, De Stefani Cosentino. Su tutte la consapevolezza acquisita che, chiunque governi la nave, chiunque sia in sala macchine, il mare è lo stesso per tutti i naviganti. E quando si ingrossa a dismisura si fa squadra, si lavora tutti nella stessa direzione per portare la nave in porto. Le Case auto e le Reti di distribuzione, con l’eccezione di pochi casi, hanno lavorato insieme. E insieme hanno lavorato le associazioni della filiera. 
Al di là di risultati di mercato, fatturati, utili, questo è il lascito più prezioso del 2020. Non era scontato che andasse così, e lo conferma il fatto che – non appena svoltato l’angolo del 2021 – come se si fosse entrati in un’epoca altra, come se tutto fosse finito, il microcosmo di eletti che guida il Paese è subito tornato alle vecchie abitudini, nel tentativo forse di ristabilire la vecchia normalità (che invece non tornerà più), quella in cui all’improvviso c’è chi sfila una carta dal castello che fin lì si era miracolosamente tenuto in piedi e fa crollare tutto. La voglia di rissa, di menare le mani, è diffusa; la nuova normalità, gli impedimenti, i divieti generano pressioni enormi - ce lo dicono, anche, le torme di ragazzi che si danno appuntamento in questa o quella città per suonarsele di santa ragione. E ci si può spingere fino a comprendere come la costrizione possa generare desideri di rivolta. 
Ma è qualcosa che non porta da nessuna parte. Il sistema sano si salva proprio come tale, come sistema. Il settore auto in Italia ha certamente scelto questa strada. Non sarà per sempre, è certo: è stato però nel momento giusto, quando davvero serviva. 

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