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La Toyota ha annunciato che, a partire dai primi di aprile, Didier Leroy, attuale capo della divisione europea di Toyota, diventerà uno dei sei vice presidenti esecutivi, il primo straniero a ricoprire questo ruolo. Leroy, 57 anni, ingegnere, ha iniziato la sua carriera nell’industria automobilistica nel 1982 nel Gruppo Renault, dove ha ricoperto diversi incarichi dirigenziali. Oltre a questo, per la prima volta entra a far parte del team management, composto da 57 membri, una donna. Si tratta dell’americana Julie Hamp, 55 anni, responsabile della comunicazione per il Nord America. Toyota che conta solamente 101 donne su un totale di 9.458 dirigenti, prevede di triplicare il numero a 320 entro il 2020 e di raggiungere quota 570, nel 2030.

Cambio di gestione nell’organizzazione di vendita in Porsche AGFranz Jung (52 anni) diventerà Presidente del Consiglio esecutivo della Porsche Cina a partire dal 1° giugno 2015. Jung ha iniziato il proprio lavoro con Porsche nel 2014, come Vice Presidente della Regione d’oltremare e dei mercati emergenti, fornendo stimoli preziosi in un breve periodo. Il suo predecessore in Cina, Deesch Papke (53 anni), che aveva sviluppato questo mercato con successo nel corso degli ultimi due anni, torna a Dubai e assume la gestione della controllata Porsche Middle East & Africa. Il successore di Franz Jung come Vice Presidente della Regione d’oltremare e dei mercati emergenti sarà Klaus Zellmer (47 anni) che, in qualità di Presidente del Consiglio di Amministrazione di Porsche Germany dal 2010, ha messo in atto una crescita sproporzionata in un mercato ormai saturo. La continuazione di questo sviluppo positivo sul mercato interno sarà affidata a Jens Puttfarcken (49 anni).

CNH Industrial N.V. annuncia alcuni importanti cambiamenti nel Group Executive Council (GEC), il massimo organo decisionale della società dopo il Consiglio di Amministrazione. Derek Neilson assume con decorrenza immediata la carica di EMEA Chief Operating Officer (COO) con responsabilità per l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa, in sostituzione di Andreas Klauser. Neilson, entrato in CNH Industrial nel 1999, era già membro del GEC e finora ricopriva la funzione di Chief Manufacturing Officer. Il precedente ruolo di Neilson viene ora affidato a Tom Verbaeten, da oggi responsabile dell’area Manufacturing dopo essere stato Head of EMEA Manufacturing per i segmenti agricoltura e costruzioni.

Enrico Atanasio ha lasciato FCA dove come più recente compito era Direttore Sviluppo rete Alfa Romeo e Direttore Flotte EMEA con Fiat Chrysler. Da febbraio 2015 è entrato nel Gruppo Volkswagen, con la posizione di Direttore, Brand Audi Saudi Arabia. * Johan de Nysschen, Presidente di Cadillac ha annunciato che dal 1° luglio, Andreas Schaaf è stato nominato Vice President Cadillac Europe. Oltre al principale ruolo internazionale, Schaaf avrà anche la responsabilità operativa per la business unit europea. Andreas Schaaf (44 anni) ha iniziato la propria carriera in BMW AG nel 1996 nel controllo e gestione del prodotto. Da aprile 2010 al novembre del 2012 è stato Presidente del BMW Group in India, dove ha introdotto il marchio MINI. * Il Consiglio di Sorveglianza di BMW AG ha nominato Oliver Zipse nuovo membro per la produzione del Consiglio di Amministrazione. L’incarico ha effetto dalla fine della riunione annuale generale del 13 maggio. Zipse subentra ad Harald Krüger, che diventa Presidente del Consiglio di Amministrazione. * Varia l’assetto del Comitato Esecutivo di Federauto: Saverio Greco passa il testimone a Mario Beretta della concessionaria Audi Volkswagen Sagam di Milano. Beretta affianca gli attuali Vice Presidenti: Francesco Ascani, concessionario BMW Mini - con delega all’amministrazione - e Cesare De Lorenzi, che ricopre anche il ruolo di presidente dei Concessionari Citroën. * Dal 1 febbraio, Luciano Iengo, attuale Sales Area Director, è nominato Sales Director di Renault Italia, in sostituzione di Pascal Pozzoli, nominato Directeur Régional de Lyon presso la Direzione Commerciale Francia. * Phil Murtaugh è il nuovo CEO della Qoros Automotive Co, la joint-venture con sede a Shanghai formata dalla cinese Chery Automobile Co. e dalla Israel Corp. Murtaugh, 60 anni, sostituisce il precedente Amministratore Delegato Guo Qian, che è rientrato alla Chery. * Derek Neilson ha assunto il ruolo di Emea Chief Operating Officer (COO) con responsabilità per l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa, della Cnh Industrial. * Il CEO della Honda, Takanobu Ito, all’assemblea dei soci di giugno lascerà il posto a Takahiro Hachigo che ha gestito lo sviluppo del minivan Odyssey in Usa e avuto incarichi di rilievo in Usa, Europa e, da ultimo, in Cina, dove è tra l’altro supervisore della produzione da aprile 2013. * La Bridgestone Europe ha nominato Christophe de Valroger nuovo Vice Presidente Original Equipment per l’Europa. * Dario Casiraghi è il nuovo Commercial Leader della divisione Fleet di GE Capital Italy. * Christian Kurtzke sarà il nuovo Amministratore Delegato di Porsche Design Group ed assume anche la carica di presidente del Consiglio di Gestione. Christian Kurtzke sostituirà Jürgen Gessler, che ha già lasciato l’azienda. Fino all’insediamento di Kurtzke, la direzione di Porsche Design Group sarà gestita congiuntamente dal Direttore Finanziario  Frank Angelkötter e dal Direttore del Design Roland Heiler. * Nissan North America ha annunciato la nomina di Randy Parker alla guida del brand di lusso Infiniti, in sostituzione di Michael Bartsch che ha lasciato l’azienda per perseguire altri interessi. * La General Motors ha nominato Craig Glidden, già legale di un nota industria chimica, alla successione di Micheal Millikin che si ritira per la pensione dopo 38 anni di carriera in GM, inclusi gli ultimi 5 da consulente legale. * Arnaud Deboeuf è stato nominato Direttore RNBV & Direzione Delegata alla Presidenza dell’Alleanza Renault-Nissan dal 1° aprile. Sostituisce Christian Mardrus, nominato Direttore della Regione Africa, Medio Oriente, India di Nissan Motor Co. Ltd. * Olivier Murguet è stato nominato Direttore delle Operazioni della Regione Americhe di Renault, in sostituzione di Denis Barbier.


Barche diverse, ma il mare è uguale per tutti

In un film di qualche anno fa, Woody Allen raccontava la storiella delle due anziane signore ricoverate in una casa di cura. Sedute allo stesso tavolo, consumano un pasto. All’improvviso la prima dice: il mangiare qui è veramente orrendo. La seconda risponde: sì, e poi le porzioni sono così piccole... 
Ecco: più o meno la storia degli incentivi per l’acquisto delle auto stanziati dal Governo lo scorso anno e poi ancora nella Legge di Bilancio 2021. Si è sentito dire: sbagliata la tempistica, sbagliata la distribuzione, utili solo ad anticipare la domanda e quindi non realmente efficaci per rimettere in piedi il sistema. Eppure: perché porzioni così piccole?, si è alla fine sentito chiosare.
È vero: si poteva fare di più e si poteva fare meglio. E probabilmente sì, non hanno fatto e non faranno che anticipare la domanda, e si esauriranno troppo presto, e danneggeranno il mercato dei mesi a seguire… Tutto quel che si vuole. Ma resta il fatto che gli incentivi sono stati una conquista preziosa. Un passo avanti, e sudatissimo se si considera che una larga parte di quanti governano il Paese ritiene che l’unica auto realmente ecologica è l’auto che non esiste – non perché non è stata ancora inventata, ma perché l’auto non dovrebbe proprio esistere.
Per il settore auto italiano ci sono state cose buone anche dentro la tempesta del Covid, nell’infame 2020, ci ha ricordato il presidente di Federauto, De Stefani Cosentino. Su tutte la consapevolezza acquisita che, chiunque governi la nave, chiunque sia in sala macchine, il mare è lo stesso per tutti i naviganti. E quando si ingrossa a dismisura si fa squadra, si lavora tutti nella stessa direzione per portare la nave in porto. Le Case auto e le Reti di distribuzione, con l’eccezione di pochi casi, hanno lavorato insieme. E insieme hanno lavorato le associazioni della filiera. 
Al di là di risultati di mercato, fatturati, utili, questo è il lascito più prezioso del 2020. Non era scontato che andasse così, e lo conferma il fatto che – non appena svoltato l’angolo del 2021 – come se si fosse entrati in un’epoca altra, come se tutto fosse finito, il microcosmo di eletti che guida il Paese è subito tornato alle vecchie abitudini, nel tentativo forse di ristabilire la vecchia normalità (che invece non tornerà più), quella in cui all’improvviso c’è chi sfila una carta dal castello che fin lì si era miracolosamente tenuto in piedi e fa crollare tutto. La voglia di rissa, di menare le mani, è diffusa; la nuova normalità, gli impedimenti, i divieti generano pressioni enormi - ce lo dicono, anche, le torme di ragazzi che si danno appuntamento in questa o quella città per suonarsele di santa ragione. E ci si può spingere fino a comprendere come la costrizione possa generare desideri di rivolta. 
Ma è qualcosa che non porta da nessuna parte. Il sistema sano si salva proprio come tale, come sistema. Il settore auto in Italia ha certamente scelto questa strada. Non sarà per sempre, è certo: è stato però nel momento giusto, quando davvero serviva. 

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