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  Roland Schell è stato nominato Presidente della Mercedes-Benz Italia S.p.A. 51 anni, Schell è nato a Rastatt, in Germania, ed è entrato nel gruppo nel 1993. Ha iniziato la sua carriera nell’ambito dell’own retail in Germania fino al 2005 quando, arrivato in Francia, ha assunto l’incarico di Direttore della Filiale Mercedes-Benz di Parigi. Nel 2005 diviene Direttore Generale Retail Management fino a diventare, nel gennaio 2009, Managing Director Mercedes-Benz Cars in Francia. Dal 2011 è Direttore Generale Mercedes-Benz Cars in Italia. Alwin Epple, che lascia il vertice della filiale italiana, si trasferisce a Stoccarda per coordinare il progetto Trasforming Europe. * Fabrizio Curci, già a capo di Mopar (il brand di riferimento per i servizi, il customer care, i ricambi originali e gli accessori per i brand di Fiat Chrysler Automobiles), ha assunto la resposabilità del brand Alfa Romeo per la regione Emea. Assume anche la responsabilità di coordinare a livello globale il piano di rilancio dei nuovi prodotti Alfa Romeo a supporto di Harald Wester. Gianluca Italia, già responsabile del brand Fiat, è stato nominato responsabile del Business Center Italy, vale a dire la direzione commerciale che comprende tutti i brand venduti in Italia da Fiat Chrysler Automobiles, in sostituzione di Santo Ficili che assume la responsabilità di Mopar per la regione Emea. Ad Alessandro Furfaro è stata assegnata la responsabilità del brand Abarth e a Domenico Gostoli quella del brand Fiat Professional. Il nuovo responsabile della Supply Chain è Peter Weiss, mentre Heinrik Starup-Hansen ha assunto la responsabilità del Business Center Germany. Infine Jerome Monce è il nuovo responsabile di Fleet & Business Sales. * Nell’ambito del piano back in the race, ad Eugenio Franzetti è stata affidata la responsabilità delle relazioni esterne e degli eventi per i Marchi Citroën, DS e Peugeot. Oltre a Franzetti i responsabili specifici di ogni marchio sono: Marco Freschi per Citroën; Florian Martin per DS, coaudiuvato da Elena Fumagalli e Carlo Leoni per Peugeot. Le attività di back-office per i tre Marchi sono affidate al servizio Coordinamento Media e Corporate, sotto la responsabilità di Fabrizio Piotti che viene coadiuvato da Valeria Musti, Cristina Scialpi, Jean-Pierre Farrugia e Dario Ingravallo. Gli eventi, compresi quelli stampa, saranno realizzati dall’equipe coordinata da Monica Soldini e composta da Cinzia Chiesa ed Elisabetta Morlacchi. La gestione del parco stampa è ora affidata a Emanuele Ignomeriello. * Il Consiglio di Direzione per i veicoli commerciali di Acea (European Automobile Manufacturers’ Association) ha eletto Martin Lundstedt nuovo Presidente per il 2015. Lundstedt, Presidente e CEO di Scania, succede al responsabile di Daimler Trucks, Wolfgang Bernhard, che lascia la presidenza dopo due anni consecutivi. * Hyundai Motor Company Italy ha deciso di modificare la propria struttura organizzativa. Marone Vallesi è il nuovo direttore vendite. Gli riportano i due regional manager Pierfranco Spaziani e Gianluca Mattei. Alessandro Chieppi, sales director da settembre 2010, è ora responsabile della divisione Fleet & Corporate Sales, affiancato dai fleet manager Gabriele Costantino, Giuseppe Delai e da David Algisi che ha assunto la gestione della neonata divisione LCV Hyundai. Inoltre, Enzo Angeli, capo del Business Planning e Marcella Manzoni, che sovraintenderà all’intero settore della Customer Service, riporteranno direttamente al Presidente e CEO James Oh e al managing director Andrea Crespi. * Robert Melville, 37 anni, è il nuovo chief designer di McLaren Automobile e riporterà direttamente al design director Frank Stephenson. Laureato in automotive design nel 2003 al Royal College of Arts di Londra, Melville è entrato nel 2009 in McLaren con la qualifica di senior designer. Negli ultimi 5 anni, Melville ha lavorato alla McLaren P1, alla 650S e più recentemente alla nuova Sports Series, conosciuta con la denominazione interna P13. * Il Detroit Free Press ha nominato manager dell’anno Richard Palmer, Chief Financial Officer della Fiat dal 2006 e della Chrysler dal 2009. * Sebastian Mackensen è il nuovo responsabile del brand Mini in sostituzione di John Goller (che ricopriva questa carica dal 2013) trasferito in Cina con l’incarico di gestire la joint-venture BMW Brilliance. Mackensen, 43 anni, aveva lasciato Audi nel 2013 dove era responsabile delle vendite Audi in Nord e Sud America ed era entrato  nel Gruppo BMW per guidare le vendite di Mini. * Giorgio Sanna è stato nominato responsabile Motorsport di Lamborghini. Il 39enne pilota romano, entrato nel 2001 come collaudatore nella Direzione Ricerca e Sviluppo, supervisionerà le tre serie internazionali del campionato monomarca. Riporta direttamente a Maurizio Reggiani, membro del Board per Ricerca e Sviluppo di Automobili Lamborghini. * Giti Tire ha assegnato a Richard Lyons - già Direttore Generale Europa - la carica di Direttore Vendite & Marketing internazionale per il segmento vettura (passenger car). * Shiro Nakamura, Vicepresidente senior per il Design e Direttore Creativo di Nissan, premiato al Festival Automobile International di Parigi. * Dal mese di gennaio Valentina Orena (ex Chevrolet Italia) ha assunto il ruolo di General Manager Communications per Kia Motors Europe con sede a Francoforte. * Francesco Parente ha assunto la responsabilità della Comunicazione della 60esima edizione del Roma Motor Show. * Nuove nomine ai vertici di Ucav l’Unione Concessionari Audi e Volkswagen. Maurizio Spera è stato eletto Presidente, Roberto Bravin responsabile del brand Audi e Giovanni De Bona responsabile per il brand Volkswagen. * La Bentley ha nominato Michael Winkler Presidente e CEO di Bentley Motors per i mercati americani in sostituzione di Christophe Georges cui viene affidata la direzione del prodotto e del marketing per Bentley a livello globale.

 


Barche diverse, ma il mare è uguale per tutti

In un film di qualche anno fa, Woody Allen raccontava la storiella delle due anziane signore ricoverate in una casa di cura. Sedute allo stesso tavolo, consumano un pasto. All’improvviso la prima dice: il mangiare qui è veramente orrendo. La seconda risponde: sì, e poi le porzioni sono così piccole... 
Ecco: più o meno la storia degli incentivi per l’acquisto delle auto stanziati dal Governo lo scorso anno e poi ancora nella Legge di Bilancio 2021. Si è sentito dire: sbagliata la tempistica, sbagliata la distribuzione, utili solo ad anticipare la domanda e quindi non realmente efficaci per rimettere in piedi il sistema. Eppure: perché porzioni così piccole?, si è alla fine sentito chiosare.
È vero: si poteva fare di più e si poteva fare meglio. E probabilmente sì, non hanno fatto e non faranno che anticipare la domanda, e si esauriranno troppo presto, e danneggeranno il mercato dei mesi a seguire… Tutto quel che si vuole. Ma resta il fatto che gli incentivi sono stati una conquista preziosa. Un passo avanti, e sudatissimo se si considera che una larga parte di quanti governano il Paese ritiene che l’unica auto realmente ecologica è l’auto che non esiste – non perché non è stata ancora inventata, ma perché l’auto non dovrebbe proprio esistere.
Per il settore auto italiano ci sono state cose buone anche dentro la tempesta del Covid, nell’infame 2020, ci ha ricordato il presidente di Federauto, De Stefani Cosentino. Su tutte la consapevolezza acquisita che, chiunque governi la nave, chiunque sia in sala macchine, il mare è lo stesso per tutti i naviganti. E quando si ingrossa a dismisura si fa squadra, si lavora tutti nella stessa direzione per portare la nave in porto. Le Case auto e le Reti di distribuzione, con l’eccezione di pochi casi, hanno lavorato insieme. E insieme hanno lavorato le associazioni della filiera. 
Al di là di risultati di mercato, fatturati, utili, questo è il lascito più prezioso del 2020. Non era scontato che andasse così, e lo conferma il fatto che – non appena svoltato l’angolo del 2021 – come se si fosse entrati in un’epoca altra, come se tutto fosse finito, il microcosmo di eletti che guida il Paese è subito tornato alle vecchie abitudini, nel tentativo forse di ristabilire la vecchia normalità (che invece non tornerà più), quella in cui all’improvviso c’è chi sfila una carta dal castello che fin lì si era miracolosamente tenuto in piedi e fa crollare tutto. La voglia di rissa, di menare le mani, è diffusa; la nuova normalità, gli impedimenti, i divieti generano pressioni enormi - ce lo dicono, anche, le torme di ragazzi che si danno appuntamento in questa o quella città per suonarsele di santa ragione. E ci si può spingere fino a comprendere come la costrizione possa generare desideri di rivolta. 
Ma è qualcosa che non porta da nessuna parte. Il sistema sano si salva proprio come tale, come sistema. Il settore auto in Italia ha certamente scelto questa strada. Non sarà per sempre, è certo: è stato però nel momento giusto, quando davvero serviva. 

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