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Andrea Carlucci è il nuovo Amministratore Delegato di Toyota Motor Italia. A fine dicembre, Satoru Ichijima, già Amministratore Delegato di Toyota, ha terminato il suo incarico in Italia per fare ritorno in Toyota Motor Corporation, in Giappone dove andrà a ricoprire un importante ruolo nella gestione delle vendite per il mercato domestico. È cambiata di conseguenza l’organizzazione di Toyota Motor Italia, che a partire da gennaio ha la seguente configurazione: Luigi Lucà, Direttore Sales Operations; Alessandro Morganti, CFO e Direttore Business Support; Paolo Moroni, Direttore Customer First; Alberto Santilli, Direttore Marketing Strategy; Giuseppe de Nichilo, General Manager People & Organization Development. Inoltre, nella nuova struttura organizzativa fa riferimento direttamente all’Amministratore Delegato anche la Divisione Lexus, la cui leadership viene affidata a Mariano Autuori in qualità di General Manager, ed il Reparto Pubbliche Relazioni che continuerà ad essere guidato da Patrizia Brunetti. * Nell’ambito del progetto aziendale di PSA per il periodo 2014-2018, la Direzione Commerciale europea adotta una nuova organizzazone. In Francia vengono mantenute due strutture commerciali distinte Peugeot e Citroën, mentre nasce una comune entità denominata Pieces & Services. In Germania, Gran Bretagna, Italia, Spagna/Portogallo e Polonia è stato creato il ruolo di Direttore Generale Paese. In Benelux e Svizzera/Austria vengono adottate due posizioni distinte ognuna con un Direttore Generale. Viene inoltre creata una Direzione Importatori per i Paesi scandinavi e quelli dell’Europa Centrale e Orientale. In Italia Olivier Mornet è stato nominato Direttore Generale PSA. Gli riportano: Vito Saponaro che è stato nominato Direttore del marchio Peugeot e Angelo Simone che ha assunto il ruolo di Direttore del marchio Citroën. Così come Andrea Valente che ha ricevuto la nomina a Development Director del brand DS. Dal 1° gennaio Pablo Puey prosegue il proprio lavoro presso il Gruppo PSA in Spagna dove è andato a ricoprire l’inarico di direttore del marchio Citroën DS. Infine, Massimo Borio lascia il Gruppo PSA Peugeot Citroën dove ricopriva il ruolo di responsabile Ufficio Stampa e PR passato a Eugenio Franzetti, nuovo direttore per i tre marchi, Peugeot, Citroën e DS. * Variazioni Organizzative in BMW Italia da 1° gennaio 2015. Dal 1° gennaio Luca Battiloro ricopre la funzione di Sales Channel Development Director di BMW Brasil. Battiloro, Classe ’72, è arrivato in BMW Italia nel 2005 in qualità di Zone Manager, in seguito ha ricoperto diversi ruoli all’interno della direzione vendite e dal 2013 ha assunto la carica di Sales Channel Development Director. Contestualmente hanno luogo i seguenti cambiamenti organizzativi nel Management. La responsabilità della Direzione Sales Channel Development viene affidata a Ivan Pegoraro, Classe ’60, è entrato in BMW Italia nel 1989 e dal 2003 ricopriva il ruolo di Aftersales Director. La Direzione Aftersales di BMW Italia è affidata ad Alessandro Salimbeni, Classe ’65, in BMW Italia dal 1997, dal 2008 ha assunto la Direzione Generale di BMW Milano. La Direzione Generale di BMW Milano viene affidata a Maurizio Ambrosino, Classe ’64, ha ricoperto molteplici funzioni dal 1991 e dal 2011 è alla guida della funzione Corporate Direct & Special Sales. * Christian Gobber dal 1° gennaio è il nuovo responsabile della Maserati North America, mantenendo la responsabilità commerciale della Maserati a livello mondiale. * Dal 5 gennaio Andrew Roberts è stato nominato direttore della comunicazione della Bentley Motors, mentre Wolfgang Glabus, diventerà responsabile delle politiche industriali e ambientali all’ufficio di rappresentanza di Volkswagen Group a Berlino. * Dal 1° aprile 2015 Rolf Bulander sarà nominato responsabile del settore Mobility solutions della Bosch, contemporaneamente Markus Heyn entrerà nel CdA della Robert Bosch GmbH occupandosi di vendite e marketing e sarà responsabile anche della divisione Automotive Aftermarket, e delle consociate Etas GmbH e Bosch Engineering GmbH. * Hyundai Motor Group ha nominato Albert Biermann - attualmente vice Presidente engineering della divisione M di BMW - responsabile del settore Vehicle Test & High Performance Development di Namyang, nella Corea del Sud. * La Ford ha annunciato che dal 1° gennaio William Kennard è nuovo membro del Consiglio di Amministrazione, prendendo il posto di Homer Neal che lascia dopo 18 anni. Kennard è stato presidente della Commissione comunicazioni federali degli Stati Uniti e ambasciatore degli Usa presso l’Unione Europea. * Stefan Lamm è stato nominato capo dell’Exterior Design di Seat, ruolo già ricoperto in Ford, sostituendo Jorge Díez passato a Audi, con l’incarico di Head of Automotive Concept Design. La carica di Lamm avrà effetto dal 1 ° febbraio 2015 e risponderà direttamente a Alejandro Mesonero-Romanos, responsabile del Design del marchio spagnolo del Gruppo Volkswagen. * Andrea Scaliti è il nuovo Communication and Public Affairs Manager di Goodyear Dunlop Tires Italia SpA al posto di Gianluca Fiorentini. * Federico Capeci è il nuovo Chief Digital Officer e CEO di TNS Italia. Capeci, dopo una lunga esperienza in Gfk e Millward Brown, ha ricoperto il ruolo di Research Manager in Coca-Cola Italia. Ha poi seguito il rilancio di OTO Research (Fullsix Group) guidandone il processo di internazionalizzazione in Francia e Spagna. Nel 2008 ha fondato Duepuntozero Research (Gruppo DOXA). Sempre in TNS, Paolo Mistrorigo è stato nominato Chief Operating Officer e Chief Transformation Officer.


Barche diverse, ma il mare è uguale per tutti

In un film di qualche anno fa, Woody Allen raccontava la storiella delle due anziane signore ricoverate in una casa di cura. Sedute allo stesso tavolo, consumano un pasto. All’improvviso la prima dice: il mangiare qui è veramente orrendo. La seconda risponde: sì, e poi le porzioni sono così piccole... 
Ecco: più o meno la storia degli incentivi per l’acquisto delle auto stanziati dal Governo lo scorso anno e poi ancora nella Legge di Bilancio 2021. Si è sentito dire: sbagliata la tempistica, sbagliata la distribuzione, utili solo ad anticipare la domanda e quindi non realmente efficaci per rimettere in piedi il sistema. Eppure: perché porzioni così piccole?, si è alla fine sentito chiosare.
È vero: si poteva fare di più e si poteva fare meglio. E probabilmente sì, non hanno fatto e non faranno che anticipare la domanda, e si esauriranno troppo presto, e danneggeranno il mercato dei mesi a seguire… Tutto quel che si vuole. Ma resta il fatto che gli incentivi sono stati una conquista preziosa. Un passo avanti, e sudatissimo se si considera che una larga parte di quanti governano il Paese ritiene che l’unica auto realmente ecologica è l’auto che non esiste – non perché non è stata ancora inventata, ma perché l’auto non dovrebbe proprio esistere.
Per il settore auto italiano ci sono state cose buone anche dentro la tempesta del Covid, nell’infame 2020, ci ha ricordato il presidente di Federauto, De Stefani Cosentino. Su tutte la consapevolezza acquisita che, chiunque governi la nave, chiunque sia in sala macchine, il mare è lo stesso per tutti i naviganti. E quando si ingrossa a dismisura si fa squadra, si lavora tutti nella stessa direzione per portare la nave in porto. Le Case auto e le Reti di distribuzione, con l’eccezione di pochi casi, hanno lavorato insieme. E insieme hanno lavorato le associazioni della filiera. 
Al di là di risultati di mercato, fatturati, utili, questo è il lascito più prezioso del 2020. Non era scontato che andasse così, e lo conferma il fatto che – non appena svoltato l’angolo del 2021 – come se si fosse entrati in un’epoca altra, come se tutto fosse finito, il microcosmo di eletti che guida il Paese è subito tornato alle vecchie abitudini, nel tentativo forse di ristabilire la vecchia normalità (che invece non tornerà più), quella in cui all’improvviso c’è chi sfila una carta dal castello che fin lì si era miracolosamente tenuto in piedi e fa crollare tutto. La voglia di rissa, di menare le mani, è diffusa; la nuova normalità, gli impedimenti, i divieti generano pressioni enormi - ce lo dicono, anche, le torme di ragazzi che si danno appuntamento in questa o quella città per suonarsele di santa ragione. E ci si può spingere fino a comprendere come la costrizione possa generare desideri di rivolta. 
Ma è qualcosa che non porta da nessuna parte. Il sistema sano si salva proprio come tale, come sistema. Il settore auto in Italia ha certamente scelto questa strada. Non sarà per sempre, è certo: è stato però nel momento giusto, quando davvero serviva. 

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