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2015

Giorgetto Giugiaro, 77 anni il 7 agosto, ha lasciato la posizione occupata nel board e la Presidenza Onoraria di Italdesign Giugiaro, e con lui è uscito dall’azienda anche il figlio Fabrizio (50 anni). Il comunicato ufficiale diffuso dall’azienda afferma che la decisione è stata presa per dedicarsi maggiormente alle proprie passioni ed interessi personali.  Entrato nel 1955 in Fiat all’età di 17 anni, Giugiaro prima di mettersi in proprio nel 1968 fondando la Italdesign insieme al socio Aldo Mantovani, ha lavorato per Bertone e per la Ghia. Nel corso della sua lunga carriera di designer è stato il “padre” di alcune icone dell’automotive, con la prima Golf, la prima Panda, la prima Audi 80, le Maserati Bora e Ghibli, le Alfetta GT e l’Alfa Brera. In tutto, Giugiaro ha “firmato” più di 200 modelli. Nella sua lunga vita professionale ha collaborato  con quasi tutte le principali Case costruttrici. Nel 2010 il 90,1% della Italdesign Giugiaro fu acquistato dalla Audi, entrando di fatto a far parte del Gruppo Volkswagen.  Fra i molti riconoscimenti ricevuti, sette lauree ad honorem, sei Compassi d’Oro. È stato nominato nel 2001 Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Nel 1999, a Las Vegas, è stato incoronato dai giornalisti provenienti di tutto il mondo “Car Designer del Secolo”. Con l’avvocato Gianni Agnelli figura, unici italiani, nella lista degli “immortali” dell’automobile per i risultati ottenuti.

Osamu Suzuki, al vertice di Suzuki Motor Co. da quasi 40 anni, ha ceduto al figlio maggiore, Toshihiro Suzuki, 56 anni, la gestione operativa dell’azienda con la carica di Presidente. Osamu Suzuki, 85 anni, mantiene comunque la guida della Casa nipponica con il ruolo di Chairman e CEO.

Jaguar Land Rover Italia rivede la propria struttura organizzativa. Con l’obiettivo di potenziare della Rete di Vendita e Post Vendita, è stata creata una nuova figura organizzativa. Il ruolo viene affidato ad Arturo Frixa, attuale Direttore Generale Marketing, Comunicazione e PR che, dopo i risultati conseguiti nel periodo, assume ora la carica di Direttore Generale Sviluppo Rete e Training Jaguar Land Rover Italia. Marco Santucci, attuale Direttore Generale Sales Operations Jaguar Land Rover Italia, dopo aver contribuito alla crescita dei risultati di vendita negli ultimi anni, assume la carica di Direttore Generale Sales& Marketing, prendendo anche la responsabilità del Marketing. Infine, coerentemente a quanto previsto a livello europeo, la Direzione PR e Stampa viene collocata nuovamente nell’area della Presidenza. In questa rinnovata struttura, Lidia Dainelli, Direttore Pubbliche Relazioni e Stampa, riporterà direttamente a Daniele Maver, Presidente e Amministratore Delegato Jaguar Land Rover Italia.

 

Matt Harrison è il nuovo responsabile vendite e marketing di Toyota Motor Europe al posto di Daniele Schillaci, il cui passaggio a vendite e marketing mondiali di Nissan è già stato annunciato. * Il presidente di Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) Roberto Vavassori è stato nominato presidente di Clepa, l’Associazione europea della componentistica automobilistica. * Toyota Motor Italia ha consolidato il team dedicato alle pubbliche relazioni affidando la responsabilità dell’ufficio Stampa a Riccardo Taglioni che entra a far parte del della squadra guidata da Patrizia Brunetti. * Andrea Zambon Bertoja della Rimorchi Bertoja è stato eletto alla Presidenza della Sezione Rimorchi di ANFIA. Il nuovo Presidente succede a Luca Margaritelli della Compagnia Italiana Rimorchi. * Maria Valeria Musti ha lasciato il ruolo di Media e Corporate Specialist in seno alla Direzione Comunicazione e Relazioni Esterne di Peugeot Citroën DS Italia. * Uliana Ronchi ha lasciato l’ufficio Stampa di Peugeot Italia per intraprendere un percorso che la porterà alla pensione. * Jean-Pierre Farrugia, Press Specialist della Direzione Comunicazione e Relazioni Esterne di Peugeot Citroën DS Italia, ha lasciato l’azienda per una nuova esperienza professionale. * Dal 1° agosto, Jérôme Olive assume l’incarico di direttore produzione e logistica dell’Alleanza Renault-Nissan, in sostituzione di Shohei Kimura chiamato a ricoprire nuove funzioni in Nissan. Jose Vicente de los Mozos, membro del comitato esecutivo, prende le funzioni di Jérôme Olive, attualmente direttore produzione e logistica Europa, oltre a quelle da lui già esercitate come direttore produzione e logistica Gruppo. * Annalisa Stupenengo è stata nominata Brand President di FPT Industrial, la società di powertrain del Gruppo Cnh. Prende il posto di Giovanni Bartoli che lascia l’azienda dopo 40 anni di attività nel gruppo. La Stupenengo viene sostituita nella sua carica attuale di chief purchasing officer da Sergio Carpentiere, head of Emea Powertrain Purchasing per Fiat Chrysler Automobiles che entrerà anche a far parte del Group executive council (Gec) di Cnh. * Maurizio Pignata dall’inizio di giugno è stato nominato Responsabile dell’ufficio comunicazione del Gruppo ED. L’azienda, fondata nel 1998 da Davide Pizzorno, svolge attività industriali nei settori Automotive, Transportation, Industrial Design e Architettura. * Dal 1° luglio, Daniela Paliotta ha assunto la responsabilità della Direzione Human Resources Sales & Financial Services di Mercedes-Benz in Italia. Dopo un’esperienza nella consulenza, la Paliotta dal 2002 lavora in Mercedes-Benz Italia dove ha ricoperto diversi ruoli all’interno della Direzione Human Resources. * Il CdA di DAF ha promosso Richard Zink Direttore Marketing & Sales, con effetto dal 15 luglio 2015. Zink succede a Ron Bonsen, che dal 30 settembre si ritira per la pensione. Zink è entrato in DAF nel 1999 e ha ricoperto diverse posizioni nel settore della logistica, prima di essere nominato AD dello stabilimento DAF di Westerlo (Belgio) nel dicembre 2005. È stato promosso a direttore operativo e membro del CdA nel marzo 2010 e attualmente ricopre la carica di direttore vendite a livello Europa. * Porsche AG ha annunciato che Josef Arweck è il nuovo responsabile Corporate Communications. Posizione già nelle mani di Achim Schneider, che ha lasciato Porsche su sua richiesta. Dal 2011, Arweck è stato direttore della Comunicazione Interna di Porsche. Arweck riporta direttamente a Hans-Gerd Bode, Vice President Communications.

Barche diverse, ma il mare è uguale per tutti

In un film di qualche anno fa, Woody Allen raccontava la storiella delle due anziane signore ricoverate in una casa di cura. Sedute allo stesso tavolo, consumano un pasto. All’improvviso la prima dice: il mangiare qui è veramente orrendo. La seconda risponde: sì, e poi le porzioni sono così piccole... 
Ecco: più o meno la storia degli incentivi per l’acquisto delle auto stanziati dal Governo lo scorso anno e poi ancora nella Legge di Bilancio 2021. Si è sentito dire: sbagliata la tempistica, sbagliata la distribuzione, utili solo ad anticipare la domanda e quindi non realmente efficaci per rimettere in piedi il sistema. Eppure: perché porzioni così piccole?, si è alla fine sentito chiosare.
È vero: si poteva fare di più e si poteva fare meglio. E probabilmente sì, non hanno fatto e non faranno che anticipare la domanda, e si esauriranno troppo presto, e danneggeranno il mercato dei mesi a seguire… Tutto quel che si vuole. Ma resta il fatto che gli incentivi sono stati una conquista preziosa. Un passo avanti, e sudatissimo se si considera che una larga parte di quanti governano il Paese ritiene che l’unica auto realmente ecologica è l’auto che non esiste – non perché non è stata ancora inventata, ma perché l’auto non dovrebbe proprio esistere.
Per il settore auto italiano ci sono state cose buone anche dentro la tempesta del Covid, nell’infame 2020, ci ha ricordato il presidente di Federauto, De Stefani Cosentino. Su tutte la consapevolezza acquisita che, chiunque governi la nave, chiunque sia in sala macchine, il mare è lo stesso per tutti i naviganti. E quando si ingrossa a dismisura si fa squadra, si lavora tutti nella stessa direzione per portare la nave in porto. Le Case auto e le Reti di distribuzione, con l’eccezione di pochi casi, hanno lavorato insieme. E insieme hanno lavorato le associazioni della filiera. 
Al di là di risultati di mercato, fatturati, utili, questo è il lascito più prezioso del 2020. Non era scontato che andasse così, e lo conferma il fatto che – non appena svoltato l’angolo del 2021 – come se si fosse entrati in un’epoca altra, come se tutto fosse finito, il microcosmo di eletti che guida il Paese è subito tornato alle vecchie abitudini, nel tentativo forse di ristabilire la vecchia normalità (che invece non tornerà più), quella in cui all’improvviso c’è chi sfila una carta dal castello che fin lì si era miracolosamente tenuto in piedi e fa crollare tutto. La voglia di rissa, di menare le mani, è diffusa; la nuova normalità, gli impedimenti, i divieti generano pressioni enormi - ce lo dicono, anche, le torme di ragazzi che si danno appuntamento in questa o quella città per suonarsele di santa ragione. E ci si può spingere fino a comprendere come la costrizione possa generare desideri di rivolta. 
Ma è qualcosa che non porta da nessuna parte. Il sistema sano si salva proprio come tale, come sistema. Il settore auto in Italia ha certamente scelto questa strada. Non sarà per sempre, è certo: è stato però nel momento giusto, quando davvero serviva. 

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