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2020

Peymar Kargar (53) è stato nominato da Nissan Motor Corporation nuovo Vice President senior del Gruppo e presidente di Infiniti Motor Company, con effetto dal 1° luglio. Kargar è stato presidente di Nissan per la regione Africa Middle East India e Ceo del brand Datsun. Nel nuovo ruolo, Kargar riporta a Christian Vandenhende, vice direttore generale performance e direttore della qualità di Nissan Motor Co. Kargar, che vanta più di 23 anni di esperienza nel settore automobilistico, è laureato in ingegneria presso l’Institut National des Sciences Appliquées de Lyon in Francia e titolare di un MBA presso la London Business School.

Tobias Moers è il nuovo Amministratore delegato di Aston Martin Lagonda al posto di Andy Palmer che lascia l’azienda dopo 6 anni. Moers proviene da Daimler dove dal 2013 ricopriva analoga posizione per AMG. Nell’occasione della nomina alla guida di AMG, Moers era subentrato all’attuale numero uno del gruppo tedesco, Ola Källenius. Va ricordato che dal 2013 Daimler detiene il 5% di Aston Martin Lagonda e le fornisce sistemi elettrici e i motori V8 4 litri biturbo adottati dalla Vantage.

Il Gruppo Volkswagen riassegna le responsabilità al vertice del Gruppo e della Marca. Dal 1° luglio Ralf Brandstätter passa alla guida della marca Volkswagen, dopo averne ricoperto il ruolo di Chief operating officer. Il Ceo del Gruppo Volkswagen, Herbert Diess, che precedentemente ricopriva entrambi gli incarichi, ora potrà concentrarsi sul ruolo di leader del Gruppo Volkswagen. All’interno del Consiglio di Amministrazione del Gruppo, Diess manterrà la responsabilità per la Volkswagen e per gli altri brand di volume. ≠ Dal prossimo 1° luglio Werner Tietz è nominato nuovo vicepresidente di ricerca e sviluppo di Seat. Il manager, che ha iniziato il proprio percorso all’interno del Gruppo Volkswagen nel 1994, ricopriva fino a ora l’incarico di responsabile di sviluppo in Bentley. In Seat sostituisce Axel Andorff, che passa a Skoda in qualità di responsabile della linea di prodotto di segmento medio e la piattaforma Meb. ≠ Frank Moser, attuale responsabile della qualità aziendale di Porsche AG, dal 1° giugno è a capo del settore corporate quality di tutto il Gruppo Volkswagen, mantenendo anche il suo incarico in Porsche. Moser subentra ad Andreas Klar, in uscita dal Gruppo. ≠ Karin Radstrom è stata nominata nel board di Daimler Truck AG con la responsabilità di Mercedes-Benz Trucks, al posto di Stefan Buchner che si ritira dall’azienda dopo 30 anni di servizio. ≠ Klaus Maire, head of sales & marketing di Mercedes-Benz Vans, ha deciso di lasciare l’azienda dopo 30 anni di servizio. ≠ Alexandra Ford English, figlia di Bill Ford e pronipote del fondatore della Casa americana è entrata nel consiglio di amministrazione della start up Rivian, specializzata in veicoli elettrici e nella quale la stessa Ford Motor Company ha investito 500 milioni di dollari nel 2019. ≠ Dal 1° giugno Christine Engel è la nuova responsabile della qualità di Volkswagen Passenger Cars a Wolfsburg. ≠ Massimo Ghenzer è stato confermato dal board of directors alla presidenza di LoJack Italia. ≠ Dal 27 maggio Jukka Mosio è stato nominato presidente e Ceo di Nokian Tyres in sostituzione di Hille Korhonen che ha lasciato l’incarico dopo tre anni di servizio. ≠ Dal 1° luglio Karl Bernqvist è il nuovo membro del board di gestione di Volkswagen Commercial Vehicles con responsabilità per gli acquisti. ≠ Benjamin Hubner è il nuovo responsabile della linea di pneumatici agricoli di Continental Commercial Speciality Tyres. ≠ Dal 18 maggio Andrea Mastrorilli è stato nominato Chief executive officer di Qooder , il produttore svizzero di motoveicoli a quattro ruote, al posto di Paolo Gagliardo. ≠ McLaren ha annunciato che, a causa della crisi pandemica, Federica Bruno non occupa più la posizione di communications consultant South Europe per McLaren. L’azienda tiene a precisare che il cambiamento non ha nulla a che vedere con l’eccellente lavoro svolto per il marchio dalla signora Bruno durante i 4 anni della sua permanenza nella squadra europea della comunicazione. ≠ Dal 3 giugno Alberto Sismondi ha assunto il ruolo di direttore generale di Motul Italia al posto di Marco Baraldi, che dopo 8 anni passati alla guida di Motul Italia è stato chiamato dal Gruppo a ricoprire la posizione di Ceo internazionale di MotulTech, la divisione di Motul dedicata ai lubrificanti industriali.

 

Di speranza e di passione, ammissioni di colpa dovute

Ammissione di colpa, paragrafo 1. Su queste pagine si è molto scritto a proposito del disinteresse delle istituzioni italiane nei confronti del settore Automotive italiano. Si è scritto di disinformazione, non ascolto, non comprensione, ostilità, sfruttamento (del settore, come fosse un bancomat o una bestia da latte), eccetera. Lo si è fatto in passato, lo si è fatto con l’attuale Governo e le attuali istituzioni, perché – pur passando il tempo e i Governi – nel tempo è parso di intravedere una certa continuità di atteggiamento. D’altronde, fresco è ancora il ricordo di Salvini che si spende compiaciuto per l’Automotive italiano dal palco di Verona, ancora fresco – andando più indietro - è il ricordo della prima volta in cui si sentì parlare della necessità di istituire una cabina di regia, per coordinare e promuovere “la nuova cultura della mobilità, attenta alla coincidenza tra interessi individuali e collettivi”, perché la nuova mobilità “non accadrà girando una chiave, ma passerà attraverso un lungo periodo di transizione, dove sarà fondamentale la nostra capacità di fare sistema utilizzando al meglio le tecnologie disponibili, pianificando le necessarie infrastrutture e orientando le scelte di politica della mobilità verso l’equazione più efficiente per la collettività” (visione d’insieme, Massimo Nordio allora presidente di Unrae, luglio 2016). 
Ora. Appena qualche settimana fa, spettatori di una delle videoconferenze organizzate da #ADD20, l’Automotive Dealer Day in versione virtual-digitale, abbiamo appreso di essere in torto. E grandemente. Perché, ci è stato rivelato dal presidente di Unrae, Michele Crisci, e dal presidente di Federauto, Adolfo De Stefani Cosentino, Governo e istituzioni che oggi ci regolano e guidano, hanno più volte dimostrato disponibilità, interesse, perfino comprensione delle necessità, ragioni e argomentazioni del mondo dell’auto. Eravamo perciò pronti a rivedere la nostra posizione, ad accogliere con gioia il cambiamento epocale, quasi anche a fare ammenda e a riconoscere la nostra colpa. Senonché, quel giorno lì era l’8 ottobre e via mail ci è arrivato il comunicato congiunto Unrae-Federauto, che recava il titolo “Il mancato rifinanziamento dei fondi per il corrente anno vanifica…”, eccetera. 

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