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Stime a confronto con marzo 2020, la terza ondata, l’incertezza, l’online

Un altro brusco arresto per l’auto italiana a febbraio, con la previsione del Panel che, se in un primo momento ci era sembrata contenuta (+0,66%), si è poi rivelata eccessivamente ottimistica a fronte del -12,3% registrato dal mercato. Momento critico, con il primo bimestre che chiude a -13,1% rispetto ai primi due mesi del 2020, e preoccupante è il fatto che ciò sia accaduto nonostante l’ausilio degli incentivi. Tali fondi, fra l’altro, secondo quanto segnalato da Unrae “prevedibilmente a fine marzo, inizio aprile, saranno già esauriti”. L’Associazione delle Case estere in Italia, insieme con gli altri organismi di settore, auspica quindi un ulteriore intervento del Governo per un pronto rinnovo del sistema di incentivazione, il cui utilizzo fra l’altro “si sta dimostrando un grosso beneficio ambientale”. Ciò nonostante, dalle concessionarie dei nostri Panelisti arriva qualche segnale confortante, a riprova che i finanziamenti statali stiano comunque dando un po’ di vivacità a un mercato altrimenti incolore. Raccolta ordini di febbraio: +16,76% su febbraio 2020 e +4,24% su gennaio 2021. Leggera crescita dei contatti sia per telefono (341) sia per e-mail (161) sia on-line (588) con una media/concessionaria che si attesta a 1.105; raddoppiano le visite sulle pagine social (5.661). Aumenta di un’unità la media/venditore del mese (13). In calo, invece, i lead (519) rispetto a febbraio, con un punto perso nella percentuale di risoluzione contratto. Fra le auto più vendute nel mese, la Peugeot 208, la Ford Puma e l’immortale Panda. In merito alle previsioni di marzo, il Panel si è cimentato nel confronto con il primo mese del 2020 afflitto dal Covid-19. A marzo dello scorso anno si registrarono, infatti, solo 28.415 immatricolazioni. Per una maggiore omogeneità statistica, abbiamo voluto richiedere anche il confronto con il marzo del 2019. Quello che ne è venuto fuori è un quadro confuso, figlio della situazione che l’intera economia del Paese sta attraversando. Da una parte abbiamo la probabile crescita a tripla cifra, vista l’esigua quantità di consegne di marzo 2020, dall’altra il confronto con un mese, quello di marzo 2019, facente parte di un mercato ancora “sano”, nei confronti del quale, nonostante gli incentivi in corso, sarà difficile mantenere le stesse proporzioni. Cercando di interpretare al meglio un mercato soggetto a fattori prevalentemente aleatori dettati in gran parte dallo sviluppo della pandemia (al momento di andare in stampa stiamo per entrare in un nuovo lockdown che durerà probabilmente fino a dopo Pasqua), le previsioni del Panel di InterAutoNews, per il mese di marzo, rientrano in una forbice fra le 140.000 e le 170.000 immatricolazioni (+393%/+498%). Nelle concessionarie del Panel si pronostica una raccolta ordini del 204%. Continua a essere molto bassa, rispetto a quanto sta esprimendo mensilmente sul mercato, la quantità prevista di auto ad alimentazione alternativa che verrebbero immatricolate (26,32%), e in leggera crescita rispetto al mese precedente è pronosticato il ricorso alle Km0 (3,84%).

 

Calma piatta nel panorama degli sconti a livello nazionale, ove tutto si risolve entro il mezzo punto percentuale di differenza rispetto a gennaio, con la variazione più ampia che è di 0,30 punti per le auto ad alimentazione alternativa. Simile la situazione nel dettaglio delle aree geografiche, con variazioni entro il mero punto percentuale, fatta eccezione per il Sud/Isole dove si registrano aumenti degli sconti per tutte le alimentazioni: Benzina a +2,25 punti, Diesel a +3 e Alternative a +4,17.

 

Il Diesel, che non stupisce più nell’altalenarsi delle sue performance, rimane a galla anche in questo particolare periodo di transizione. A febbraio, a livello nazionale, aumenti sia nelle consegne sia negli ordini per 2,53 e 1,59 punti rispettivamente rispetto al mese precedente. Evidente la crescita nel Sud/Isole, tradizionale roccaforte per tale alimentazione, con crescite di quasi 12 punti per le consegne e di oltre 10 punti per gli ordini. L’altro aumento riguarda il Nord per le consegne (+3,33 punti) mentre si scende al Centro, con -3,75 punti per le consegne e -0,88 punti per gli ordini.


Non è male se il futuro non è più quello di una volta

Un anno e passa dentro lo sconvolgimento da Coronavirus, e ci ritroviamo sempre lì, a fare la conta di ciò che si è perduto, dalle vite umane alle abitudini quotidiane più elementari, passando naturalmente – per chi è dentro il settore – attraverso il numero delle auto vendute, con tutto quello che questo comporta (altre perdite, naturalmente). Tale è la condizione imposta dalla pandemia a questa porzione della nostra vita, assimilabile a quella vissuta da chi è stato dentro un tempo di guerra. Ma poi questa è anche la natura umana, sempre propensa alla nostalgia: il pane come lo si faceva una volta, le nevi di una volta, il futuro non è più quello di una volta, perfino si stava meglio quando si stava peggio. Il passato è un macigno, perché – citazione libera-tutti da Enzo Biagi – “ha sempre il culo più roseo”: tutti i nostri ieri nel ricordo trascolorano e finiscono per perdere ombre e toni cupi, quando ne abbiano avuti. Difficile immaginare che questo possa avvenire domani, quando (ma quando?) dalla pandemia torneremo fuori, anche se qualcuno a qualcosa ripenserà con un sospiro – l’assenza di traffico nei lockdown?, i figli finalmente a casa per più del tempo necessario a consumare un pasto veloce?, la tenuta ormai ufficiale da videoconferenza (pullover a collo alto e pantaloni della tuta, se non addirittura del pigiama)?: qualcosa da rimpiangere certamente qualcuno lo troverà, mettendo da parte il deserto desolato nel quale è sbocciato il fiore che la sua memoria ha scelto di cogliere e conservare.

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