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All’inizio di ottobre la concessionaria Carolina Ford di Honea Path, cittadina della Carolina del Sud, Usa, ha avviato la campagna promozionale “God, Guns and America”. La promessa è: a ciascun acquirente di un veicolo, la concessionaria farà dono di una copia della Bibbia, di una bandiera degli Stati Uniti e di un buono sconto da 400 dollari per l’acquisto di un fucile, da utilizzarsi presso un negozio specializzato di Abbeville, alla cui contea Honea Path appartiene.
Il fucile in questione è uno Smith & Wesson M&P 15: per chi è pratico, si tratta di una carabina semiautomatica in stile AR 15; per chi non è pratico, è un fucile progettato per i corpi di polizia ma poi destinato anche al mercato dei privati, e ha l’aspetto molto aggressivo di un’arma da guerra; per tutti, è il modello di arma da fuoco preferito dagli autori delle stragi in chiese, scuole, uffici pubblici avvenute nell’ultimo decennio negli Stati Uniti.
“Se stavate aspettando una grande offerta su un’auto nuova o usata, questo è il momento di coglierla al volo!”, l’entusiastico invito da parte della concessionaria. Il cui management non ha partorito l’idea nel corso di un week-end a elevato tasso alcolico, come potrebbe sembrare, ma dopo un paio di formali e sobrie riunioni in cui si è cercata la giusta risposta alla domanda: cosa può sedurre la nostra clientela? La conseguenza, essendo quella di Honea Path un’area ad altissima densità di cacciatori, è nota.
A essere precisi, lo ha sottolineato Derrick Hughes, general manager di Carolina Ford, mentre Bibbia e bandiera a stelle e strisce non sono negoziabili, l’offerta non impone l’obbligo di accettazione del voucher per acquistare il fucile: lo si può rifiutare, e allora i 400 dollari vengono scontati dal prezzo del veicolo che si acquista (ma solo se è nuovo: per chi punta all’usato, o il fucile o il fucile). E poi, ha aggiunto Hughes, attenzione a buttarla in p olitica: “Affari, sono solo affari. Cercavamo un’idea per incrementare vendite e visite in concessionaria, l’abbiamo trovata. E funziona”.

E funziona. Sia dal punto di vista delle vendite – a quanto pare, la promozione ha richiamato clienti da tutta la regione -, sia dal punto di vista della visibilità. La notizia ha fatto il giro del mondo, Carolina Ford è finita anche su giornali e siti europei e asiatici. Naturalmente, non è che gli applausi siano scrosciati a scena aperta. Anzi. Sulla pagina Facebook della concessionaria (che piace a 2.235 persone e raccoglie 2.250 follower: niente male, in un cittadina che conta all’incirca 3.800 abitanti) è divampato feroce il dibattito tra “nazisti delle armi” e “liberal-nazisti”, come i due schieramenti, favorevoli vs. contrari alle armi e all’iniziativa, si definiscono a vicenda. Da parte sua, la concessionaria ha prima eliminato dalla pagina il post originale con l’annuncio della promozione e poi, il 12 ottobre, ha pubblicato un estratto da uno studio dell’Fbi secondo cui, nel 2018, negli Usa sono state uccise più persone con coltelli, martelli, mazze e perfino calci di quante ne siano state uccise con i fucili. Il che è vero, ma – come ha evidenziato un utente – è anche vero che sempre nel 2018 oltre 10.000 omicidi sui 14.000 totali li hanno sulla coscienza le armi da fuoco. E intanto, Yaden Auto Sales, concessionaria di London, Kentucky, Usa, ha dato vita a un’identica promozione.
Detto che negli Stati Uniti da anni è in discussione il II emendamento della Costituzione, che garantisce al cittadino la libertà di possedere armi e che comunque è stato confermato nella sua validità dalla Corte Suprema nel 2008; detto che l’usanza di offrire fucili come incentivo all’acquisto è pratica antica e ricorrente in molti Stati (vedi la banca documentata da “Bowling at Columbine” di Michael Moore); detto che Ford Motor Company al momento non ha ancora preso posizione ufficiale; detto tutto questo, proponiamo uno spunto di riflessione e una provocazione.
Il primo, serio: la proposta di Carolina Ford dice “Se poi il fucile proprio non lo volete, vi facciamo lo sconto sulla macchina”. Ovvero: il plus è il fucile, lo sconto è un ripiego. Sembra un paradosso: nel primo caso il cliente dovrà sborsare altri soldi per avere anche il fucile, mentre nel secondo ne dovrà sborsare di meno per avere solo la macchina. Ma non è un paradosso: il ragionamento del management della concessionaria si fonda sulla consapevolezza che il giusto “qualcosa in più” quasi sempre vince sul “qualcosa in meno”, nella percezione del cliente.
La seconda, di alleggerimento: infranto il muro del trash estremo, se davvero per attrarre il cliente vale tutto, perché non abbracciare la filosofia opposta a quella del fucile? Slogan: “Fate l’amore, non fate la guerra”, offerta: Viagra, condom e un paio di numeri di telefono. Se poi i numeri di telefono proprio non li volete… @


La risorsa della storia personale, un valore inalienabile

Abbiamo coinvolto i Concessionari italiani in un sondaggio, il resoconto si trova nelle pagine interne, accompagnato da un nostro modesto suggerimento rivolto al lettore: fare oggetto di riflessione costruttiva degli spunti offerti dalle risposte che abbiamo ricevuto.
Qui facciamo, intanto, facciamo nostro quel suggerimento. La scelta non si presentava facile, molti i possibili temi intorno ai quali ragionare. Alla fine tutto si è ridotto a un dilemma, per risolvere il quale si è imposto il romanticismo. La domanda era, con riferimento all’attuale drammatica situazione: quale ritiene essere la risorsa più consistente sulla quale la sua azienda può fare affidamento? La prima risposta diceva: “Nessuna”. La seconda diceva: “55 anni di storia”. Disperazione che sa di fine corsa contro baldanza che sa di voglia di vivere, in apparenza una scelta facile. Ma poi si è fatta strada l’idea (romantica, appunto) di non scegliere, di considerare le due risposte come le due facce della stessa moneta, la risposta di pancia (le emozioni) e la risposta di cuore e di testa (il sentimento che trova fondamento nella logica) che un singolo individuo, sempre lui, può dare alla stessa domanda perfino in due momenti diversi di una stessa giornata – d’altronde, quante volte si è sentito i Concessionari maledire il mestiere salvo poi vederli riabbracciarlo con ardore (e mica solo per mero interesse) il giorno dopo? Tutte le volte, più o meno.

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