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Sensibile passaggio a vuoto del Panel nell’interpretazione del mercato di luglio. Il venduto del mese si attesta a 152.393 vendite per una crescita del +4,4% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Nel confronto con le 135.827 vendite previste dai nostri Concessionari si è avuto quindi uno scarto previsionale di oltre 10 punti percentuali per difetto. Anche questa volta non si è tenuto probabilmente conto del giorno lavorativo in più che attualmente vale almeno il 5% del mercato, rispetto al mese di confronto. Mercato che, dal canto suo, vede un timido riaffacciarsi al segno più delle vendite a Privati, +1,5% a luglio e +5,8% ad agosto, mentre il cumulato è sempre in negativo, -3,5% negli 8 mesi. Mercato ancora una volta sostenuto, quindi, dalle vendite alle società di Noleggio, ove è il Lungo Termine a crescere a doppia cifra, +20,4% a luglio, +35% ad agosto e cumulato a +12,8%. Crollo, invece, per il Breve Termine, che registra un -36% a luglio e -17,5% ad agosto, con il cumulato degli otto mesi a -6,2%. Per quanto riguarda le alimentazioni, il Diesel continua nella sua marcia altalenante, dal -5% di luglio al +6% di agosto, rimanendo però in zona rossa nel cumulato (-5,3%). Tengono botta le Benzina, +11,3% a luglio e +7,7% ad agosto per un +3% negli 8 mesi, mentre le alimentazioni alternative, pur con numeri non ancora particolarmente cospicui dal punto di vista delle quote, registrano importanti crescite anno su anno: le ibride elettriche, ad esempio, segnano +42% a luglio, +33% ad agosto, per un cumulato che si attesta al +32%. Fanno molto bene anche le ibride elettriche plug-in, anche se si parla di poche centinaia di unità mensili, +140% a luglio, +146% ad agosto per un cumulato che si attesta al +80% rispetto agli otto mesi del 2017. 
Dopo la pausa estiva, si ritorna quindi alle previsioni del Panel, il quale continua a vedere segno meno, anche se, per settembre, il risultato dovrebbe collocarsi un filo sotto la parità, -0,79%, 166.146 consegne rispetto alle 167.469 unità registrate a settembre 2017. Dopo il -8,75% di luglio anche gli ordini in concessionaria vengono previsti appena sotto la parità, secondo il Panel sarebbero poco più di 123.000, il -0,26% rispetto agli ordini di settembre 2017. Ottima invece la quota di luglio dei preventivi trasformati in ordini, è stata del 32,33% rispetto a una media che si aggira solitamente intorno al 26%-27%. In linea con la media è invece la percentuale di auto ad alimentazione alternativa, che per settembre si prevede del 10,05% sul totale. Nei sondaggi del mese solo il 7% dei nostri Panelisti prevede un mercato in crescita in quest’ultimo spicchio di 2018, il 33% lo vede in calo, mentre la fetta più grande, il 60%, lo pronostica in sostanziale pareggio. Intanto, al momento di andare in stampa, ben il 70,6% degli utenti del nostro sito www.interautonews.it pensa che il disinteresse del Governo verso le istanze del trasporto privato sia dovuto all’approssimarsi del tramonto di tale modello di mobilità, mentre il 29,4% lo attribuisce all’incapacità del settore di farsi ascoltare.

A luglio, aumento degli sconti per tutte le alimentazioni a livello nazionale, con crescite di rilievo, però, solo per le alimentazioni alternative che segnano quasi tre punti percentuali in più. Sotto il mezzo punto percentuale, invece, gli aumenti di Benzina e Diesel. Più dinamica la situazione nell’analisi delle aree geografiche con tre segni negativi al Nord Italia, fra i quali troviamo il Diesel che perde 2,5 punti percentuali mentre il picco di crescita è al Centro Italia con ben 8 punti percentuali in più per le Alternative. Stasi al Sud dove tutto rientra nel punto e mezzo percentuale.

Sorprendente come sempre il diesel che, al di là di qualsiasi trend, segna, a luglio, crescite a livello nazionale sia per le consegne, quasi 3 punti in più su giugno, sia per gli ordini, +3,7 punti. Dallo studio delle aree geografiche si evince come sia ancora una volta il Sud, area da sempre fedele a tale alimentazione, a trascinare le consegne con oltre 10 punti in più rispetto a giugno e gli ordini con quasi 8 punti in più. Calma piatta al Nord e oltre 4 punti in più per gli ordini al Centro Italia.

 


Inizio d’anno in salita, con quella strana voglia di farsi male

In disordine di apparizione, ad aprire il 2019 dell’auto sono stati l’ufficializzazione della chiusura in negativo del mercato 2018 e le previsioni di ulteriore contrazione per l’anno appena cominciato, la multa da 678 milioni di euro inflitta dall’Antitrust italiano ad alcune tra le maggiori Case e relative Finanziarie, oltre che ad Assofin e ad Assilea (e relativo spettro di una class action da parte dei consumatori), la risoluzione consensuale con cui Fca ha chiuso i contenziosi in materia di emissioni diesel negli Stati Uniti per un costo complessivo stimato di 800 milioni di dollari, le voci che corrono su un maxi richiamo (370.000 vetture) in Europa imposto in Germania al Gruppo Volkswagen. Tutto questo, naturalmente, senza dimenticare i colpi di chiusura 2018, ovvero l’Ecotassa introdotta nella Legge di Bilancio e la decisione, in sede Ue, di fissare al 37,5% il target di riduzione delle emissioni per le auto nel 2030.Per dirla con delicatezza, una partenza d’anno in salita per l’automobile. Che se a volte è vittima per mano d’altri, spesso riesce a farsi male da sé. E invece di tutto ha bisogno, agli occhi del proprio pubblico, tranne che di ulteriori aggressioni auto-inferte alla propria immagine. Se n’è già parlato, ma soffermiamoci ugualmente su questo aspetto dell’inizio d’anno in salita. I costi di modi e pratiche non trasparenti - al di là del concetto di presunzione d’innocenza fino a prova contraria e di eventuali ricorsi pendenti, come accade nella questione dell’Antitrust - sono elevatissimi e vanno ben oltre l’importo delle multe, ancorché milionarie. Perché piantano dentro la testa del pubblico dei consumatori due inalienabili convinzioni: la prima è che devono difendersi (dal Costruttore, dal Dealer, dall’assicuratore, e così via), la seconda è che “tanto sono tutti uguali”, anche quando poi nella realtà così non è. Customer care, customer journey, customer satisfaction: l’attenzione al cliente appare massima quando è già ‘preso’ - appare, sì: laddove la sua soddisfazione è solo merce di scambio, se sia davvero soddisfatto o meno poco importa... - del tutto assente quando è ancora nascosto nell’ombra.

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