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Eccellente la performance del Panel che per il mese di febbraio aveva previsto 182.946 unità, scostandosi poi solo dello 0,7%, pari a circa 1.200 unità vendute in più, rispetto a quanto effettivamente immatricolato nel mese. Un febbraio testimone di un ulteriore calo delle immatricolazioni a Privati (-13,0% nel mese e -9,5% nel cumulato), un trend che ha caratterizzato tutto il 2017 e che, secondo Unrae, sta spingendo i Concessionari a far girare più velocemente le giacenze di vetture già autoimmatricolate proprio verso tale canale, ostacolando così le vendite del nuovo. Mercato quindi sostenuto, come ormai consuetudine, dai canali del Noleggio (+18,9% a febbraio e +17,4% nel cumulato) e delle vendite a Società (+7,8% e +16,1%). Dopo un gennaio col segno più e un febbraio in calo, il cumulato si mantiene appena sopra la linea di galleggiamento (+0,99%), il risultato di marzo potrebbe diventare quindi la cartina al tornasole per capire in che direzione andrà il mercato. I Concessionari del nostro Panel non sembrano avere dubbi e interpretano negativamente anche il risultato di marzo. Anzi, ci si allontana ulteriormente dalla parità, 215.350 sono infatti le vendite previste, per un -5,4% in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno, quando furono immatricolate 226.780 automobili con una crescita sul marzo del 2016 del 18,5%. Il giorno lavorativo in meno, l’empasse che le vendite a Privati stanno attraversando, nonché l’incerto momento della politica italiana del post-elezioni (si legga più avanti del sondaggio dedicato) sono solo alcuni dei fattori che possono avere influenzato il giudizio dei Concessionari del Panel. Tutto ciò nonostante la percentuale dei preventivi convertiti in ordini sia leggermente aumentata rispetto a gennaio, attestandosi, nel secondo mese dell’anno, al 28%. Diminuisce invece il numero degli ordini previsti, sarebbero il -4% rispetto al marzo dello scorso anno. Altalenanti come al solito le Km0: se a febbraio erano state pari al 6,90% del mercato del mese, con la previsione del Panel errata per poco più di mezzo punto percentuale, per marzo dovrebbero arrivare, complici i due giorni lavorativi in più rispetto a febbraio, a quasi 17.900 unità, pari all’8,3% del mercato previsto per il mese. Sempre contenuto il pronostico relativo alle auto ad alimentazione alternativa, saranno, per il Panel, il 10% del mercato di marzo (11,6% il risultato a febbraio). Riguardavano due tipi di elezioni i sondaggi che il mese scorso abbiamo proposto al Panel e agli utenti del nostro sito Internet. Ai nostri Concessionari abbiamo chiesto se fossero d’accordo ad affidare a un manager esterno la guida di Federauto. Una decisa propensione per il sì, 68%, contro il 32% del no. Agli utenti del nostro sito Internet www.interautonews.it abbiamo invece chiesto se l’esito delle votazioni politiche appena svoltesi avrà un effetto positivo o negativo sulle vendite di automobili nel corso dell’anno. Al momento di andare in stampa, l’80% dei votanti pensa che l’influsso delle nuove politiche sarà negativo per il mercato dell’auto. Staremo a vedere.

Poco più movimentato il panorama degli sconti rispetto a gennaio, quando tutto si era mosso entro il punto percentuale. A livello nazionale appena sopra la parità il diesel con +0,2 punti percentuali, mentre aumentano gli sconti per le auto a benzina di quasi 2 punti. Diminuiscono invece quelli per le alternative per -1,84 punti. Più altalenanti gli scostamenti nelle aree geografiche, al Nord gli sconti per le benzina aumentano di quasi 5 punti e mezzo, di quasi 6 punti è invece il calo degli sconti per le alternative al Centro Italia.

Nonostante la dinamicità che ancora lo sostiene nel nostro Paese, a differenza della crisi che sta attraversando in molti altri mercati, il diesel, dopo un 2017 caratterizzato da risultati altalenanti, si presenta al secondo mese dell’anno con un’ulteriore diminuzione sia nelle consegne sia negli ordini, dopo quello di gennaio. Sono 4,5 i punti percentuali persi dalle consegne e quasi 7 quelli dagli ordini. Pesante il bilancio nell’analisi delle aree geografiche, dove l’unico segno positivo si riscontra nelle consegne di Sud e Isole, poco più di 1,5 punti.


Dealer, quando la lotta fa bene alla pace

Dentro la sollevazione pronta e unitaria del settore auto italiano seguita all’introduzione dell’Ecotassa – sollevazione che è stata fin qui il solo e unico benefico effetto sortito dalla non comprensibile decisione del Governo – sono scomparsi d’incanto le turbolenze e il progetto di scissione all’interno del mondo delle rappresentanze dei Concessionari italiani. Una conquista enorme, considerato il clima dello scorso anno e i toni forti della diatriba.

Della nuova associazione dei Dealer non si parla più. Il che non significa che i grandi Gruppi abbiano perso la voglia (la forza non la perderanno certo) di essere attivi e pure rappresentativi: una delle richieste avanzate a Federauto prima dell’avvio della procedura di scissione di inizio estate 2018, all’epoca non accolta dal presidente De Stefani Cosentino, ovvero l’adesione diretta dei Concessionari alla Federazione, senza quindi l’obbligo di passare attraverso le associazioni di marca, è adesso argomento di pacata discussione (in corso) e le probabilità che ottenga il via libera sono più che alte – per non scontentare nessuno si potrà aderire alla Federazione sia tramite associazione di marca sia liberamente, l’una possibilità non escluderà l’altra. Un’apertura di dialogo concreta, sui fatti: buona notizia.

Ma c’è altro. In sede di Unione europea, dove si è almeno abituati, per cultura, ad ascoltare, è stata rappresentata da Federauto la delicata questione della vendita dei veicoli alle flotte da parte delle Case – a prezzi e condizioni che i Concessionari nemmeno si sognano, e soprattutto vendita diretta. E sempre per rimanere alla Ue, un intervento in quella sede per rappresentare le problematiche legate ai contratti tra Case e Concessionari (sul nodo del recesso, in particolare) era stata indicata tra le possibili azioni da intraprendere al più presto dai promotori della nuova Associazione, quando ancora sembrava che questa dovesse realizzarsi. 

Nel nuovo scenario di collaborazione che sembra aprirsi per il settore, potrebbe realizzarsi così compiutamente l’idea di quanti – tra i fondatori della nuova Associazione – non erano del tutto propensi alla scissione da Federauto né allo scontro, e immaginavano il nascente soggetto più come una task force cui affidare questo o quel compito particolare da portare a termine. Fiancheggiando la Rappresentanza ufficiale e non entrando con la stessa in rotta di collisione: ciascuno porta le proprie competenze, le proprie conoscenza e capacità e le mette a disposizione della collettività.

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