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Il Panel dei nostri Concessionari riparte con le previsioni anche per il 2018, ma, relativamente al primo mese dell’anno, il trend della prudenza che ha caratterizzato i pronostici dell’anno precedente non sembra essere cambiato. Anzi, nonostante il giorno lavorativo in più rispetto al gennaio del 2017, il Panel si è espresso con segno negativo (-1,07%), evento che non si verificava dai tempi della recessione. Un pessimismo, però, non del tutto ingiustificato, perché se è vero che il mercato si presenta al 2018 con un +3,4% che forse non sarà una crescita da inscrivere negli annali dell’automobile, ma arriva su un gennaio 2016 che già di suo registrava un +18% sullo stesso mese del 2015, e dopo un anno, il 2017, durante il quale il settore delle vendite a Privati ha annaspato mese dopo mese chiudendo l’esercizio in negativo (-1,84%), l’orizzonte del canale Privati continua ad apparire alquanto nebuloso (-6,3% a gennaio) e bisognerà capire nel corso dell’anno se basteranno le spinte promozionali delle Case e proprie Reti a sostenere il mercato (argomento che abbiamo sviscerato in uno dei sondaggi del mese), visto che già dal prossimo consuntivo mensile le vendite a Società (+25,7% a gennaio) non usufruiranno più del superammortamento. L’ago della bilancia potrebbe essere il settore del Noleggio che inizia l’anno con un buon +15,5% (+26,2% a breve e +9,3% a lungo termine). E per febbraio il Panel vede il mercato di nuovo in calo, seppur appena sotto il pareggio, -0,76% rispetto a febbraio 2017 che, dal canto suo, aveva registrato una crescita del 6,5% sullo stesso mese del 2016. Le immatricolazioni saranno, secondo i pronostici del Panel, 182.946 rispetto alle 184.347 registrate lo scorso anno, un calo, in termini unitari, di circa 1.400 unità. Vengono visti in diminuzione anche gli ordini, 165.175, -1,92% rispetto al febbraio dello scorso anno. In sensibile calo anche la percentuale dei preventivi convertiti in ordini negli showroom dei nostri Concessionari, che con il 26,9% si attesta ad oltre un punto e mezzo percentuale in meno rispetto al mese scorso. Le Km0, definite ormai da più di qualcuno un vero e proprio canale di vendita insieme alle autoimmatricolazioni, a gennaio sono risultate essere il 6,6% del totale venduto, quasi tre punti percentuali in meno rispetto a quanto pronosticato, mentre per febbraio ne vengono previste poco più di 13.700, pari al 7,5% del mercato totale. Per quanto riguarda i sondaggi del mese, ai panelisti è stato chiesto quanto abbia inciso nel 2017 il ricorso alle Km0 sui tempi di rotazione. La media che si è evinta dalle risposte è risultata, curiosamente, identica, sia per il nuovo sia per l’usato: 65 giorni. Mentre, come anticipato sopra, abbiamo interpellato gli utenti del nostro sito www.interautonews.it, chiedendo se il trend del calo delle immatricolazioni a Privati continuerà anche nel 2018 o se la diminuzione di gennaio è semplicemente uno strascico dell’anno precedente. Al momento di andare in stampa, non ci sono margini per l’ottimismo. Il 100% dei nostri utenti pensa che il trend negativo continuerà.

 

Nessuna oscillazione di rilievo per gli sconti relativi a tutte le alimentazioni a livello nazionale nel primo mese del 2018, ove tutte le variazioni rientrano entro il punto percentuale rispetto al mese precedente. Le auto alimentate a benzina perdono -0,47 punti, il diesel segna -0,29, mentre le alternative registrano +0,16 punti. Un po’ più movimentata la situazione nelle aree geografiche, con il picco di +1,64 punti al Centro Italia per le alternative mentre la diminuzione più decisa, -2,09 punti percentuali, si registra al Nord per le motorizzazioni Diesel.

Il diesel, che sul nostro mercato ci ha ormai abituato alle più imprevedibili fluttuazioni, dopo l’impennata di dicembre, accusa, a gennaio, diminuzioni a livello nazionale sia nelle consegne, -4,1 punti percentuali, sia, con dimensioni più contenute, per quanto riguarda gli ordini che perdono, rispetto al mese precedente, poco meno di un punto. Nelle aree unico segno positivo al Centro Italia dove gli ordini crescono, rispetto a dicembre 2017, di 2,7 punti, bilanciando le diminuzioni al Nord (-4,3 punti) e nel Sud/Isole (-1,3).


Soddisfazione del cliente, cosa c’è davvero oltre le parole

Lo show-room appartiene alla Filiale di un marchio Premium, molto Premium. Il cliente è un 50enne dinamico e curioso: quando il consulente all’acquisto con cui sta parlando si allontana per un paio di minuti, comincia a guardarsi intorno, fino a che il suo sguardo non cade su un foglio che contiene un testo di 21 righe. Il testo comincia con un generico “Spett. Cliente”, e prosegue informando il generico e spettabile cliente che gli verrà inviato, da una società di sondaggi, un questionario sulla sua soddisfazione con cui lo si inviterà a esprimere un giudizio sull’esperienza di acquisto vissuta presso la suddetta Filiale. Segue quindi l’elenco delle domande “per noi fondamentali” – cioè a dire: rispondi a queste, il resto non ci interessa. Le domande “fondamentali” sono 3: la prima riguarda la soddisfazione complessiva circa il venditore che ha seguito il cliente nel processo di acquisto; la seconda riguarda il test drive; la terza vuol sapere se il cliente, dal momento dell’acquisto, è stato ricontattato per conoscere la sua soddisfazione per l’acquisto. Ognuna delle domande reca in calce, ben evidenziata, la dicitura “Risposta a noi necessaria”, seguita da: “Pienamente soddisfatto” nel primo caso, “Il test drive mi è stato offerto/proposto dalla Concessionaria” nel secondo caso, “Sì” nel terzo caso.
Le “risposte suggerite”, si specifica, sarebbero gradite. Il testo si conclude con l’invito a inviare una email di conferma dell’avvenuta risposta al sondaggio. E no, l’auspicabile “grazie” finale non c’è. Il cliente fotografa il foglio con il suo smartphone - richiesto del motivo per il quale lo abbia fatto, spiegherà poi: “Per avere la certezza di aver letto quelle righe, quando sarei tornato a casa. Senza quella prova avrei fatto fatica a crederlo possibile”.

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