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Dopo la buona prova di settembre con l’obiettivo mancato del -3,3%, il Panel, con la sua previsione, si avvicina ancora di più al bersaglio sfiorando le vendite di ottobre per sole 1.500 unità o poco più, uno scostamento del -0,96% rispetto alle 157.900 consegne comunicate dal Ministero dei Trasporti. Il rallentamento di ottobre (+7,1% rispetto al +10,3% di ottobre 2016) non sembra poter comunque precludere quelli che sono gli obiettivi previsti dagli addetti ai lavori: si sfioreranno quest’anno i 2.000.000 di immatricolazioni ma, salvo colpi di coda di Km0 e auto-immatricolazioni degli ultimi tre giorni del mese, non si supereranno. È quanto emerge sia dai pronostici di Unrae (1.980.000 unità), sia dalla nostra previsione di luglio (1.978.308 consegne), maturata, quest’ultima, dalla media delle previsioni delle Case, da noi interpellate. Il totale venduto supererà comunque le vendite del 2010, ultimo anno in cui si applicarono gli incentivi statali. Analizzando la struttura del mercato, vediamo una leggera ripresa su base mensile dei Privati che si riappropriano del -3,9% perso a settembre con una analoga crescita ad ottobre (+4% su ottobre 2016). Rimane in negativo il cumulato con un calo dell’1,5% rispetto ai primi nove mesi del 2016. Chiusa la stagione estiva, il ridimensionamento dei noleggi a breve (dal +93% di settembre al +11% di ottobre) mantiene comunque uno scenario generale similare a quello che ha caratterizzato tutto il 2017: Privati sulla linea di galleggiamento e mercato sostenuto principalmente da Noleggi (+13% a ottobre e +18% nei 9 mesi) e Società (+10,1% e +31,2%).

 

Per quanto riguarda le previsioni di novembre si rimane in territorio positivo, anche se la crescita pronosticata dal Panel non è particolarmente sostanziosa, +2,90%, pari a 150.643 vendite rispetto alle 146.399 del novembre 2016, uno scarto, in termini unitari, di poco più di 4.000 vendite. Il Panel si muove quindi con prudenza, forse influenzato dal rallentamento della crescita a ottobre e dalla parità di giorni lavorativi novembre su novembre, nonché dalla staticità dei preventivi convertiti in ordini in concessionaria che perdono quasi mezzo punto percentuale rispetto ad ottobre. Poco rilevante anche la crescita prevista per gli ordini di novembre, +1,50% su novembre 2016. Tre punti percentuali in più, invece, per le auto ad alimentazione alternativa che, secondo il Panel, costituiranno l’11,4% del mercato di novembre. Riguardo le Km0, spina nel fianco del nostro mercato, vengono viste in forte calo, stando alle previsioni non arriveranno al 7% del venduto, nonostante a ottobre abbiano superato l’11%. Nel sondaggio del mese l’89% del Panel pensa che nel 2018, seppur con una leggera crescita, si confermeranno i numeri del 2017. Verte sull’elettrico invece il sondaggio per il quale si può ancora votare sul nostro sito www.interautonews.it. Mentre andiamo in stampa, per il 62,5% dei nostri utenti la quota di auto elettriche circolanti nell’anno 2025 si aggirerà tra il 5% e il 10%, mentre per il 37,5% supererà il 10%. Nessun utente ha scelto, invece, la fascia 0-5%.

Nonostante l’autunno inoltrato, a livello nazionale non si muove una foglia sul fronte degli sconti per tutte le alimentazioni, con variazioni, sia positive sia negative, che non raggiungono il punto percentuale. Aumento, ad ottobre, solo per le auto a benzina (+0,43 punti) mentre è statico il diesel (+0,1) e in calo le alternative (-0,83 punti) rispetto al mese precedente. Nell’analisi delle aree geografiche spiccano i 2,04 punti percentuali in più al Nord per le benzina e i -2,17 punti delle alternative al Centro, dove comunque gli sconti diminuiscono per tutte le alimentazioni.

Curioso, invece, l’andamento del mercato del diesel che, sulla base di quanto comunicatoci dal Panel, passa da mesi di calma piatta (luglio) a riprese tonificanti (settembre), per poi crollare, come è successo a ottobre, mese che, a livello nazionale, ha visto pesanti diminuzioni sia per le consegne (oltre 9 punti percentuali in meno), sia per gli ordini (-12,73%). Fra le aree geografiche la vera débâcle riguarda il Centro con diminuzioni di 18 punti percentuali per le consegne e oltre 28 per gli ordinativi.


Inizio d’anno in salita, con quella strana voglia di farsi male

In disordine di apparizione, ad aprire il 2019 dell’auto sono stati l’ufficializzazione della chiusura in negativo del mercato 2018 e le previsioni di ulteriore contrazione per l’anno appena cominciato, la multa da 678 milioni di euro inflitta dall’Antitrust italiano ad alcune tra le maggiori Case e relative Finanziarie, oltre che ad Assofin e ad Assilea (e relativo spettro di una class action da parte dei consumatori), la risoluzione consensuale con cui Fca ha chiuso i contenziosi in materia di emissioni diesel negli Stati Uniti per un costo complessivo stimato di 800 milioni di dollari, le voci che corrono su un maxi richiamo (370.000 vetture) in Europa imposto in Germania al Gruppo Volkswagen. Tutto questo, naturalmente, senza dimenticare i colpi di chiusura 2018, ovvero l’Ecotassa introdotta nella Legge di Bilancio e la decisione, in sede Ue, di fissare al 37,5% il target di riduzione delle emissioni per le auto nel 2030.Per dirla con delicatezza, una partenza d’anno in salita per l’automobile. Che se a volte è vittima per mano d’altri, spesso riesce a farsi male da sé. E invece di tutto ha bisogno, agli occhi del proprio pubblico, tranne che di ulteriori aggressioni auto-inferte alla propria immagine. Se n’è già parlato, ma soffermiamoci ugualmente su questo aspetto dell’inizio d’anno in salita. I costi di modi e pratiche non trasparenti - al di là del concetto di presunzione d’innocenza fino a prova contraria e di eventuali ricorsi pendenti, come accade nella questione dell’Antitrust - sono elevatissimi e vanno ben oltre l’importo delle multe, ancorché milionarie. Perché piantano dentro la testa del pubblico dei consumatori due inalienabili convinzioni: la prima è che devono difendersi (dal Costruttore, dal Dealer, dall’assicuratore, e così via), la seconda è che “tanto sono tutti uguali”, anche quando poi nella realtà così non è. Customer care, customer journey, customer satisfaction: l’attenzione al cliente appare massima quando è già ‘preso’ - appare, sì: laddove la sua soddisfazione è solo merce di scambio, se sia davvero soddisfatto o meno poco importa... - del tutto assente quando è ancora nascosto nell’ombra.

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