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Eccellente prova dei Concessionari del nostro Panel che per il mese di luglio avevano pronosticato 142.852 immatricolazioni, una previsione che si è poi allontanata solo del -1,7% dal consuntivo comunicato del Ministero dei Trasporti, 145.363 vendite. In termini unitari meno di 2.500 unità di differenza. La tendenza alla cautela nelle ultime previsioni, che aveva prodotto risultati altalenanti nei pronostici del Panel già dagli ultimi mesi dello scorso anno, si è incontrata con il rallentamento del mercato di luglio, il quale ha visto una crescita del 5,9%, che, fatta eccezione per il calo di aprile, rappresenta l’aumento meno consistente dall’inizio dell’anno. Crescita inferiore anche all’aumento registrato dal cumulato, che nei primi 7 mesi del 2017 presenta un +8,6% rispetto allo stesso periodo del 2016. Come già evidenziato nei mesi precedenti, momento di stasi del Canale Privati e mercato sostenuto principalmente dal Noleggio (+16,4% nel cumulato) e dalle vendite a Società (+34,5%). Non cambia la musica ad agosto, ove i Noleggi registrano anzi un’ulteriore crescita grazie all’aumento esponenziale del Breve Termine (+75,9%), che beneficia dei flussi turistici e genera un crescita dell’intero settore del 41,8% su agosto 2016, a fronte di una crescita nel cumulato del +17,4%. I Privati, dopo il leggero calo di luglio (-1,8%), ritornano a galleggiare sopra il pareggio (+0,6%) non riuscendo però a risollevare il cumulato (-1,2% rispetto ai primi 8 mesi del 2016). Grosso sostegno arriva dalle vendite a Società, che hanno usufruito per tutto l’anno della proroga di parte del superammortamento e, ad agosto, segnano un aumento del 50,2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Nel cumulato degli otto mesi la crescita del settore è del +35,7%. Il totale generale delle vendite di agosto è quindi di 83.363 unità, cifra che, come anche sottolineato da Unrae, non si raggiungeva dal 2009, quando il mercato si collocava ancora sopra i 2.000.000 di unità. Adesso, dopo la pausa del mese di agosto, si riparte per affrontare, con le previsioni del Panel, l’ultimo quadrimestre del 2017. Per il mese di settembre, i nostri Concessionari si sono pronunciati ancora in maniera positiva, pronosticando 161.470 consegne pari ad una crescita del 4,58% rispetto al settembre del 2016, quando si registrarono 154.399 immatricolazioni (+18% su settembre 2015), ma con un giorno lavorativo in più. Il momento è positivo anche per la percentuale dei preventivi convertiti in ordini che a luglio, nei saloni dei Concessionari del Panel, hanno visto aumentare la percentuale di oltre mezzo punto percentuale rispetto al mese precedente (27,5%). Crescono, nelle previsioni, anche gli ordini, +4,10% rispetto al settembre 2016. Scende invece, pur aumentando nel numero di unità, la quota delle Km0 previste per settembre, che si dovrebbe attestare a poco più del 10% dell’immatricolato. E in diminuzione vengono previste, rispetto alla precedente previsione di luglio, anche le vendite di auto ad alimentazione alternativa che dovrebbero rappresentare solo l’8,7% del mercato di settembre.

 

Diminuiscono gli sconti a livello nazionale, a luglio, per tutte le alimentazioni. In maniera contenuta per il diesel (-0,7 punti) e le auto ad alimentazione alternativa (-0,6), superando invece il punto e mezzo percentuale per le benzina. Nello studio delle aree geografiche, il leggero aumento degli sconti al Nord per le benzina (+0,59 punti), per le diesel (+0,68) e per le alternative (+1,1), bilancia il calo delle benzina al Centro (-3,03 punti) e quello del diesel (-2,17) e delle alternative (-3,5) nel Sud/Isole. L’unico altro aumento si registra al Centro per le alternative (+0,5 punti).

Per quanto riguarda il diesel, a luglio, calma piatta per le consegne a livello nazionale (+0,04 punti) e leggero calo degli ordini (-1,64) rispetto al mese precedente. Analizzando le aree geografiche spicca però il netto calo del Sud/Isole sia nelle consegne (-7,61 punti) sia negli ordinativi che perdono quasi 15 punti, bilanciato dai consistenti aumenti al Centro, quasi 6 punti in più le consegne e oltre 8 punti gli ordini, e dalle crescite più contenute del Nord, +1,76 e +1,04 punti rispettivamente.


Inizio d’anno in salita, con quella strana voglia di farsi male

In disordine di apparizione, ad aprire il 2019 dell’auto sono stati l’ufficializzazione della chiusura in negativo del mercato 2018 e le previsioni di ulteriore contrazione per l’anno appena cominciato, la multa da 678 milioni di euro inflitta dall’Antitrust italiano ad alcune tra le maggiori Case e relative Finanziarie, oltre che ad Assofin e ad Assilea (e relativo spettro di una class action da parte dei consumatori), la risoluzione consensuale con cui Fca ha chiuso i contenziosi in materia di emissioni diesel negli Stati Uniti per un costo complessivo stimato di 800 milioni di dollari, le voci che corrono su un maxi richiamo (370.000 vetture) in Europa imposto in Germania al Gruppo Volkswagen. Tutto questo, naturalmente, senza dimenticare i colpi di chiusura 2018, ovvero l’Ecotassa introdotta nella Legge di Bilancio e la decisione, in sede Ue, di fissare al 37,5% il target di riduzione delle emissioni per le auto nel 2030.Per dirla con delicatezza, una partenza d’anno in salita per l’automobile. Che se a volte è vittima per mano d’altri, spesso riesce a farsi male da sé. E invece di tutto ha bisogno, agli occhi del proprio pubblico, tranne che di ulteriori aggressioni auto-inferte alla propria immagine. Se n’è già parlato, ma soffermiamoci ugualmente su questo aspetto dell’inizio d’anno in salita. I costi di modi e pratiche non trasparenti - al di là del concetto di presunzione d’innocenza fino a prova contraria e di eventuali ricorsi pendenti, come accade nella questione dell’Antitrust - sono elevatissimi e vanno ben oltre l’importo delle multe, ancorché milionarie. Perché piantano dentro la testa del pubblico dei consumatori due inalienabili convinzioni: la prima è che devono difendersi (dal Costruttore, dal Dealer, dall’assicuratore, e così via), la seconda è che “tanto sono tutti uguali”, anche quando poi nella realtà così non è. Customer care, customer journey, customer satisfaction: l’attenzione al cliente appare massima quando è già ‘preso’ - appare, sì: laddove la sua soddisfazione è solo merce di scambio, se sia davvero soddisfatto o meno poco importa... - del tutto assente quando è ancora nascosto nell’ombra.

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