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Dopo la cautela che ha caratterizzato la chiusura del 2016 e l’inizio del 2017, il Panel dei nostri Concessionari, grazie a una più attenta lettura del mercato, ha centrato l’obiettivo di febbraio, sfiorando di sole 2.500 unità circa la perfezione, con le sue 181.216 vendite previste: la previsione è risultata essere inferiore solo del -1,4% rispetto alle quasi 184.000 unità comunicate poi dal Ministero dei Trasporti. Un ottimo risultato, quindi, per un mese di difficile interpretazione, che presentava un giorno lavorativo in meno rispetto al febbraio bisestile del 2016, mese cresciuto a sua volta del 28% sul febbraio del 2015. Il trend positivo del mercato italiano quindi prosegue, registrando il trentatreesimo risultato utile consecutivo, ove l’ultimo mese in perdita fu il maggio del 2014. La crescita continua sia su base mensile (+6%) sia nel cumulato, che segna un aumento dell’8% rispetto al primo bimestre dello scorso anno, che a sua volta era cresciuto del 23% rispetto ai primi due mesi del 2015. In febbraio, in forte ascesa le vendite a Società (+43,9%) mentre più contenuto è l’aumento dei Noleggi (+6%) principalmente grazie alle performance del lungo termine (+21%) che bilancia il calo del breve termine (-7%). In discesa le vendite a Privati (-2,5%) che si sono dovute confrontare con un inizio di 2016 caratterizzato da promozioni delle Case più forti di quelle di quest’anno. E anche se nel bimestre il canale riesce a mantenere il segno positivo (+1,1%), sono le quote sul totale mercato a scendere sia nel mese, di quasi 5 punti percentuali, sia nel bimestre, di quasi 4 punti percentuali. D’altro canto, il nostro Panel vede ancora positivo e prevede per marzo una crescita delle vendite del 7,20% rispetto alle immatricolazioni del marzo 2016 che furono 191.411, in aumento a loro volta del 18% sul marzo 2015. Vedremo quanto influirà sulle vendite il giorno lavorativo in più, a fronte anche della leggera crescita nella percentuale dei preventivi convertiti in ordini (29,28%) rispetto a quanto si era verificato nel mese di gennaio per i nostri Concessionari, quando tale percentuale era calata di oltre 11 punti rispetto alla quota di dicembre 2016. Per quanto riguarda i sondaggi, nel confronto con un’identica indagine riguardante le Km0 presenti in concessionaria effettuata ad inizio 2015 emerge che non solo è aumentata la percentuale di Concessionari che oggi ne hanno un certo numero nei propri piazzali, 89% contro 82,8%, ma soprattutto che è praticamente raddoppiato il numero medio delle unità presenti in ogni concessionaria: ben 33 rispetto alle 17 di due anni fa, per un valore unitario medio di quasi 17.000 euro contro i 15.400 euro di allora. Il rimanente 11% dichiara di non avere alcuna Km0, contro il 17% del 2015. Nel sondaggio lanciato invece sul sito www.interautonews.it, si è ridotto lo scarto fra gli utenti che pensano che il calo delle vendite a privati sia già un trend che proseguirà per tutto il 2017 (60%) e quelli che pensano il contrario (40%) rispetto alla proiezione del mese scorso, quando lo scarto era stato molto più ampio.

Rispetto allo scorso gennaio, leggera diminuzione degli sconti a livello nazionale per tutte le alimentazioni, dalla quasi stabilità del Diesel (-0,16) al punto percentuale in meno di Benzina (-0,57) e Alternative (-1,02). Dallo studio delle aree geografiche si evince che il calo è da imputare alle aree Centro/Sud/Isole del Paese, ove è solo al Nord che aumentano gli sconti ma in misura inferiore ai due punti percentuali, +1,9 la Benzina, +1,8 il Diesel e +0,5 punti le Alternative. Al Centro e al Sud/Isole sconti in calo per tutte le categorie senza mai arrivare ai due punti percentuali in meno.

 

In aumento sia le consegne sia gli ordini di auto Diesel nel Paese. Le consegne segnano poco più di un punto percentuale rispetto a gennaio 2017, mentre gli ordini aumentano di oltre 6 punti. Nelle aree geografiche in evidenza gli aumenti degli ordini al Centro (+12 punti) e nel Sud/Isole (+10), crescita più contenuta invece per le consegne, +1 al Centro e +7 punti nel Sud/Isole, mentre è al Nord che il Diesel soffre un calo di quasi 5 punti percentuali nelle consegne e di quasi 4 negli ordini.


Se il food delivery consegna lezioni a domicilio

I l titolo è perentorio: “2030: il food delivery ucciderà i ristoranti. E dalle case spariranno le cucine”. L’articolo, pubblicato dal sito Business Insider, porta la firma di Valerio Mammone. Abbonda di dati e virgolettati, è molto dettagliato. Non parla del mercato delle automobili, naturalmente, ma può risultare istruttivo, se si ha voglia di uscire dalla logica “il nostro è un business unico”. 
Food delivery: consegna di cibo a domicilio. In Italia, ci dice Mammone, il fenomeno esplode nel 2015, con nuove startup (Glovo, Foodora, Deliveroo, UberEats...) venute a rompere il dominio di Just Eat. Nel 2017 il mercato vale 201 milioni di euro, +66% sul 2016. Nel primi mesi del 2018, tra piatti pronti o semplice spesa, più di 4 milioni di italiani hanno scelto la consegna a domicilio almeno una volta al mese. Utilizzatori più assidui: i Millennial, fascia d’età tra i 25 e i 34 anni. Entro il 2022 si prevede che le piattaforme di food delivery genereranno un giro d’affari da 2,5 miliardi di euro. 
Il punto centrale dell’asse che i ristoratori hanno costituito con le piattaforme di food delivery - spiega Business Insider - sono i big data. Migliaia di informazioni vengono raccolte ed elaborate ogni giorno dalle piattaforme e poi, dice Samuele Fraternali dell’Osservatorio e-commerce B2C, “i dati vengono rivenduti ai ristoratori, che così possono profilare gli utenti, sapere quali prodotti vanno di più, quali sono i servizi preferiti, quali zone e fasce orarie rendono di più... Il ristoratore non paga tanto il dato, quanto la sua rielaborazione”.

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