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Ottima performance del nostro Panel il quale, dopo essersi di molto avvicinato con le sue previsioni al risultato di ottobre, inanella un altro risultato positivo riguardo il mese di novembre. I nostri Concessionari si erano espressi prevedendo, in media, un numero di vendite inferiore solo del 2,10% rispetto alle 145.835 unità poi consuntivate dal Ministero dei Trasporti. Novembre, caratterizzato da un robusto incremento delle immatricolazioni a Società, che raggiungono il 21,5% di quota mercato, spinte soprattutto dal fatto che il super-ammortamento attualmente ancora in vigore, nel 2017 verrà rinnovato solo per alcune categorie di veicoli, pur rilasciando un segno positivo riguardo le vendite, ha registrato un rallentamento nella crescita, segnando un +8,2% rispetto allo stesso mese del 2015, che era, a sua volta, aumentato invece a doppia cifra rispetto al novembre del 2014, doppia cifra che ha caratterizzato la crescita mese su mese di tutta la prima parte del 2016. Questo ridimensionamento del mercato ha riguardato in particolare le vendite a Privati (+5,2%) che, dopo la sbornia di novembre 2015 (+25%), perde 1,6 punti di quota mercato scendendo al 61,6% del totale. Rimane stabile, invece, la quota dei Noleggi (20,3%). Il cumulato degli undici mesi è diventato adesso di quasi 1.700.000 unità, si delinea quindi, per la fine del 2016, nonostante il suddetto rallentamento, il superamento del fatidico 1.800.000 di vendite, previsto sia da Unrae che da altri addetti ai lavori. Dal canto suo, il Panel prevede per dicembre 117.790 vendite ovvero una crescita del 7,03% rispetto allo stesso mese del 2015, che porterebbe il totale 2016 intorno al 1.816/1.817.000 di unità, mentre l’ultima proiezione di Unrae parla di 1.830.000 unità (+16,1% rispetto al 2015). Il Panel per dicembre vede 159.730 ordini, in crescita più moderata rispetto allo scorso mese, un aumento del 4,21% rispetto al dicembre del 2015. A questo proposito abbiamo chiesto ai Concessionari del Panel quanti di questi ordini si trasformano poi effettivamente in vendite. Relativamente al mese di novembre la media è stata del 42,6%, in soldoni 4 vendite su 10 visite o contatti presi con la concessionaria da parte del cliente. Tornando alle previsioni, il Panel aveva previsto per novembre una quota di veicoli a Km0 dell’8,90%, il risultato è stato poi inferiore, poco più di 10.000 unità, pari a poco meno del 7% del mercato del mese. La previsione per dicembre è simile a quella formulata il mese scorso, vede una quota di veicoli a Km0 dell’8,16%, circa 9.600 unità, rispetto al mercato previsto. Abbiamo infine chiesto ai nostri Concessionari di sbilanciarsi sul mercato del 2017. La crescita, se ci sarà, sarà inferiore al 5%, superiore a detta quota, o superiore del 10% rispetto al 2016? Il 56% dei partecipanti al voto vede positivo e crede che le vendite del nuovo anno supereranno di più del 5% quelle del 2016, molti di meno (12% dei votanti) i super ottimisti che vedono una crescita superiore al 10%, mentre un 32% più cauto vede un mercato sì in crescita ma in misura inferiore al 5% rispetto al 2016.

Aumentano gli sconti per tutte le motorizzazioni a novembre, in particolare il Gpl cresce di 1,8 punti, mentre rimangono sotto il punto percentuale le Benzina (+0,79) e c’è calma piatta per il Diesel (+0,02). Nelle aree geografiche, solo il Nord si appaia alla media nazionale con un aumento simile degli sconti per le Benzina (+0,69) che invece crescono di 2,37 punti al Centro e diminuiscono al Sud anche se di un solo punto. Aumenti e diminuzioni entro il punto percentuale per Diesel e Gpl in tutte le aree, tranne il Gpl che aumenta al Centro di oltre 4 punti.

 

Ritorna a galoppare il Diesel, che a novembre, a livello nazionale, cresce sia con le consegne (+7,8 punti percentuali) sia con gli ordini (+5,88 punti). In evidenza il Centro dove le consegne crescono di oltre il 20%  e gli ordini di 14,5 punti, a fronte di aumenti contenuti al Nord, poco più di 5 punti per le consegne e appena più di un punto per gli ordini. Statica la situazione al Sud/Isole con le consegne in leggero calo (-2) e ordini a +2,1.


Mercato, stock, Km0: chi vince al gioco dell’oca?

Ci risiamo. Il mercato ha dato numeri buoni a luglio, eccellenti ad agosto, il solito mese jolly. Un’estate apparentemente a gonfie vele, in Italia - in Europa  è stata addirittura clamorosa.  L’effetto Wltp, si è subito detto, ben sapendo quello che si diceva. Ovvero: la spinta delle campagne promosse da Concessionari e Case per smaltire gli stock di auto non conformi alle nuove procedure di omologazione in vigore dal 1° settembre ha prodotto quei volumi e quelle percentuali di crescita. Il punto è che, una volta di più, c’è da chiedersi se immatricolazione sia sinonimo di vendita. A occhio, non lo è, specie se si parla di vendita al cliente privato - che continua a tenersi abbastanza lontano dal mercato. Dunque, il giro appare essere il solito: si sono smaltiti gli stock rimpinguando altri stock. Che, in un modo o nell’altro, vanno a rimpinguare la flotta delle Km0, in carico ai Concessionari. Ad agosto, le Case non hanno praticamente fatto auto-immatricolazioni (e Fiat ha sacrificato così il 1° posto di Panda nella classifica dei modelli più venduti). I Dealer ne hanno fatto il 44,28% in più rispetto al 2017 - senza contare le 1.835 immatricolazioni intestate alle proprie società di noleggio a breve termine. Negli 8 mesi del 2018, sono arrivati a quota 160mila (+22.000 circa sul 2017), a fronte del -25,6% di quelle delle Case (-19.000 unità). I dati sono di Data Force e dicono che i vasi continuano a comunicare: da una parte le auto-immatricolazioni calano, dall’altra crescono. Che si tratti di forzature, lo lasciamo dire a chi le fa e poi se ne lamenta. Che il mercato finirà per pagare questo gioco è fuor di dubbio. Resta da capire quando. La speranza è che non sia necessario sedere sulla riva del fiume, per capire quando accadrà.

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Nessuna nuova sul fronte delle rappresentanze dei Dealer. Il che non è una buona nuova. Le strade, tra Federauto e i promotori della nuova associazione, si sono definitivamente separate con lo scambio di lettere di inzio estate. Posizioni inconciliabili, dialogo inesistente. Fine della possibile collaborazione. Che era la strada auspicata da qualcuno, all’interno della compagnia dei “fuoriusciti”: la Federauto a fare la propria politica, il nuovo gruppo con funzione di task force e l’incarico di occuparsi di uno dei tanti temi che incombono sul business e sugli imprenditori che lo portano avanti. Oggi lo spettro dell’aumento dell’Iva, domani quello del Regolamento europeo - solo per citare due delle aree di intervento in cui il lavoro di lobby potrebbe (avrebbe potuto?) risultare più che utile. Ma no: separati nella stessa casa, si procederà così.

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