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Un Panel diffidente aveva previsto 142.000 immatricolazioni relativamente al mese di settembre, Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ne ha poi consuntivate 153.617 lasciando indietro il pronostico dei nostri Concessionari del 7,6%. Non era facile azzeccare il risultato dopo il mercato disarmonico dei mesi estivi. Dopo la crescita di luglio, un +2,9% che aveva interrotto la messe di crescite a doppia cifra del periodo precedente (8 mesi consecutivi), il +20,1% di agosto, drogato da un 47% di immatricolazioni negli ultimi tre giorni del mese, può non aver convinto tutti gli spettatori del mercato, portandoli ad esprimersi in maniera più contenuta per il mese successivo. Per il mese di ottobre il Panel, rispettando il trend positivo dell’anno, vede un mercato ancora con il segno più, e proietta 141.970 immatricolazioni, in crescita dell’8,52% rispetto allo stesso mese del 2015. Con le vendite di settembre il cumulato del 2016 ha intanto superato il tetto del 1.400.000 unità. Sarà interessante quindi vedere come il nostro Panel affronterà lo sprint di fine anno che presumibilmente ci porterà verso il risultato del 1.800.000/1.850.000 vendite, cifre previste da molti addetti ai lavori. L’obiettivo è lì, a portata di mano, visto e considerato che il trend di crescita, nonostante il saliscendi estivo, rimane costante, e il +17,4% di settembre ne costituisce la prova più evidente. Lo stesso incremento riguarda anche il cumulato, testimone di un mercato in buona salute. Il buon momento di vendite è confermato anche dalla suddivisione per utilizzatore ove tutti i settori rimangono in crescita, del +4,8% i Privati (+16,2% nel cumulato), del +38,4% il Noleggio (+16% nei primi nove mesi) e del +46,5% le Società (+25,1%). Un’ulteriore conferma del momento positivo del mercato arriva dalla suddivisione delle vendite per area geografica, dalle quali spicca il +26,7% di settembre nel Nord-Ovest contro la più modesta crescita di Sud e Isole che si attestano rispettivamente al 7,7% e al 7,8%. Leggendo il cumulato, tutte le aree geografiche si appaiano nello spazio di poco più di 3 punti percentuali dal 16,3% di crescita dell’Italia Centrale al +19,4% delle Isole. Di grande attualità il tema del sondaggio proposto ai nostri Concessionari questo mese. Abbiamo chiesto come Case e Reti di vendita avessero affrontato i rigorosi controlli della Privacy a tutela del cliente che ultimamente hanno interessato sia le concessionarie sia altri settori, dagli enti pubblici alle aziende private, dalle società di telemarketing a quelle di ricerca del personale. La maggior parte dei Concessionari del Panel (45%) crede che la reazione sia avvenuta “Con qualche ritardo”, un’altra grossa percentuale (33%) pensa che ciò sia avvenuto “Con notevole ritardo” mentre per il 22% la reazione è stata “Tempestiva”. Ricordiamo che è ancora possibile votare sul nostro sito, cliccando su www.interautonews.it.

Gli sconti sono stati altalenanti nel mese di settembre, con un aumento di quelli per le auto a benzina di meno di mezzo punto percentuale, una diminuzione del Gpl di quasi un punto percentuale e di completa stasi per il Diesel. Diversa la situazione se si va nel dettaglio delle aree geografiche, con gli sconti sia per le Benzina che per Diesel e Gpl che diminuiscono a Nord, al Sud e nelle Isole, mentre aumentano gli sconti per tutte le motorizzazioni al Centro, di oltre tre punti la Benzina, di quasi tre punti il Diesel e di poco meno di mezzo punto il Gpl.

 

Analizzando i dati relativi al Diesel, il mese di settembre vede in leggero aumento sia le consegne sia gli ordini a livello nazionale che crescono rispettivamente di circa mezzo punto e di un punto esatto di percentuale. Andando nel dettaglio delle aree geografiche c’è un deciso calo al Sud e nelle Isole di oltre due punti percentuali sia per quanto riguarda le consegne sia per gli ordini, bilanciato dagli aumenti al Centro e al Nord, in misura abbastanza contenuta per le consegne, mentre spiccano i quasi cinque punti percentuali di crescita per gli ordini al Nord Italia.


Se il food delivery consegna lezioni a domicilio

I l titolo è perentorio: “2030: il food delivery ucciderà i ristoranti. E dalle case spariranno le cucine”. L’articolo, pubblicato dal sito Business Insider, porta la firma di Valerio Mammone. Abbonda di dati e virgolettati, è molto dettagliato. Non parla del mercato delle automobili, naturalmente, ma può risultare istruttivo, se si ha voglia di uscire dalla logica “il nostro è un business unico”. 
Food delivery: consegna di cibo a domicilio. In Italia, ci dice Mammone, il fenomeno esplode nel 2015, con nuove startup (Glovo, Foodora, Deliveroo, UberEats...) venute a rompere il dominio di Just Eat. Nel 2017 il mercato vale 201 milioni di euro, +66% sul 2016. Nel primi mesi del 2018, tra piatti pronti o semplice spesa, più di 4 milioni di italiani hanno scelto la consegna a domicilio almeno una volta al mese. Utilizzatori più assidui: i Millennial, fascia d’età tra i 25 e i 34 anni. Entro il 2022 si prevede che le piattaforme di food delivery genereranno un giro d’affari da 2,5 miliardi di euro. 
Il punto centrale dell’asse che i ristoratori hanno costituito con le piattaforme di food delivery - spiega Business Insider - sono i big data. Migliaia di informazioni vengono raccolte ed elaborate ogni giorno dalle piattaforme e poi, dice Samuele Fraternali dell’Osservatorio e-commerce B2C, “i dati vengono rivenduti ai ristoratori, che così possono profilare gli utenti, sapere quali prodotti vanno di più, quali sono i servizi preferiti, quali zone e fasce orarie rendono di più... Il ristoratore non paga tanto il dato, quanto la sua rielaborazione”.

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