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Dopo aver mancato la previsione del mercato di maggio di oltre 11 punti percentuali, il Panel dei nostri Concessionari è riuscito a effettuare una più attenta analisi del mercato pronosticando un totale vendite per il mese di giugno che si è di molto avvicinato alle 165.208 unità poi comunicate dal Ministero dei Trasporti. Lo scostamento del 2,9%, molto più ridotto rispetto alla previsione di maggio, riporta il Panel in una dimensione più vicina ai reali valori di un mercato che diventa sempre più difficile da interpretare. Basti pensare che negli ultimi tre giorni lavorativi di giugno si è immatricolato il 42% del totale delle vendite, un quota che, storicamente, è decisamente superiore alla media di immatricolazioni degli ultimi tre giorni del mese analizzato. Con giugno, però, si chiudeva il semestre, c’erano bilanci da archiviare e quote di mercato da raggiungere. Forse è da ricercarsi ancora una volta in questi ambiti il motivo di questa repentina impennata di immatricolazioni che sembrerebbe essere lo specchio di un mercato dopato. Se andiamo però ad analizzare il mercato diviso per utilizzatore, vediamo che tutti i settori sono in crescita: i Privati registrano un +5% nel mese e un solido +21% nel semestre. Più contenuta la crescita dei Noleggi che, pur aumentando del 13% nel semestre e del 10% considerando il solo mese di giugno, perdono qualche punto percentuale di quota di mercato. Decollo verticale delle vendite di flotte e a Società con il +41% in giugno e il +22% nel semestre, aumento verificatosi grazie alla benefica onda lunga del provvedimento che ha favorito il super-ammortamento per le vendite a società. Uno scenario quindi sommariamente positivo che spinge il nostro Panel a vedere le vendite di automobili in aumento anche per il mese di luglio. I nostri Concessionari prevedono 145.300 vendite, in crescita del 9,67% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, quando però ci furono ben due giorni lavorativi in più. Più o meno sugli stessi livelli del mese scorso viene vista la quota delle Km0, secondo i panelisti saranno 11.290 ovvero il 7,7% del mercato previsto per il mese. E visto che è ancora possibile fare dei confronti sul numero di ordini, per luglio il Panel ne prevede 121.100, in crescita del 7,46% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Riguardava le vendite del totale anno il quesito che questo mese abbiamo proposto sia ai Concessionari sia agli internauti che si sono connessi al nostro sito www.interautonews.it. Abbiamo chiesto, anche alla luce dei ritocchi alle previsioni effettuati recentemente sia da Unrae che da Federauto, se il mercato totale del 2016 supererà 1.800.000 immatricolazioni o rimarrà sotto tale livello. Al momento di andare in stampa, sul nostro sito il risultato propende per il no, il 62,5% dei votanti pensa che non si supereranno 1.800.000 immatricolazioni, analoga opinione per i Concessionari del Panel, il 64% ritiene che si rimarrà sotto il livello di 1.800.000 immatricolazioni.

Per quanto riguarda gli sconti, la situazione è in tutto simile a quella del mese di maggio a livello nazionale, con le auto a benzina in leggero aumento mentre gli sconti per diesel e Gpl sono in diminuzione, ma il tutto in meno di un punto percentuale. Più decisi gli scostamenti se si va ad analizzare il Centro dove gli sconti per le benzina aumentano di 1,15 punti, mentre per il Gpl diminuiscono di 1,40 punti. Nelle altre aree geografiche regna invece la stabilità.

 

Lo scenario nazionale del Diesel vede in diminuzione, nel mese di giugno, sia le consegne sia gli ordini che perdono oltre 1,5 punti percentuali. La media nazionale si riflette anche nei numeri di Nord e Centro relativamente alle consegne, mentre è più deciso il calo al Sud e nelle Isole dove si sono persi 2,3 punti percentuali rispetto al mese di maggio. Ed è ancora più netta la diminuzione degli ordini al Meridione con oltre 5 punti percentuali in meno, bilanciati parzialmente dalla crescita di quasi 2 punti percentuali al Nord, unica area del Paese dove gli ordini hanno subìto un aumento.


Se il food delivery consegna lezioni a domicilio

I l titolo è perentorio: “2030: il food delivery ucciderà i ristoranti. E dalle case spariranno le cucine”. L’articolo, pubblicato dal sito Business Insider, porta la firma di Valerio Mammone. Abbonda di dati e virgolettati, è molto dettagliato. Non parla del mercato delle automobili, naturalmente, ma può risultare istruttivo, se si ha voglia di uscire dalla logica “il nostro è un business unico”. 
Food delivery: consegna di cibo a domicilio. In Italia, ci dice Mammone, il fenomeno esplode nel 2015, con nuove startup (Glovo, Foodora, Deliveroo, UberEats...) venute a rompere il dominio di Just Eat. Nel 2017 il mercato vale 201 milioni di euro, +66% sul 2016. Nel primi mesi del 2018, tra piatti pronti o semplice spesa, più di 4 milioni di italiani hanno scelto la consegna a domicilio almeno una volta al mese. Utilizzatori più assidui: i Millennial, fascia d’età tra i 25 e i 34 anni. Entro il 2022 si prevede che le piattaforme di food delivery genereranno un giro d’affari da 2,5 miliardi di euro. 
Il punto centrale dell’asse che i ristoratori hanno costituito con le piattaforme di food delivery - spiega Business Insider - sono i big data. Migliaia di informazioni vengono raccolte ed elaborate ogni giorno dalle piattaforme e poi, dice Samuele Fraternali dell’Osservatorio e-commerce B2C, “i dati vengono rivenduti ai ristoratori, che così possono profilare gli utenti, sapere quali prodotti vanno di più, quali sono i servizi preferiti, quali zone e fasce orarie rendono di più... Il ristoratore non paga tanto il dato, quanto la sua rielaborazione”.

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