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Il nostro Panel, costituito - lo ricordiamo ancora una volta - da un folto gruppo di fedelissimi Concessionari che ogni mese esprimono il loro parere, per il mese di febbraio indica 156.900 immatricolazioni, con un incremento del 15,9%, in linea con quanto registrato nei mesi finali dello scorso anno e proseguito nel gennaio scorso. La crescita che si è registrata nei fatti in gennaio è andata ben oltre le rosee previsioni formulate dai nostri “panelisti”, che avevano indicato come media 151.800 targhe, poi rivelatesi ben 155.157. Va evidenziato che i Concessionari aderenti al nostro Panel erano stati decisamente ottimisti, poiché avevano formulato l’indicazione di una sostanziosa crescita del 14,9% su di un mese del 2015 che aveva già portato a casa un robusto +11,5% rispetto al gennaio del 2014. Il fatto è che ormai appare estremamente complesso riuscire a considerare tutte le variabili che in positivo o in negativo possono incidere sulla previsione mese su mese, poiché a quelle che fanno parte dei libri di studio, si vanno ad aggiungere variabili impreviste e indipendenti che sul breve periodo agiscono con rapidità, facendo mutare l’atteggiamento dei consumatori. Basta pensare alla grande campagna “rottama una targa” lanciata da FCA ad inizio anno e ripetuta ora in febbraio a seguito del grosso successo portato a casa, alla crisi delle banche espressa in modo repentino dalla Borsa, alla feroce battaglia politica che distrae da gesti rinviabili come l’acquisto dell’auto (spesso in sostituzione di un veicolo già in casa) e di altri fattori che, come abbiamo scritto, non sono facilmente prevedibili. Tornando alle previsioni del nostro Panel, riteniamo interessante anche sottolineare la significativa crescita (sempre come previsione) della raccolta ordini, indicata in 164.300 contratti, con una crescita del 10,4%. E, a proposito di segnali raccolti dal Panel, ci sembra interessante segnalare il risultato del nostro sondaggio mensile, questa volta riferito all’affluenza dei privati negli showroom: fra chi ha risposto positivamente (53%) e chi ha invece negato la crescita (47%) possiamo dire che vi è un sostanziale equilibrio. Dal canto nostro, possiamo solo aggiungere che le risposte negative sono arrivate in notevole quantità dai Dealer del sud del Paese, a conferma della mancanza di omogeneità dell’andamento della domanda. Merita attenzione anche l’indicazione raccolta a proposito delle vendite di vetture bifuel (benzina-Gpl, benzina- Metano): il Panel ha valutato, come media l’11,5% delle consegne, in ripresa rispetto al consuntivo del mese iniziale del 2016 che nei dati forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, risultava essere stato solo dell’8,6% contro il 13,9% del gennaio 2015. Ultima annotazione, quella riguardante le Km0, caratteristica certo non solo del mercato italiano (vedere a pagina 28 e seguenti). Secondo il Panel le autoimmatricolazioni saranno poco più di 7.500, pari al 4,8% del mercato previsto. Oscillano le previsioni per quanto riguarda il livello degli sconti, un fattore che è fortemente inquinato dalle azioni promozionali messe in atto da FCA e da molte altre Case che evidentemente vogliono cavalcare la tigre del forte recupero che in questo periodo caratterizza il significativo ritorno dei privati negli showroom ei Concessionari. In base alle indicazioni del nostro Panel, sono in calo i valori al Sud crescono in modo anche significativo al Nord e al Centro. Appare in antitesi il ridotto sconto per il Gpl, vista la contrazione significativa delle consegne di questa tipologia di vettura. Chi temeva una forte contrazione delle vendite di vetture a gasolio sarà smentito dai fatti. Mentre il mercato registra, in gennaio, una quota Diesel dell’immatricolato al 66% si deve sottolineare la notevole crescita della quota rispetto al gennaio del 2015, quando fu del 62,7% confermando così che il Dieselgate non ha inciso sulla domanda, cosa confermata dalle previsioni formulate dai nostri “panelisti”, che specie per il Centro Italia propongono valori addirittura in forte crescita. In base alle previsioni, c’è una caduta delle consegne e degli ordini al Nord decisamente peggiore rispetto alle indicazioni riferite al Sud.