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Il nostro Panel, per il mese di novembre, aveva indicato un immatricolato di 123.300 unità, in sostanziale e notevole crescita del 13,6% rispetto alle 108.546 targhe consegnate nell’analogo mese dello scorso anno. Quell’incremento, pure notevole, indicato dai nostri “panelisti” è stato sbriciolato, polverizzato dalla realtà resa palese dalla comunicazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha registrato l’immatricolazione di 134.021 vetture, in crescita del 23,5%.  Un incremento del numero delle targhe oggettivamente imprevedibile e infatti non previsto dai diversi Centri Studi, nemmeno da quelli strategicamente più ottimisti. Ora il nostro Panel, per l’ultimo mese dell’anno, indica un immatricolato medio di 105.300 vetture, in crescita del 13,2% sul dicembre dello scorso anno, quando le targhe consegnate furono 92.199. Vedremo se poi la realtà sparerà un’altra imprevedibile bordata o se in effetti il Panel avrà ritrovato la sua strada. Va detto che con l’aggiunta delle poco più di 105mila targhe, il mercato italiano dell’auto nuova si chiuderebbe con qualche unità al di sopra del 1.570.000 immatricolazioni, a questo punto universalmente indicate come traguardo di arrivo per l’anno che si sta concludendo. Di certo, il mese di dicembre porta con sé movimenti isterici del mercato, con la chiusura degli obiettivi per FCA e per le Filiali delle Case estere. Specialmente queste ultime, dovendo rispondere alla Casa madre, faranno di tutto per fare bella figura, il che potrebbe generare significative quote di immatricolazioni negli ultimi tre giorni. Insomma, è oggettivamente difficile capire quanto di reale avranno i dati finali, perché è possibile che qualche Rete di vendita sarà obbligata a caricarsi in casa delle Km0 in numero maggiore del solito per dare anima alla quota di mercato finale, dato che è in bilico sino all’ultimo momento, visto che FCA, con il suo 28,4% del mercato, è in grado di scuotere il quadro degli ultimi tre giorni, modificando anche in maniera vistosa la suddivisione della torta. Intanto, alla luce di quanto è stato espresso dal nostro Panel,  appare interessante l’indicazione della crescita media per il prossimo anno: 1.615.750, non lontano da quanto pronosticato dai Centri Studi più accreditati, tutti orientati su di una crescita attorno al 5%, che equivarrebbe ad un consolidato numerico attorno a 1.650.000 targhe. Il quadro completo delle previsioni del nostro Panel indica per dicembre una crescita sensibile degli ordini (144.496) che equivarrebbe ad una crescita del 14,2% sulla raccolta del dicembre dello scorso anno. Altra previsione interessante, la quota delle Km0 (e qui ci raccordiamo a quanto scritto prima e relativo alle quote di mercato) indicata in un 8,3% che in soldoni significherebbe 8.759 autoimmatricolazioni. Ultima indicazione, la quota delle vetture mosse da motorizzazioni bifuel (Gpl o metano) che viene indicata per dicembre in una 10,3% sul totale dell’immatricolato, in linea con quanto raccolto di fatto nell’intero anno.

I mesi finali dell’anno sono da sempre caratterizzati dalla corsa agli obiettivi, che portano ai Concessionari gli attesi sostegni economici. Ragion per cui gli sconti diventano un’arma molto importante per ottenere le agognate soddisfazioni. Secondo le indicazioni del nostro Panel, in novembre si sono verificati incrementi della scontistica per le auto con motorizzazioni benzina e gasolio, ma non per le bifuel con Gpl. Punte più elevate nelle regioni del Sud e delle Isole, dove per conquistare i clienti le proposte sono per alcune motorizzazioni nettamente superiori a quelle registrate al Centro e nel Nord Italia.

 

La discesa di tre punti negli ordini e nelle consegne delle vetture a gasolio può in parte essere addebitata al Dieselgate conseguente a quanto accaduto al Gruppo Volkswagen, ma se questa sia la vera ragione, non vi è certezza alcuna. Di fatto, sia le consegne sia gli ordini hanno subito una forte contrazione in novembre rispetto al mese precedente specie nel mercato del Sud e delle Isole, con riduzioni molto forti, almeno stando alle indicazioni del nostro Panel. Al Nord e nel Centro del Paese, la flessione c’è stata, ma in dimensioni assolutamente fisiologiche. (12/2015)


Progetti e dignità, il settore torna a schierarsi

Si è levato un bel vento, tra Roma e Verona, dove l’automobile si è data convegno. Vento di programmi. Programma è una bella parola: promette impegno. 
Molto ce ne ha messo l’Unrae nel costruire la propria visione strategica della mobilità. Una visione indubbiamente lucida, sorretta da un ragionamento che, anche a prima vista, è di una logica disarmante. La natura non fa salti; l’industria (e i mercati) nemmeno, nonostante a volte le apparenze sembrano dire il contrario. L’evoluzione procede per gradi, insomma. L’industria dell’auto non si arrocca, non si chiude a riccio, tutt’altro. È disponibile al cambiamento, si è preparata. Sa e capisce. Questo è quello che ci è stato dimostrato a Verona. Insieme, in una sorta di prova generale, ci è stata mostrata l’ampia documentazione - creata anche con il contributo del Cnr e del Censis - che, facendo vera informazione, sostiene in modo solido e concreto l’impresa. Che non si annuncia semplice: per i rappresentanti delle Case estere il prossimo passo del progetto è far capire alle istituzioni italiane, ai decisori, la necessità di programmare anche (soprattutto) loro. Ma questo è il mare nel quale l’auto deve navigare in Italia. Lo sa, e anche a questo - a non mollare - si è preparata.

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