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Dopo la pausa estiva, il nostro Panel di Concessionari - che ormai da anni ci accompagna nel nostro lavoro - si è rimesso in moto ed ha sfornato le previsioni per il mese di settembre, indicando un immatricolato di 122.207 unità, cosa che per un soffio conferma le crescita a doppia cifra (+10,07%) sin qui registrate quest’anno al tirar delle somme conseguenti alle comunicazioni ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le previsioni elaborate sulla base delle valutazioni fatte pervenire dai nostri “panelisti” ci dicono anche altre cose interessanti. Innanzitutto, la raccolta ordini rimarrebbe sostenuta, con 130.000 nuovi contratti, in aumento del 7,35% su quanto fu registrato nel settembre dello scorso anno. E su questo fronte, c’è da sottolineare quanto abbiamo raccolto con il nostro sondaggio mensile, che recitava così: “Numerosi lettori non professionali ci hanno segnalato Concessionari in difficoltà nel rispettare i tempi di consegna del veicolo ordinato. Quanti ordini in portafoglio non siete riusciti ad evadere nei mesi di luglio e di agosto a causa della carenza di prodotto da consegnare?” La media delle risposte ha portato a galla un 13% che non è poca cosa. Aver avuto la possibilità di consegnare anche quelle vetture avrebbe ulteriormente inciso sull’immatricolato totale, conferendo maggiore rotondità ai dati di crescita. Resta il fatto che quel 13% di vetture in ritardo di consegna prima o poi andrà ad aggiungersi alle immatricolazioni. E questo è sicuramente un elemento positivo, che arricchirà ulteriormente il bottino sin qui raggiunto da un mercato 2015 che se non ci induce a ritenere finita la crisi, ci consente di guardare con un minimo di ottimismo al futuro. Sempre con riferimento alle previsioni del nostro Panel, evidenziamo che le Km0 (ecco il dente malato, che continua a procurare dolore) nel mese di settembre dovrebbero sfiorare le 7.000 unità, pari al 5,7% dell’intero immatricolato del mese, mentre le consegne di vetture bifuel benzina-Gpl e benzina-Metano sono state indicate come media al 12,7% del totale immatricolato. Ci piace, in conclusione di queste note, rilevare che il Panel a luglio ha centrato quasi perfettamente la previsione, con uno scostamento di poco superiore all’1%. I nostri amici aderenti al rilevamento mensile avevano previsto come media 129.600 targhe, il dato ministeriale ha indicato 131.489 unità. Uno scarto ampiamente riconosciuto come ininfluente in una fase previsionale. Ora si tratta di affrontare il rush finale, quello che in quattro mesi ci porterà a superare nettamente il milione e mezzo di nuove auto immatricolate. Intanto il mercato continua a marciare a doppia cifra di crescita, visto che anche in agosto - quando il nostro Panel osservava un turno di riposo - le immatricolazioni hanno fatto registrare una crescita del 10,7%, valore che si va ad aggiungere alle doppie cifre registrate mensilmente dall’inizio dell’anno. 

Secondo i dati del nostro Panel, gli sconti medi applicati ai clienti dai Dealer del Sud del Paese sono superiori a quelli applicati al Centro e al Nord Italia. Va comunque registrato un lieve aumento medio proprio in queste due macroaree, mentre al Sud si registra una sia pur lieve riduzione che, come si può notare, è in decisa contrazione per quanto riguarda le vetture diesel e le Gpl. Una piccola conferma di una tendenza al recupero anche in territori dove certo il benessere è meno diffuso rispetto alle altre parti del Paese.

 

Nel mese di luglio, ultimo dato fornito dal nostro Panel (non tenendo conto dei fati di agosto, notoriamente anomali rispetto al resto dell’anno), si è verificata una forte crescita delle consegne di vetture mosse da motorizzazioni a gasolio. Anche qui, pur non disponendo di dati precisi, c’è da immaginare che il ritardo delle forniture di determinati prodotti abbia potuto incidere sui valori assoluti, poiché riteniamo decisamente anomali quelli riferiti alle consegne nei territori del Centro Italia. Fedeli all’idea di rispettare quanto indicato dal Panel, comunque, non possiamo non sottolineare l’anomalia del quasi raddoppio degli ordini fra giugno e luglio e del notevolissimo balzo in avanti delle consegne. Cosa che non si è manifestata per le altre due macroaree del Paese.


Mercato, stock, Km0: chi vince al gioco dell’oca?

Ci risiamo. Il mercato ha dato numeri buoni a luglio, eccellenti ad agosto, il solito mese jolly. Un’estate apparentemente a gonfie vele, in Italia - in Europa  è stata addirittura clamorosa.  L’effetto Wltp, si è subito detto, ben sapendo quello che si diceva. Ovvero: la spinta delle campagne promosse da Concessionari e Case per smaltire gli stock di auto non conformi alle nuove procedure di omologazione in vigore dal 1° settembre ha prodotto quei volumi e quelle percentuali di crescita. Il punto è che, una volta di più, c’è da chiedersi se immatricolazione sia sinonimo di vendita. A occhio, non lo è, specie se si parla di vendita al cliente privato - che continua a tenersi abbastanza lontano dal mercato. Dunque, il giro appare essere il solito: si sono smaltiti gli stock rimpinguando altri stock. Che, in un modo o nell’altro, vanno a rimpinguare la flotta delle Km0, in carico ai Concessionari. Ad agosto, le Case non hanno praticamente fatto auto-immatricolazioni (e Fiat ha sacrificato così il 1° posto di Panda nella classifica dei modelli più venduti). I Dealer ne hanno fatto il 44,28% in più rispetto al 2017 - senza contare le 1.835 immatricolazioni intestate alle proprie società di noleggio a breve termine. Negli 8 mesi del 2018, sono arrivati a quota 160mila (+22.000 circa sul 2017), a fronte del -25,6% di quelle delle Case (-19.000 unità). I dati sono di Data Force e dicono che i vasi continuano a comunicare: da una parte le auto-immatricolazioni calano, dall’altra crescono. Che si tratti di forzature, lo lasciamo dire a chi le fa e poi se ne lamenta. Che il mercato finirà per pagare questo gioco è fuor di dubbio. Resta da capire quando. La speranza è che non sia necessario sedere sulla riva del fiume, per capire quando accadrà.

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Nessuna nuova sul fronte delle rappresentanze dei Dealer. Il che non è una buona nuova. Le strade, tra Federauto e i promotori della nuova associazione, si sono definitivamente separate con lo scambio di lettere di inzio estate. Posizioni inconciliabili, dialogo inesistente. Fine della possibile collaborazione. Che era la strada auspicata da qualcuno, all’interno della compagnia dei “fuoriusciti”: la Federauto a fare la propria politica, il nuovo gruppo con funzione di task force e l’incarico di occuparsi di uno dei tanti temi che incombono sul business e sugli imprenditori che lo portano avanti. Oggi lo spettro dell’aumento dell’Iva, domani quello del Regolamento europeo - solo per citare due delle aree di intervento in cui il lavoro di lobby potrebbe (avrebbe potuto?) risultare più che utile. Ma no: separati nella stessa casa, si procederà così.

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