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Il Panel dei Concessionari che ogni mese InterAutoNews interpella per avere la previsione del mese, in giugno ha ottenuto probabilmente il miglior risultato di sempre, sfiorando il reale risultato finale, che è stato di 127.489 targhe. I nostri “panelisti” hanno infatti mediamente indicato una previsione di 127.335 targhe, risultato che va considerato - nella logica degli analisti - come la perfezione assoluta, essendo lo scarto appena dello 0,1% con una differenza fra previsione e immatricolato di sole 154 unità. Va detto, per orgoglio di giornale, che non è la prima volta che il Panel di InterAutoNews sfiora il risultato effettivo. Il lavoro che ormai da molti anni ci accomuna ad un notevole gruppo di Concessionari si va affinando sempre più, anche in presenza di variabili difficilmente quantificabili nel breve periodo, come ad esempio le Km0, che ogni volta sono frutto di strategie messe in atto nella fase finale del mese dalle filiali nazionali, sempre alla ricerca di quella quota di mercato garantita alla Casa madre. Il lavoro dei nostri “panelisti” non è dunque facile, ma viene svolto sempre con grande senso di responsabilità, fornendo indicazioni che vanno a vantaggio dell’intero comparto. Questo mese, nella nostra scheda, erano inserite anche due domande giustificate dalla fine del primo semestre e che riguardavano il lato economico-finanziario della gestione aziendale. Riteniamo sia molto interessante sapere che il 37,8% degli interpellati ha segnalato che l’azienda aveva prodotto utili e che per il 60,5% gli interpellati hanno risposto che il loro risultato economico-finanziario era stato migliore rispetto a quanto ottenuto nel corso del primo semestre dello scorso anno. È un segnale interessante perché in assenza di una ripresa delle vendite, è presumibile che gli imprenditori che guidano le Concessionarie in molti casi abbiano trovato il modo di far quadrare i fonti con attività parallele alla vendita del nuovo, come l’usato, l’assistenza e i servizi. Passando alle previsioni per il mese in corso, per luglio il Panel ha indicato una media di 111.850 immatricolazioni, in crescita del 3,2% rispetto a quanto registrato nel luglio dello scorso anno, quando le immatricolazioni furono 108.337. Quanto ai nuovi ordini, l’indicazione è di 94.784 contratti, un valore decisamente basso che se confermato farebbe registrare, nei confronti dell’analogo mese dello scorso anno, una flessione del 7,2%. Altri elementi interessanti sono il livello di Km0 previsto in 6.909 unità, pari al 6,8% del mercato indicato previsionalmente, la quota di consegne delle vetture bifuel (benzina-Gpl e benzina-metano) che probabilmente per una carenza di disponibilità in stock viene indicata come quota di poco superiore al 10% dell’immatricolato totale del mese di luglio. A proposito di Km0, val la pena di ricordare che a giugno la quota delle Km0, sempre secondo il nostro Panel, aveva toccato il 9,7% con 12.315 unità.

Sconti stabili con il top per le auto a gasolio

Periodo Giugno 2014 Maggio 2014
  BENZINA DIESEL GPL BENZINA DIESEL GPL

Nord

15,25% 14,73% 15,01% 13,88% 14,29% 13,35%
Centro 11,86% 15,14% 10,00% 13,25% 12,83% 11,00%
Sud e Isole 16,91% 15,42% 13,60% 17,90% 17,06% 14,45%
Media 14,67% 15,09% 12,87% 15,01% 14,73% 12,93%

Gli sconti indicati dal Panel per giugno non si discostano molto da quelli di maggio, con una generale stabilità. I valori sono certamente elevati, con la punta più elevata per le vetture a gasolio, che sono notoriamente le più richieste dal mercato anche in questi periodi di magra. In assoluto, tengono meglio le vetture bifuel, specie nel mercato del Centro del Paese. Appare comunque forse un poco irreale la differenza di 5 punti fra Centro e Nord Italia mentre appare più realistica l’indicazione per il mercato del Sud del Paese.

Continua ininterrotta la crescita delle auto Diesel

Periodo Giugno 2014 Maggio 2014
  CONSEGNE ORDINI CONSEGNE ORDINI
Nord 52,54% 52,04% 41,61% 42,20%
Centro 57,67% 60,50% 66,61% 61,89%
Sud e Isole 57,99% 56,63% 56,18% 52,09%
Media 56,07% 56,39% 54,80% 52,06%

Ordini in lieve calo, consegne che scendono di oltre un punto che eventuali flessioni sono dovute essenzialmente alle scelte di quei consumatori che si orientano sulle motorizzazioni bifuel benzina-gas. Con punte più elevate nel Centro del Paese, continua la crescita della domanda di vetture Diesel, certamente dovute al proliferare di offerte interessanti e a prezzi abbordabili di vetture appartenenti ai segmenti di attacco del mercato. Il fenomeno appare curiosamente interessante anche in un ottica di concreto calo medio delle percorrenze annue, cosa che cozza vistosamente con le possibilità di ammortamento del maggior prezzo delle motorizzazioni Diesel. È quindi evidente che le motivazioni di acquisto risiedono in altri ambiti non certamente economici.


Se il food delivery consegna lezioni a domicilio

I l titolo è perentorio: “2030: il food delivery ucciderà i ristoranti. E dalle case spariranno le cucine”. L’articolo, pubblicato dal sito Business Insider, porta la firma di Valerio Mammone. Abbonda di dati e virgolettati, è molto dettagliato. Non parla del mercato delle automobili, naturalmente, ma può risultare istruttivo, se si ha voglia di uscire dalla logica “il nostro è un business unico”. 
Food delivery: consegna di cibo a domicilio. In Italia, ci dice Mammone, il fenomeno esplode nel 2015, con nuove startup (Glovo, Foodora, Deliveroo, UberEats...) venute a rompere il dominio di Just Eat. Nel 2017 il mercato vale 201 milioni di euro, +66% sul 2016. Nel primi mesi del 2018, tra piatti pronti o semplice spesa, più di 4 milioni di italiani hanno scelto la consegna a domicilio almeno una volta al mese. Utilizzatori più assidui: i Millennial, fascia d’età tra i 25 e i 34 anni. Entro il 2022 si prevede che le piattaforme di food delivery genereranno un giro d’affari da 2,5 miliardi di euro. 
Il punto centrale dell’asse che i ristoratori hanno costituito con le piattaforme di food delivery - spiega Business Insider - sono i big data. Migliaia di informazioni vengono raccolte ed elaborate ogni giorno dalle piattaforme e poi, dice Samuele Fraternali dell’Osservatorio e-commerce B2C, “i dati vengono rivenduti ai ristoratori, che così possono profilare gli utenti, sapere quali prodotti vanno di più, quali sono i servizi preferiti, quali zone e fasce orarie rendono di più... Il ristoratore non paga tanto il dato, quanto la sua rielaborazione”.

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