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Il nostro Panel di Concessionari, per il mese di febbraio, aveva indicato 110.847 immatricolazioni, di fatto mancando la previsione di 7.000 unit?. Di certo non ? stata la migliore prestazione, ma va detto con chiarezza che i Concessionari non sono in grado di controllare quanto avviene nei due segmenti di mercato del noleggio e delle societ?, basando i loro ragionamenti principalmente sul vero mercato del nuovo, che ? quello dei privati. Non ? nostra intenzione giustificare l?operato dei Dealer che compongono il nostro Panel, perch? non hanno certo bisogno di avvocati difensori. Sappiamo bene, perch? l?informazione ? venuta da una fonte certa come ? l?Unrae, che nel mese di febbraio il noleggio ? stato protagonista di un vero e proprio boom, con una crescita - rispetto al febbraio dello scorso anno - di oltre il 33,6% e - in cifre assolute - con un immatricolato aumentato di 6.321 unit?. Guarda caso, valore assai vicino alla differenza fra previsione del nostro Panel e immatricolato comunicato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Quelle 7.481 immatricolazioni in pi?, quindi, sono da addebitarsi quasi per intero appunto al noleggio, che nei primi due mesi dell?anno ha totalizzato una crescita del 28,9% salendo, in cifre assolute, a 43.085 unit?. Stabilito dunque che i nostri ?panelisti? non potevano immaginare la stratosferica impennata del noleggio, vediamo cos?altro ? emerso dalle risposte dei Concessionari che ci hanno inviato la loro scheda. Intanto, abbiamo appreso che le mefitiche Km0 continuano ad imperversare, visto che alla domanda se le Km0 fatte in febbraio erano di pi? o di meno di quelle fatte in gennaio il 53,1% ? stato comunicato un aumento. Certo, si tratta di poco pi? della met? degli interpellati, ma siamo sempre a livelli molto, troppo elevati, visto che la previsione delle Km0 si ? stabilizzata con una quota vicina al 6% mensile, che a nostro avviso e per l?esperienza pregressa ? pi? una speranza che un fatto definitivo. D?altronde, sappiamo bene cosa offrono gli ispettori di zona ai Concessionari in questa sublime e folle caccia alla quota di mercato. Sono storie che i protagonisti negano, ma che circolano ormai con la stessa frequenza dei gossip sulle riviste femminili. Li chiamano gossip (?voci, chiacchiere?) che per? sono fatti poi effettivamente acclarati, insomma.

Andiamo avanti. Gli ordini, sempre secondo i nostri ?panelisti?, dovrebbero posizionarsi di un filino sopra quota 137.000 (137.026 per chi ama la precisione). Se cos? fosse, quindi, sarebbe quanto meno un segnale di stabilizzazione, visto che il mercato ormai da tempo viaggia con un portafoglio che si aggira attorno al mese, troppo poco per poter quindi parlare di segnali concreti di ripresa della domanda. Sostanzialmente stabile anche la previsione di immatricolazione delle vetture a gas, Gpl o Metano che sia. Siamo attorno al 14,6%, cosa che riflette con qualche decimale in pi? l?ormai consolidata quota per questo tipo di motorizzazioni.

Sconti in altalena, sostanziale la stabilit?

Periodo Febbraio 2014 Gennaio 2014
  BENZINA DIESEL GPL BENZINA DIESEL GPL

Nord

13,81% 15,33% 14,89% 14,59% 14,55% 15,21%
Centro 12,20% 13,09% 11,00% 11,00% 10,88% 10,40%
Sud e Isole 15,31% 15,52% 14,74% 16,56% 16,75% 15,01%
Media 13,77% 14,65% 13,54% 14,05% 14,06% 13,54%

La ripresa del mercato, ancorch? non certo consolidata si riflette su una sostanziale stabilit? della dimensione degli sconti indicati dai nostri ?panelisti?, sia pure con valori lievemente altalenanti. I tagli sono decisamente pi? contenuti per le vetture mosse da motori benzina-Gpl che costituiscono la fetta pi? importante delle cosiddette motorizzazioni a gas. Gli sconti continuano ad avere valori diversi secondo l?area territoriale del mercato, con forbici anche piuttosto ampie specie per il Gpl fra Centro Italia e le altre due aree del Paese.

Il gasolio continua ad andare a tavoletta

Periodo Febbraio 2014 Gennaio 2014
  CONSEGNE ORDINI CONSEGNE ORDINI
Nord 46,81% 46,79% 50,58% 48,65%
Centro 55,80% 54,71% 58,21% 51,73%
Sud e Isole 66,31% 64,31% 57,59% 58,44%
Media 56,31% 55,33% 55,46% 52,94%

Le vendite di vetture Diesel restano al vertice del mercato, mentre le auto a benzina continuano a far registrare significative contrazioni. Anche qui la forbice fra i valori minimi e massimi ? decisamente significativa, con aperture vicine ai 20 punti di differenza fra Nord e Sud sia per le vendite, sia per gli ordini. Questi ultimi, registrano cali consistenti nelle aree del Nord del nostro Paese e accelerazioni altrettanto significative al Centro e al Sud. Da segnalare anche la forte scalata (poco meno di 9 punti percentuali) delle consegne al Sud e nelle Isole da un mese all?altro.


Se il food delivery consegna lezioni a domicilio

I l titolo è perentorio: “2030: il food delivery ucciderà i ristoranti. E dalle case spariranno le cucine”. L’articolo, pubblicato dal sito Business Insider, porta la firma di Valerio Mammone. Abbonda di dati e virgolettati, è molto dettagliato. Non parla del mercato delle automobili, naturalmente, ma può risultare istruttivo, se si ha voglia di uscire dalla logica “il nostro è un business unico”. 
Food delivery: consegna di cibo a domicilio. In Italia, ci dice Mammone, il fenomeno esplode nel 2015, con nuove startup (Glovo, Foodora, Deliveroo, UberEats...) venute a rompere il dominio di Just Eat. Nel 2017 il mercato vale 201 milioni di euro, +66% sul 2016. Nel primi mesi del 2018, tra piatti pronti o semplice spesa, più di 4 milioni di italiani hanno scelto la consegna a domicilio almeno una volta al mese. Utilizzatori più assidui: i Millennial, fascia d’età tra i 25 e i 34 anni. Entro il 2022 si prevede che le piattaforme di food delivery genereranno un giro d’affari da 2,5 miliardi di euro. 
Il punto centrale dell’asse che i ristoratori hanno costituito con le piattaforme di food delivery - spiega Business Insider - sono i big data. Migliaia di informazioni vengono raccolte ed elaborate ogni giorno dalle piattaforme e poi, dice Samuele Fraternali dell’Osservatorio e-commerce B2C, “i dati vengono rivenduti ai ristoratori, che così possono profilare gli utenti, sapere quali prodotti vanno di più, quali sono i servizi preferiti, quali zone e fasce orarie rendono di più... Il ristoratore non paga tanto il dato, quanto la sua rielaborazione”.

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