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Panel

Pur avendo indicato una crescita dell’8,3% sul giugno dello scorso anno, il nostro Panel non ha tenuto il ritmo della realtà dei fatti. Le nostre indicazioni erano di 138.900 nuove immatricolazioni, il dato fornito il 1° luglio dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha dato un responso più generoso: 146.682, in crescita quindi del 14,4% rispetto alle 128.272 targhe consegnate nel giugno dello scorso anno. I 13 mesi di trend positivo, quindi, proseguono con dati migliori di quelli ipotizzati dai nostri “panelisti”, che però - come abbiamo più volte sottolineato - non hanno la possibilità di valutare a fondo l’incidenza sull’immatricolato dei settori del noleggio e delle società, avendo però ben sotto controllo il polso dei privati, che comunque costituiscono la parte più significativa delle vendite di vetture. Ora, per luglio, la previsione del nostro Panel che, lo ricordiamo, è composto esclusivamente da 450 Concessionari (precisiamo, per correttezza, che non tutti rispondono ogni mese) indica un immatricolato complessivo di 129.600 unità, in crescita quindi del 12,9% rispetto alle 114.793 targhe consegnate nel luglio dello scorso anno. Oltre alla previsione del mese, il nostro Panel indica anche una serie di altre previsioni. A nostro avviso, di rilievo particolare quella riferita alla raccolta degli ordini: secondo il nostro Panel i contratti portati a casa in luglio saranno 112.753, in crescita del 10,8% rispetto ai 101.726 registrati nell’analogo mese dello scorso anno. E a proposito della raccolta contratti, merita sottolineare l’assoluta perfezione dell’indicazione del nostro Panel, che aveva indicato - sempre come media di tutte le risposte raccolte - 126.966 contratti. Lo scambio di informazioni fra Anfia e Unrae ha indicato 127.000 nuovi ordini, come dire che il nostro Panel ha centrato in pieno il bersaglio, mancando la perfezione numerica per sole 34 unità! A titolo puramente informativo, ricordiamo che nel primo semestre la raccolta ordini è stata di circa 880.000 contratti, con un incremento sul primo semestre dello scorso anno del 16,5%. Uno spazio ed un commento merita anche la risposta al nostro sondaggio mensile, che verteva sull’opportunità o meno di un ritorno agli incentivi statali per l’acquisto di auto contro rottamazione di vecchie “carrette”. Il 68% delle risposte è stato favorevole a questa misura, confermando la convinzione presente in gran parte degli operatori e cioè che solo con gli incentivi sia possibile incidere in modo significativo sull’età media del parco circolante italiano, ormai avviato ad un invecchiamento inevitabile, dato lo scarso ricambio che ha caratterizzato gli ultimi anni. Capitolo a parte - infine - per le Km0, che fanno parte integrante del business e per le quali noi ribadiamo la mancanza di trasparenza sul fronte dell’informazione, che ne impedisce una necessaria valutazione. Dopo aver indicato in poco meno di 11.400 unità quelle immatricolate nel mese di giugno, per luglio l’indicazione e assai più modesta: 5.158 unità, pari al 4% del totale indicato per le immatricolazioni del mese di luglio.

Frenata, sia pure con dimensioni diverse fra tipologie di motorizzazioni e territori di riferimento, sul fronte degli sconti. Notevoli, però, le differenze medie fra le tre aree del nostro Paese. Nel Sud e nelle Isole, almeno stando alle indicazioni dei nostri “panelisti”, si fa ancora fatica a vendere, mentre la pressione appare affievolirsi nel Nord e nel Centro Italia. Ricordiamo che le indicazioni riferite agli sconti marciano nello stesso ambito delle previsioni delle immatricolazioni del mese, e non sono quindi dei consuntivi. 

 

Sempre stando alle indicazioni dei nostri “panelisti”, le vetture con motorizzazioni Diesel stanno perdendo slancio in termini di immatricolazioni. Il fenomeno è evidente al Nord e nel Centro Italia, mentre mantiene slancio al Sud, dove evidentemente le vetture a gasolio trovano sempre maggior clientela. Appare forse surdimensionata l’indicazione delle consegne al Sud e nelle Isole, ma noi rispettiamo le indicazioni del Panel, ovviamente. Quella che appare certa, comunque, è la tendenza al ribasso nella raccolta degli ordini, che - lo ricordiamo - anche nelle indicazioni di Anfia e Unrae sono dati non ufficiali.

Mercato, stock, Km0: chi vince al gioco dell’oca?

Ci risiamo. Il mercato ha dato numeri buoni a luglio, eccellenti ad agosto, il solito mese jolly. Un’estate apparentemente a gonfie vele, in Italia - in Europa  è stata addirittura clamorosa.  L’effetto Wltp, si è subito detto, ben sapendo quello che si diceva. Ovvero: la spinta delle campagne promosse da Concessionari e Case per smaltire gli stock di auto non conformi alle nuove procedure di omologazione in vigore dal 1° settembre ha prodotto quei volumi e quelle percentuali di crescita. Il punto è che, una volta di più, c’è da chiedersi se immatricolazione sia sinonimo di vendita. A occhio, non lo è, specie se si parla di vendita al cliente privato - che continua a tenersi abbastanza lontano dal mercato. Dunque, il giro appare essere il solito: si sono smaltiti gli stock rimpinguando altri stock. Che, in un modo o nell’altro, vanno a rimpinguare la flotta delle Km0, in carico ai Concessionari. Ad agosto, le Case non hanno praticamente fatto auto-immatricolazioni (e Fiat ha sacrificato così il 1° posto di Panda nella classifica dei modelli più venduti). I Dealer ne hanno fatto il 44,28% in più rispetto al 2017 - senza contare le 1.835 immatricolazioni intestate alle proprie società di noleggio a breve termine. Negli 8 mesi del 2018, sono arrivati a quota 160mila (+22.000 circa sul 2017), a fronte del -25,6% di quelle delle Case (-19.000 unità). I dati sono di Data Force e dicono che i vasi continuano a comunicare: da una parte le auto-immatricolazioni calano, dall’altra crescono. Che si tratti di forzature, lo lasciamo dire a chi le fa e poi se ne lamenta. Che il mercato finirà per pagare questo gioco è fuor di dubbio. Resta da capire quando. La speranza è che non sia necessario sedere sulla riva del fiume, per capire quando accadrà.

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Nessuna nuova sul fronte delle rappresentanze dei Dealer. Il che non è una buona nuova. Le strade, tra Federauto e i promotori della nuova associazione, si sono definitivamente separate con lo scambio di lettere di inzio estate. Posizioni inconciliabili, dialogo inesistente. Fine della possibile collaborazione. Che era la strada auspicata da qualcuno, all’interno della compagnia dei “fuoriusciti”: la Federauto a fare la propria politica, il nuovo gruppo con funzione di task force e l’incarico di occuparsi di uno dei tanti temi che incombono sul business e sugli imprenditori che lo portano avanti. Oggi lo spettro dell’aumento dell’Iva, domani quello del Regolamento europeo - solo per citare due delle aree di intervento in cui il lavoro di lobby potrebbe (avrebbe potuto?) risultare più che utile. Ma no: separati nella stessa casa, si procederà così.

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