I cookie ci aiutano a fornire, proteggere e migliorare i servizi di InterAutoNews.
Continuando a usare il nostro sito, accetti la nostra normativa sui cookie.

Articoli

Il pronostico del Panel relativo alle consegne di settembre si è rivelato ben lontano dal totale delle immatricolazioni effettive. A fronte delle 122.061 consegne preventivate, che avrebbero rappresentato una diminuzione del -2,63% rispetto a settembre 2018, la differenza che si è poi concretizzata è stata di oltre 20.000 unità; il divario risultante è quindi del -14,12%. D’altro canto non si verificava una crescita a doppia cifra nel mercato italiano da ben 31 mesi, gennaio 2017 (+10,4%). Le 142.136 vetture registrate nel mese sono quindi risultate di molto superiori anche a quelle consegnate a settembre 2018, per un +13,4% che, di primo acchito, ha sorpreso l’opinione pubblica, poiché verificatosi sul finale di un’annata stagnante dal punto di vista delle vendite. Troppo prematuro, fra l’altro, appellarsi al “rinnovato clima di fiducia” che tradizionalmente accompagna il Paese al consolidamento di ogni nuovo Governo. La spiegazione va ricercata altrove. La crescita a doppia cifra di settembre, ben lungi dall’essere un evento soprannaturale, è stata piuttosto favorita da due fattori “tecnici” che non hanno sorpreso i più attenti fra gli addetti ai lavori. Il mercato si andava, infatti, a confrontare con un mese, quello di settembre 2018, il cui risultato aveva patito le conseguenze dell’introduzione del nuovo metodo di omologazione dei veicoli, il Wltp, che aveva spinto all’acquisto molti automobilisti nel bimestre estivo immediatamente precedente all’introduzione della norma, avvenuta il 1° settembre 2019, in quello che si è poi rivelato un vero e proprio assalto agli showroom. L’altro fattore che ha influito, e non poco, sul risultato, è stato il mai abbastanza considerato giorno lavorativo in più, che attualmente conta per un 5-10% del mercato mensile. Tuttavia il risultato positivo di settembre, di concerto con i nuovi incentivi annunciati dal Governo, risolleva il morale del settore e la previsione di ottobre, a parità di giorni lavorativi con ottobre 2018, profuma di ottimismo, con il Panel che ritrova il segno più: il pronostico per il mese è di 159.214 immatricolazioni per una crescita dell’ 8,28%. In aumento sono previsti anche gli ordini in concessionaria, +2,74% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Le Km0 sembrerebbero invece in declino: dopo l’acquisizione di settembre, il 5,81% dell’immatricolato mensile, vengono previste in misura ancora inferiore, dovrebbero rappresentare il 5,52% del totale delle consegne di ottobre. Abbiamo poi chiesto al nostro Panel di fare un bilancio sull’effetto della norma eco-bonus/malus a sette mesi dalla sua introduzione: solo il 3% delle risposte ha comunicato un esito positivo, mentre il 36% circa ha avvertito, all’opposto, un’influenza addirittura negativa sulle vendite. La maggioranza, il 60%, non ne ha neanche percepito gli effetti. È perfetta parità, invece, al momento di andare in stampa, tra gli internauti che credono che la dimensione reale del mercato si aggiri sotto il 1.900.000 unità annue e chi invece ritiene la cifra sottodimensionata.

 

Diminuiscono gli sconti a livello nazionale per tutte le alimentazioni rispetto al mese di luglio: dai -2,22 punti per le Benzina, ai -2,26 per le Diesel ai -3,03 punti per le auto ad alimentazione alternativa. Più variegato il panorama delle aree geografiche ove gli sconti aumentano al Centro Italia  e nel Sud/Isole sia per le Benzina (+1,19 punti e +0,71 rispettivamente) sia per le Diesel (+3,67 e +2,40). Tutti gli altri sconti in diminuzione con, in particolare, i -2,42 punti riguardanti le Alternative al Centro Italia. 

 

Per essere un’alimentazione in declino il Diesel continua a tenere egregiamente il mercato, registrando una flessione, a livello nazionale, di soli 1,54 punti per le consegne e di un mero punto percentuale per gli ordini. Colpo di coda per le consegne al Centro Italia: crescono di oltre 8 punti  su luglio, soddisfacente anche il risultato degli ordini, +3,14 punti. Non è da meno il Sud/Isole che, a fronte di  un calo di consegne di 3 punti, realizza un aumento degli ordini di quasi 4 punti. Resiste il Nord andando in pareggio con le consegne (-0,44 punti) e perdendo solo un punto negli ordini rispetto a luglio.

Altri articoli...

Barche diverse, ma il mare è uguale per tutti

In un film di qualche anno fa, Woody Allen raccontava la storiella delle due anziane signore ricoverate in una casa di cura. Sedute allo stesso tavolo, consumano un pasto. All’improvviso la prima dice: il mangiare qui è veramente orrendo. La seconda risponde: sì, e poi le porzioni sono così piccole... 
Ecco: più o meno la storia degli incentivi per l’acquisto delle auto stanziati dal Governo lo scorso anno e poi ancora nella Legge di Bilancio 2021. Si è sentito dire: sbagliata la tempistica, sbagliata la distribuzione, utili solo ad anticipare la domanda e quindi non realmente efficaci per rimettere in piedi il sistema. Eppure: perché porzioni così piccole?, si è alla fine sentito chiosare.
È vero: si poteva fare di più e si poteva fare meglio. E probabilmente sì, non hanno fatto e non faranno che anticipare la domanda, e si esauriranno troppo presto, e danneggeranno il mercato dei mesi a seguire… Tutto quel che si vuole. Ma resta il fatto che gli incentivi sono stati una conquista preziosa. Un passo avanti, e sudatissimo se si considera che una larga parte di quanti governano il Paese ritiene che l’unica auto realmente ecologica è l’auto che non esiste – non perché non è stata ancora inventata, ma perché l’auto non dovrebbe proprio esistere.
Per il settore auto italiano ci sono state cose buone anche dentro la tempesta del Covid, nell’infame 2020, ci ha ricordato il presidente di Federauto, De Stefani Cosentino. Su tutte la consapevolezza acquisita che, chiunque governi la nave, chiunque sia in sala macchine, il mare è lo stesso per tutti i naviganti. E quando si ingrossa a dismisura si fa squadra, si lavora tutti nella stessa direzione per portare la nave in porto. Le Case auto e le Reti di distribuzione, con l’eccezione di pochi casi, hanno lavorato insieme. E insieme hanno lavorato le associazioni della filiera. 
Al di là di risultati di mercato, fatturati, utili, questo è il lascito più prezioso del 2020. Non era scontato che andasse così, e lo conferma il fatto che – non appena svoltato l’angolo del 2021 – come se si fosse entrati in un’epoca altra, come se tutto fosse finito, il microcosmo di eletti che guida il Paese è subito tornato alle vecchie abitudini, nel tentativo forse di ristabilire la vecchia normalità (che invece non tornerà più), quella in cui all’improvviso c’è chi sfila una carta dal castello che fin lì si era miracolosamente tenuto in piedi e fa crollare tutto. La voglia di rissa, di menare le mani, è diffusa; la nuova normalità, gli impedimenti, i divieti generano pressioni enormi - ce lo dicono, anche, le torme di ragazzi che si danno appuntamento in questa o quella città per suonarsele di santa ragione. E ci si può spingere fino a comprendere come la costrizione possa generare desideri di rivolta. 
Ma è qualcosa che non porta da nessuna parte. Il sistema sano si salva proprio come tale, come sistema. Il settore auto in Italia ha certamente scelto questa strada. Non sarà per sempre, è certo: è stato però nel momento giusto, quando davvero serviva. 

Leggi tutto...