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C?? una omogeneit? di vedute per le immatricolazioni di marzo, che conosceremo solo il 2 aprile. Il nostro Panel indica, come media, 152.373 immatricolazioni con una flessione del 19,2% rispetto al marzo dello scorso anno, che produsse poco pi? di 188.000 targhe.? Se consideriamo che il terzo mese dell?anno ha fatto registrare? dal 1997 in poi valori sempre ampiamente superiori alle 200.000 immatricolazioni, non si fa certo fatica a comprendere in che razza di buco nero si ? andato ad infilare il mercato dell?auto.

Il nostro Panel, formato - come ben sanno i nostri fedeli lettori - da Concessionari che conoscono assai bene il loro mercato di riferimento e che sono quindi in grado di dare valutazioni sostanzialmente vicine alla realt?,? in tempi recenti ha peccato di ottimismo, come dimostrato dalle indicazioni emerse per gennaio e febbraio: il Panel, per i due mesi iniziali dell?anno aveva indicato rispettivamente 146.600 e 135.000 targhe,? sforando per eccesso rispetto ai dati ministeriali che hanno indicato per gennaio 137.119 immatricolazioni e per febbraio? 130.661. Ma, come diciamo in altra parte di questo numero di InterAutoNews, fare previsioni diventa sempre pi? complesso per il notevole quantitativo di anomalie che caratterizza la domanda italiana in questo periodo.

Tornando alla previsione del nostro Panel per il mese di marzo, ci sono di conforto le indicazioni emerse dall?Anfia e dall?Unrae, le due associazioni cha rappresentano rispettivamente la filiera dell?auto italiana e le Case estere presenti e operanti nel nostro mercato.? Le due associazioni hanno indicato valori che ruotano attorno alle 150.000 unit? e c?? da augurarsi che stavolta le previsioni non vengano abbattute come i caccia nemici in guerra da qualche arma segreta, come ad esempio il numero extralarge delle immatricolazioni di fine mese, farcite delle mai abbastanza discusse Km0.

A completare il quadro previsionale del nostro Panel ci sono gli ordini, che vengono indicati in 148.411 unit?, con una flessione del 20,3% sull?analogo dato del marzo dello scorso anno. E per le citate Km0, si indicano poco meno di 10.000 unit?, pari al 6,5% del totale delle immatricolazioni previste. Qui, a nostro avviso, potrebbe fare la sua comparsa l?imprevisto. Ma lo sapremo solo a cose fatte.

Con la scheda mensile che inviamo ai nostri Concessionari, c?era questo mese una domanda specifica riguardante le auto martoriate dal superbollo. Chiedevamo in che misura si era ridotto il business di questo tipo di automobili. La risposta ? allarmante: 49,5% di contrazione delle trattative e delle vendite. Un segnale che la dice lunga sull?errore commesso dal governo che fra blitz della Finanza e sovrattassa ha messo in ginocchio il settore delle automobili di lusso, alle quali chi fa il proprio dovere nei confronti del Fisco dovrebbe poter accedere senza remore. Nei fatti, invece, c?? stata una vera e propria fuga di clienti, con la conseguenza che lo Stato non incasser? i milioni previsti con il varo della tassa e i Concessionari hanno perso una fetta assai importante dei loro clienti sia per il nuovo, sia per l?usato.

Sconti, al Sud e nelle Isole le offerte pi? congrue

Periodo Febbraio 2012 ?Gennaio 2012
? BENZINA DIESEL GPL BENZINA DIESEL GPL
Nord 14,09% 14,34% 13,88% 13,24% 13,42% 12,39%
Centro 14,00% 13,82% 13,23% 15,01% 13,68% 12,05%
Sud e Isole 15,74% 15,20% 15,69% 14,74% 13,79% 15,02%
Media 14,61% 14,45% 14,27% 14,33% 13,63% 13,15%

Il rilevamento mensile relativo agli sconti, continua a dirci che la vera battaglia dei prezzi si svolge nei mercati del Sud del Paese e nelle Isole.? Rispetto a valori vicini o inferiori al 14%, questo indice ? ampiamente superato nei territori cui abbiamo fatto riferimento. La ripresina delle vendite di vetture a Gpl trova conferma nei valori degli sconti, inferiori alla media ma perch? spesso l?impianto a gas viene offerto gratuitamente. Tutto sommato, le regioni del centro Italia sono quelle che controllano meglio l?andamento degli sconti.

?Le auto a gasolio continuano a tirare la volata

Periodo Febbraio 2012 Gennaio 2012
? CONSEGNE ORDINI CONSEGNE ORDINI
Nord 46,01% 42,34% 44,44% 46,74%
Centro 54,15% 47,67% 55,52% 50,48%
Sud e Isole 58,43% 58,29% 67,92% 61,26%
Media 52,86% 49,43% 55,96% 52,83%

Il Diesel, che ormai non soltanto in Italia domina la scena anche con quei clienti che non affrontano lunghe percorrenze annue, prosegue la sua corsa. Dal Panel emerge? un netto distacco della domanda fra Nord e Sud del Paese, con oltre 10 punti di differenza, differenza ancor pi? vistosa quando si parla degli ordini.? ? decisamente curioso che, pur essendo il prezzo del gasolio ormai molto vicino a quello della benzina, ci sia questo orientamento di massa verso le vetture Diesel.

Barche diverse, ma il mare è uguale per tutti

In un film di qualche anno fa, Woody Allen raccontava la storiella delle due anziane signore ricoverate in una casa di cura. Sedute allo stesso tavolo, consumano un pasto. All’improvviso la prima dice: il mangiare qui è veramente orrendo. La seconda risponde: sì, e poi le porzioni sono così piccole... 
Ecco: più o meno la storia degli incentivi per l’acquisto delle auto stanziati dal Governo lo scorso anno e poi ancora nella Legge di Bilancio 2021. Si è sentito dire: sbagliata la tempistica, sbagliata la distribuzione, utili solo ad anticipare la domanda e quindi non realmente efficaci per rimettere in piedi il sistema. Eppure: perché porzioni così piccole?, si è alla fine sentito chiosare.
È vero: si poteva fare di più e si poteva fare meglio. E probabilmente sì, non hanno fatto e non faranno che anticipare la domanda, e si esauriranno troppo presto, e danneggeranno il mercato dei mesi a seguire… Tutto quel che si vuole. Ma resta il fatto che gli incentivi sono stati una conquista preziosa. Un passo avanti, e sudatissimo se si considera che una larga parte di quanti governano il Paese ritiene che l’unica auto realmente ecologica è l’auto che non esiste – non perché non è stata ancora inventata, ma perché l’auto non dovrebbe proprio esistere.
Per il settore auto italiano ci sono state cose buone anche dentro la tempesta del Covid, nell’infame 2020, ci ha ricordato il presidente di Federauto, De Stefani Cosentino. Su tutte la consapevolezza acquisita che, chiunque governi la nave, chiunque sia in sala macchine, il mare è lo stesso per tutti i naviganti. E quando si ingrossa a dismisura si fa squadra, si lavora tutti nella stessa direzione per portare la nave in porto. Le Case auto e le Reti di distribuzione, con l’eccezione di pochi casi, hanno lavorato insieme. E insieme hanno lavorato le associazioni della filiera. 
Al di là di risultati di mercato, fatturati, utili, questo è il lascito più prezioso del 2020. Non era scontato che andasse così, e lo conferma il fatto che – non appena svoltato l’angolo del 2021 – come se si fosse entrati in un’epoca altra, come se tutto fosse finito, il microcosmo di eletti che guida il Paese è subito tornato alle vecchie abitudini, nel tentativo forse di ristabilire la vecchia normalità (che invece non tornerà più), quella in cui all’improvviso c’è chi sfila una carta dal castello che fin lì si era miracolosamente tenuto in piedi e fa crollare tutto. La voglia di rissa, di menare le mani, è diffusa; la nuova normalità, gli impedimenti, i divieti generano pressioni enormi - ce lo dicono, anche, le torme di ragazzi che si danno appuntamento in questa o quella città per suonarsele di santa ragione. E ci si può spingere fino a comprendere come la costrizione possa generare desideri di rivolta. 
Ma è qualcosa che non porta da nessuna parte. Il sistema sano si salva proprio come tale, come sistema. Il settore auto in Italia ha certamente scelto questa strada. Non sarà per sempre, è certo: è stato però nel momento giusto, quando davvero serviva. 

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