I cookie ci aiutano a fornire, proteggere e migliorare i servizi di InterAutoNews.
Continuando a usare il nostro sito, accetti la nostra normativa sui cookie.

Articoli

Altro gradino scalato nella lunga (e lenta) risalita del mercato italiano. Lo scompenso registrato a giugno (132.457 immatricolazioni, -23%) è risultato sì meno pesante di quanto preventivato dal Panel (112.000 consegne, -35%), ma è pur vero che il mercato italiano rimane, al momento, molto indietro rispetto a Germania, Spagna e Francia, dove sono già in atto sostegni governativi e incentivi specifici per il settore. Pare invece che per i nostri incentivi bisognerà aspettare ancora un po’. Al momento di andare in stampa, infatti, si può ragionare solo sull’approvazione di un emendamento da parte del Governo che prevede, all’interno del testo definitivo del Decreto Rilancio, anche degli incentivi alla rottamazione che potrebbero entrare in vigore a partire dal 1° agosto. Tale emendamento necessita ancora di alcuni passaggi, quali l’approvazione da parte della Camera e uno stanziamento da 50 milioni di euro, una somma che potrebbe non essere sufficiente a soddisfare tutte le richieste. Vedremo. Intanto dobbiamo occuparci dei numeri di giugno. E non è cosa piacevole: Noleggi a -39,4% nel mese e -50% nel semestre, con effetto Covid ancora molto evidente nel breve termine (-72% e -64% rispettivamente) e vendite a Società/Business a -44% a giugno e -51% nel cumulato; qualche segnale di ripresa arriva dai Privati, che passano dal -35% di maggio al -7,7% di giugno, anche se l’esito semestrale rimane pesante (-42%). Si contano ancora i danni, quindi, e c’è ancora molto timore per il futuro. Ma nelle concessionarie del Panel si rileva una certa dinamicità. Anche se più di un Panelista ci ha risposto che crede che non si riavrà “mai” dalle vendite perse nell’ultimo quadrimestre, la media generale di recupero è risultata in 13,2 mesi. La raccolta ordini di giugno si è sì attestata al -11,32% nel confronto con giugno 2019, ma d’altro canto cresce di quasi il 50% rispetto a maggio 2020. Di livello pre-Covid la percentuale di preventivi convertiti in ordini, 23%, e aumenta anche la media venditore passata dagli 8 veicoli di maggio ai 10 di giugno. Fra le auto più vendute a giugno, la “solita” Fiat Panda, ma anche Citroën C3 e Peugeot 2008. Molto alta la media dei contatti realizzati a giugno, oltre 2.600, fra i quali spiccano quelli ottenuti tramite il tradizionale telefono (466) che quasi tiene testa a quelli realizzati online (543). In ascesa verticale le visite social, con una media di quasi 17.000 visualizzazioni e molto buono è anche il numero dei lead (264) che però perdono terreno in fase di realizzazione contratto (5,68%). Per luglio i nostri Panelisti prevedono una raccolta ordini in concessionaria del -7,53% rispetto a luglio 2019 con un aumento al 5,17% del ricorso alle Km0, e poco più di 140.000 immatricolazioni per l’intero mercato Italia, per una diminuzione dell’8,81% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, a parità di giorni lavorativi. Il dato è plausibile e conforme al trend di lenta risalita degli ultimi mesi, non fosse altro che adesso ci sarà chi aspetterà effettivamente l’erogazione degli incentivi prima di sbilanciarsi a effettuare l’acquisto.

 

Calma piatta estiva nel panorama degli sconti di giugno, a livello nazionale, per tutte le alimentazioni, ove tutto si risolve nel mero punto percentuale: diminuzioni di 0,64 punti per le Benzina e di 0,47 per le Alternative, mentre gli sconti per le auto Diesel aumentano di quasi un punto. Similare il trend nelle aree geografiche, con l’aumento più evidente che riguarda le Diesel in Centro Italia (+1,5 punti) mentre la diminuzione più ampia riguarda le auto a Benzina al Nord Italia. Vicine al punto percentuale di aumento anche le Alternative al Centro (+1) e nel Sud/Isole (+0,82).

 

Immarcescibile il Diesel che, a giugno, ritorna a galla per l’ennesima volta, a livello nazionale, sia nelle consegne (+2,70 punti rispetto a maggio) sia riguardo gli ordini con oltre 5 punti di crescita. Italia spaccata a metà nell’analisi delle aree geografiche con aumenti sia al Nord, +5,86 punti le consegne e +9 gli ordini, sia al Centro (+2,67 e +10,67 punti rispettivamente), mentre nel Sud/Isole, si perdono inaspettatamente 2,80 punti di consegne e 3,87 punti di ordini rispetto a maggio.

 

Altri articoli...

Di speranza e di passione, ammissioni di colpa dovute

Ammissione di colpa, paragrafo 1. Su queste pagine si è molto scritto a proposito del disinteresse delle istituzioni italiane nei confronti del settore Automotive italiano. Si è scritto di disinformazione, non ascolto, non comprensione, ostilità, sfruttamento (del settore, come fosse un bancomat o una bestia da latte), eccetera. Lo si è fatto in passato, lo si è fatto con l’attuale Governo e le attuali istituzioni, perché – pur passando il tempo e i Governi – nel tempo è parso di intravedere una certa continuità di atteggiamento. D’altronde, fresco è ancora il ricordo di Salvini che si spende compiaciuto per l’Automotive italiano dal palco di Verona, ancora fresco – andando più indietro - è il ricordo della prima volta in cui si sentì parlare della necessità di istituire una cabina di regia, per coordinare e promuovere “la nuova cultura della mobilità, attenta alla coincidenza tra interessi individuali e collettivi”, perché la nuova mobilità “non accadrà girando una chiave, ma passerà attraverso un lungo periodo di transizione, dove sarà fondamentale la nostra capacità di fare sistema utilizzando al meglio le tecnologie disponibili, pianificando le necessarie infrastrutture e orientando le scelte di politica della mobilità verso l’equazione più efficiente per la collettività” (visione d’insieme, Massimo Nordio allora presidente di Unrae, luglio 2016). 
Ora. Appena qualche settimana fa, spettatori di una delle videoconferenze organizzate da #ADD20, l’Automotive Dealer Day in versione virtual-digitale, abbiamo appreso di essere in torto. E grandemente. Perché, ci è stato rivelato dal presidente di Unrae, Michele Crisci, e dal presidente di Federauto, Adolfo De Stefani Cosentino, Governo e istituzioni che oggi ci regolano e guidano, hanno più volte dimostrato disponibilità, interesse, perfino comprensione delle necessità, ragioni e argomentazioni del mondo dell’auto. Eravamo perciò pronti a rivedere la nostra posizione, ad accogliere con gioia il cambiamento epocale, quasi anche a fare ammenda e a riconoscere la nostra colpa. Senonché, quel giorno lì era l’8 ottobre e via mail ci è arrivato il comunicato congiunto Unrae-Federauto, che recava il titolo “Il mancato rifinanziamento dei fondi per il corrente anno vanifica…”, eccetera. 

Leggi tutto...