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Il nostro Panel di Concessionari? continua a fornire concrete indicazioni ai nostri lettori. Per l?ultimo mese dell?anno? la media delle risposte al nostro questionario pervenute in redazione indica un immatricolato di 114.772 unit?, cosa che porterebbe il totale dell?anno a superare di poco 1.750.000 targhe, per l?esattezza 1.751.071. Se cos? fosse, l?indicazione gi? diffusa a met? anno dagli analisti pi? attenti troverebbe ampia conferma, bocciando gli ottimisti per forza che per il 2011 indicavano valori vicini a l.850.000 se non pi?. D?altronde, il quadro generale di riferimento propone uno scenario ampiamente negativo, con immatricolazioni in progressiva, costante caduta. Dando per buona l?indicazione emersa dalla media delle risposte dei nostri ?panelisti?, ad un -9,3% registrato a fine novembre si andrebbe ad aggiungere un assai pi? pesante -12,6% per dicembre. Per novembre, il nostro Panel aveva indicato 126.848 targhe, meno di quanto poi comunicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (132.579), frutto di una dissennata corsa finale all?immatricolato di Km 0, cosa che ha fatto irritare numerosi top manager che sono alla guida delle Case che operano in Italia. Nessuna volont? di fare processi, ma molto semplicemente vogliamo sottolineare che il nostro Panel, come al solito, aveva visto giusto, indicando un immatricolato pi? basso di quanto poi emerso dalla raccolta dell?ultimo giorno, caratterizzata dall?assegnazione sul filo di lana di oltre 32.000 targhe. Il nostro Panel ha espresso anche una indicazione relativa agli ordini: 124.655,? conferma della bassissima voglia di nuove auto che anima oggi gli italiani, presi da ben altri problemi. La flessione, rispetto al dicembre del 2010 ? di quasi un quarto (-24,10%). Ricordiamo che la raccolta ordini dell?ultimo trimestre ? stata disastrosa, con una flessione che gi? in novembre (130.000 contratti, -20%) aveva dato un segnale evidente della caduta. Abbiamo anche domandato ai nostri ?panelisti? di indicarci, in numeri assoluti e in percentuale sul totale dello stock, la presenza sui piazzali di vetture Km 0. I dati emersi suggeriscono una attenta riflessione sulla dimensione del fenomeno.? La media numerica dice 10,6 auto a Km 0 in stock, equivalenti al 13,5% del totale delle vetture in stock. Facendo due conti, quel valore assoluto moltiplicato per tutti i Concessionari italiani, darebbe? l?allarmante cifra di oltre 36.000 vetture Km 0 ferme sui piazzali delle concessionarie che ad un valore medio di 10.000 euro andrebbero a formare una massa di 360 milioni di euro immobilizzati, che producono non in tutti i casi interessi passivi, visto che alcune Case a quanto pare se le fanno pagare solo quando vengono vendute. Fra i dati raccolti, il nostro Panel indica in 34,2 giorni? il tempo di consegna per le vetture nuove, come dire che siamo praticamente in una situazione che non prevede la presenza, nel mercato, di un portafoglio ordini, che quando (altri tempi!) era consistente, garantiva un buon livello di venduto mensile.

Gli sconti confermano la difficolt? del mercato

Periodo Novembre 2011?? Ottobre 2011
? Benzina Diesel Gpl Benzina Diesel Gpl
Nord 12,88% 13,15% 12,68% 12,17% 12,47% 13,20%
Centro 13,14% 11,72% 13,90% 13,27% 13,93% 10,30%
Sud e Isole 12,60% 12,34% 11,81% 13,03% 12,37% 12,92%
Media 12,87% 12,40% 12,80% 12,82% 12,92% 12,14%

Con una media lievemente superiore per i modelli a benzina, prosegue imperterrita la marcia degli sconti, ormai stabilmente sopra il 12%, cosa che conferma il ridotto margine che resta nelle mani dei Concessionari al termine della trattativa. Rispetto al mese di ottobre si registra una contrazione degli sconti per le vetture a gasolio e una significativa crescita di quelli riferiti alle vetture a Gpl,? vetture che - secondo il Panel - insieme a quelle a metano, rappresenteranno, a fine dicembre, il 6,8% del totale immatricolato.

Continua la corsa del gasolio, fortissima al sud

Periodo Novembre 2011 Ottobre 2011
? Consegne Ordini Consegne Ordini
Nord 46,10% 46,06% 51,54% 46,18%
Centro 62,54% 58,64% 57,69% 59,13%
Sud e Isole 66,23% 64,35% 59,42% 58,61%
Media 58,29% 56,35% 56,22% 54,64%

Secondo le indicazioni del nostro Panel, le vetture a gasolio continuano a crescere in termini di vetture consegnate a cliente finale. Rispetto al 56,2% di ottobre, per novembre la quota ? salita al 58,3%. All?interno del valore medio generale, va evidenziata la fortissima crescita delle consegne al Sud e nelle Isole. In un solo mese, secondo il Panel, si ? passati dal 59,4% al 66,2%, con una differenza fra Nord e Sud di quasi 20 punti percentuali, con il Centro Sud pi? vicino ai valori pi? elevati. Quanto agli ordini, ovviamente essi seguono il trend delle consegne.

Se il food delivery consegna lezioni a domicilio

I l titolo è perentorio: “2030: il food delivery ucciderà i ristoranti. E dalle case spariranno le cucine”. L’articolo, pubblicato dal sito Business Insider, porta la firma di Valerio Mammone. Abbonda di dati e virgolettati, è molto dettagliato. Non parla del mercato delle automobili, naturalmente, ma può risultare istruttivo, se si ha voglia di uscire dalla logica “il nostro è un business unico”. 
Food delivery: consegna di cibo a domicilio. In Italia, ci dice Mammone, il fenomeno esplode nel 2015, con nuove startup (Glovo, Foodora, Deliveroo, UberEats...) venute a rompere il dominio di Just Eat. Nel 2017 il mercato vale 201 milioni di euro, +66% sul 2016. Nel primi mesi del 2018, tra piatti pronti o semplice spesa, più di 4 milioni di italiani hanno scelto la consegna a domicilio almeno una volta al mese. Utilizzatori più assidui: i Millennial, fascia d’età tra i 25 e i 34 anni. Entro il 2022 si prevede che le piattaforme di food delivery genereranno un giro d’affari da 2,5 miliardi di euro. 
Il punto centrale dell’asse che i ristoratori hanno costituito con le piattaforme di food delivery - spiega Business Insider - sono i big data. Migliaia di informazioni vengono raccolte ed elaborate ogni giorno dalle piattaforme e poi, dice Samuele Fraternali dell’Osservatorio e-commerce B2C, “i dati vengono rivenduti ai ristoratori, che così possono profilare gli utenti, sapere quali prodotti vanno di più, quali sono i servizi preferiti, quali zone e fasce orarie rendono di più... Il ristoratore non paga tanto il dato, quanto la sua rielaborazione”.

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