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Dopo un anno di previsioni contenute, per il mese di dicembre 2017, il Panel bypassa i due giorni lavorativi in più rispetto al dicembre del 2016 e si produce in un pronostico da 126.700 vendite che si va poi a discostare del +4,6% su quanto effettivamente immatricolato nel mese, 121.100 unità, -3,17% su dicembre 2016, secondo segno meno dell’anno dopo quello di aprile, mese che presentava le stesse caratteristiche di dicembre, due giorni lavorativi in meno, rispetto all’analogo periodo del 2016. Tale diminuzione non ha comunque inficiato il risultato finale dell’esercizio, il mercato chiude infatti il 2017 con un +7,92% che allinea l’immatricolato finale a quanto previsto a luglio da Unrae (che aveva pronosticato un mercato che avrebbe sfiorato i 2 milioni di unità, senza raggiungerli), e da altri addetti ai lavori, fra i quali noi di InterAutoNews. Le nostre stime, elaborate sulla base delle previsioni forniteci dalle stesse Case hanno generato, per l’intero anno, 1.978.308 vendite, praticamente uno scarto per eccesso sotto il punto percentuale, +0,39% rispetto alle 1.970.497 immatricolazioni comunicate dal Ministero dei Trasporti. Un mercato 2017 caratterizzato dalla calma piatta del canale dei Privati, che dopo essere rimasto per undici mesi sulla linea di galleggiamento, con il -12,2% di dicembre, perde infine l’1,8% su base annua. Mercato salvato quindi dal settore dei Noleggi (+18,2% sul 2016) e soprattutto dalle vendite a Società (+27,5%) che hanno continuato a beneficiare di quel che è rimasto del superammortamento. Si riparte adesso, anche per il 2018, con le previsioni mensili del Panel, il quale, per gennaio, nonostante il giorno lavorativo in più rispetto allo stesso mese del 2017, vede segno meno. Il pronostico dice 170.192 unità, un calo dell’1,07% rispetto alle 172.033 vendite del gennaio dello scorso anno. Vengono previsti in calo anche gli ordini negli showroom dei nostri Concessionari, -3,38% rispetto a gennaio 2017, d’altronde la percentuale di preventivi convertiti in ordini, a dicembre, è scesa di quasi un punto percentuale rispetto a novembre. Sempre ottimistica la previsione del Panel relativamente alle Km0, che vengono spesso immaginate pari, o meno, del 10% del totale venduto mensile, salvo poi raggiungere il 12/13% o addirittura a superare il 15%, come successo a dicembre, e in un paio di altre occasioni. Più allineate alla realtà le previsioni sulle vendite di auto ad alimentazione alternativa, è del 10,24% la quota pronosticata per gennaio. Sondaggio forse scontato, ma necessario, quello che questo mese abbiamo proposto sia ai nostri Concessionari sia agli utenti del nostro sito www.interautonews.it. Riuscirà il mercato italiano a mantenersi in crescita anche nel 2018? Il 27% dei Concessionari del Panel dice di no. Il 58%, una bella fetta quindi, vede una crescita inferiore al 5% mentre un più sparuto 15% pensa ad un aumento tra il 5% e il 10%. Nessuno (0%) si è azzardato a pronosticare una crescita superiore al 10%. Proporzioni un po’ diverse per gli utenti del sito Internet, ma la sostanza non cambia. Staremo a vedere.
Nessuno scossone, a dicembre, riguardo gli sconti per tutte le alimentazioni. La maggior variazione riguarda il diesel, ma si parla di un aumento di 0,15 punti percentuali su base nazionale rispetto a novembre. Pochi centesimi di punto di aumento per benzina (+0,07) e alternative (+0,06). Nelle aree geografiche gli unici aumenti riguardano benzina (+0,69 punti) e diesel (+1,33) al Nord e alimentazioni alternative nel Sud/Isole (+1,33). Tutti gli altri sconti in calo, ma entro il punto percentuale.
Sempre altalenante l’andamento del diesel che, a dicembre, vede un’impennata sia nelle consegne sia negli ordini. Le consegne aumentano di oltre 8 punti percentuali a livello nazionale rispetto ad ottobre, spinte dagli oltre 15 punti in più al Sud e nelle Isole, tradizionali roccaforti delle vendite di auto con questo tipo di alimentazione. Crescono anche gli ordini di quasi cinque punti (+4,98). Nell’analisi delle aree geografiche, oltre al Sud/Isole che si distinguono anche per l’aumento degli ordini (+8,19 punti rispetto a novembre), spiccano i 5,79 punti di aumento delle consegne al Nord.

 

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Se il food delivery consegna lezioni a domicilio

I l titolo è perentorio: “2030: il food delivery ucciderà i ristoranti. E dalle case spariranno le cucine”. L’articolo, pubblicato dal sito Business Insider, porta la firma di Valerio Mammone. Abbonda di dati e virgolettati, è molto dettagliato. Non parla del mercato delle automobili, naturalmente, ma può risultare istruttivo, se si ha voglia di uscire dalla logica “il nostro è un business unico”. 
Food delivery: consegna di cibo a domicilio. In Italia, ci dice Mammone, il fenomeno esplode nel 2015, con nuove startup (Glovo, Foodora, Deliveroo, UberEats...) venute a rompere il dominio di Just Eat. Nel 2017 il mercato vale 201 milioni di euro, +66% sul 2016. Nel primi mesi del 2018, tra piatti pronti o semplice spesa, più di 4 milioni di italiani hanno scelto la consegna a domicilio almeno una volta al mese. Utilizzatori più assidui: i Millennial, fascia d’età tra i 25 e i 34 anni. Entro il 2022 si prevede che le piattaforme di food delivery genereranno un giro d’affari da 2,5 miliardi di euro. 
Il punto centrale dell’asse che i ristoratori hanno costituito con le piattaforme di food delivery - spiega Business Insider - sono i big data. Migliaia di informazioni vengono raccolte ed elaborate ogni giorno dalle piattaforme e poi, dice Samuele Fraternali dell’Osservatorio e-commerce B2C, “i dati vengono rivenduti ai ristoratori, che così possono profilare gli utenti, sapere quali prodotti vanno di più, quali sono i servizi preferiti, quali zone e fasce orarie rendono di più... Il ristoratore non paga tanto il dato, quanto la sua rielaborazione”.

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