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La grande confusione che ha ?governato? le consegne di marzo, ha avuto riflessi anche sulle indicazioni emerse dal lavoro dei nostri ?panelisti?, che avevano indicato 152.373 targhe, rispetto alle 138.137 unit? registrate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, valore che ha riportato il mercato indietro di oltre trent?anni.? D?altronde, i Concessionari che aderiscono al nostro Panel hanno dalla loro l?esperienza sul campo ma non la sfera di cristallo e quindi non hanno potuto dare un peso ragionevole all?agitazione delle bisarche, che ha assunto toni anche drammatici nel corso del mese, toni che hanno spinto Fiat Automobiles addirittura a sospendere il lavoro su alcune linee produttive.
D?altronde, enti molto autorevoli in termini previsionali come Anfia e Unrae avevano anch?essi indicato valori che ruotavano attorno alle 150.000 consegne, a conferma della oggettiva difficolt? di individuare quella che sarebbe stata la realt? dei fatti.
Ora ci troviamo ad affrontare un altro mese, quello di aprile, che porter? con s? altre incognite. Il trasporto delle vetture ? ripreso regolarmente, in attesa di un incontro chiarificatore fra le parti e con l?intervento di un rappresentante del governo. Ma il dubbio resta, perch? se ? vero che le bisarche hanno condizionato le immatricolazioni di marzo, ? anche vero che nell?ultimo giorno utile sono state consegnate 30.000 vetture, pi? o meno quante ne furono consegnate nel marzo del 2011, quando le bisarche facevano regolarmente il loro lavoro. Insomma, qualche dubbio ? pi? che lecito.
Per il mese di aprile, il Panel indica 136.100 targhe, superando di poco la previsione dell?Anfia (come si pu? rilevare a pagina 69 di questo numero) e quella non ufficializzata dell?Unrae, anch?essa? posizionata fra 132.000 e 135.000 immatricolazioni. Il nostro Panel ha anche indicato la dimensione delle immatricolazioni di Km0 che in aprile non dovrebbero superare - con 7.108 immatricolazioni - il 5,2% di quota,? mentre per quanto riguarda gli ordini, elemento che pi? degli altri serve per interpretare l?andamento del mercato, il valore emerso come media dai dati forniti del Panel ? di 137.698 contratti, confermando la tendenza ad un deprimente equilibrio fra ordini e targhe, cosa che riflette dunque l?assenza di un vero portafoglio di ordini, a parte le attese gi? in essere per alcuni modelli molto richiesti e poco disponibili, cosa che ovviamente fa la felicit? dei Dealer che gestiscono quelle situazioni e delle Case che essi rappresentano.
Interessante, infine, l?indicazione relativa alle previsioni di immatricolazione di vetture a gas (sia Gpl, sia metano) che per i Concessionari dovrebbe concretizzarsi in un significativo 13,7%, confermando come l?interesse per motorizzazioni alternative stia crescendo di nuovo, anche se non possiamo dimenticare che alcune Reti stanno offrendo le motorizzazioni a gas allo stesso prezzo delle motorizzazioni a benzina.
Ultima annotazione, decisamente allarmante: abbiamo chiesto ai Concessionari che gestiscono prodotti nuovi e usati gravati dal superbollo come stanno andando le vendite: il risultato ? allarmante, perch? la domanda si ? praticamente dimezzata, perdendo? per l?esattezza il 47,1%.

Al sud sconti pi? alti, per salvare il mercato

Periodo Marzo 2012?? Febbraio 2012??
? BENZINA DIESEL GPL BENZINA DIESEL GPL
NORD 14,11% 14,45% 12,60% 14,09% 14,34% 13,88%
CENTRO 12,41% 13,18% 12,92% 14,00% 13,82% 13,23%
SUD E ISOLE 16,10% 16,38% 16,55% 15,74% 15,20% 15,69%
MEDIA 14,21% 14,67% 14,02% 14,61% 14,45% 14,27%

?L?arma degli sconti continua ad essere lo strumento pi? usato nel tentativo di arginare la caduta delle vendite. La cosa assume particolare rilevanza al Sud e nelle Isole, dove per le auto a benzina si registrano 4 punti in pi? rispetto al Centro e 2 rispetto al Nord, che delle tre aree Nielsen ? quella pi? in linea con la media del mercato. Pi? elevata la scontistica per i diesel e meno per il Gpl, che ha ripreso a ?tirare? pi? che in un recente passato.

Le vetture a gasolio corrono sempre di pi?

Periodo Marzo 2012 Febbraio 2012
? CONSEGNE ORDINI CONSEGNE ORDINI
NORD 48,71% 46,78% 46,01% 42,34%
CENTRO 53,82% 49,39% 54,15% 47,67%
SUD E ISOLE 65,42% 60,42% 58,43% 58,29%
MEDIA 55,98% 52,19% 52,86% 49,43%

Nel mese di marzo le consegne di vetture Diesel si avvicinano al 56%, mantenendosi in quota rispetto alle indicazioni che emergono dai dati ministeriali, registrando un aumento di 3 punti rispetto a febbraio sia per quanto riguarda le consegne, sia per quanto attiene gli ordini. Da sottolineare che il gasolio raccoglie pi? consensi al Sud e nelle Isole che non al Nord e al Centro del nostro Paese.

Se il food delivery consegna lezioni a domicilio

I l titolo è perentorio: “2030: il food delivery ucciderà i ristoranti. E dalle case spariranno le cucine”. L’articolo, pubblicato dal sito Business Insider, porta la firma di Valerio Mammone. Abbonda di dati e virgolettati, è molto dettagliato. Non parla del mercato delle automobili, naturalmente, ma può risultare istruttivo, se si ha voglia di uscire dalla logica “il nostro è un business unico”. 
Food delivery: consegna di cibo a domicilio. In Italia, ci dice Mammone, il fenomeno esplode nel 2015, con nuove startup (Glovo, Foodora, Deliveroo, UberEats...) venute a rompere il dominio di Just Eat. Nel 2017 il mercato vale 201 milioni di euro, +66% sul 2016. Nel primi mesi del 2018, tra piatti pronti o semplice spesa, più di 4 milioni di italiani hanno scelto la consegna a domicilio almeno una volta al mese. Utilizzatori più assidui: i Millennial, fascia d’età tra i 25 e i 34 anni. Entro il 2022 si prevede che le piattaforme di food delivery genereranno un giro d’affari da 2,5 miliardi di euro. 
Il punto centrale dell’asse che i ristoratori hanno costituito con le piattaforme di food delivery - spiega Business Insider - sono i big data. Migliaia di informazioni vengono raccolte ed elaborate ogni giorno dalle piattaforme e poi, dice Samuele Fraternali dell’Osservatorio e-commerce B2C, “i dati vengono rivenduti ai ristoratori, che così possono profilare gli utenti, sapere quali prodotti vanno di più, quali sono i servizi preferiti, quali zone e fasce orarie rendono di più... Il ristoratore non paga tanto il dato, quanto la sua rielaborazione”.

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