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Stando ai risultati previsionali degli ultimi mesi, il nostro Panel di Concessionari sembra aver trovato la strada giusta per individuare con scostamenti assolutamente accettabili il mercato del mese. Per luglio il nostro Panel aveva indicato, come media,? 108.015 targhe che sono poi risultate inferiori appena di 809 unit? (-0,7%) rispetto a quanto poi comunicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Dopo la pausa di agosto, la previsione per settembre era stata di 111.234 immatricolazioni, mentre il dato ufficiale diffuso dal Ministero ha indicato 109.178 targhe. Anche in questo caso, lo scostamento dell?1,8% rientra nei margini abituali? delle previsioni. Ora, per ottobre, il nostro Panel indica 114.400 immatricolazioni. Si tratterebbe di una flessione del solo 14,25% rispetto al -20,46% del cumulato dei primi otto mesi. Ma la cosa si spiega con la presenza nel mese di ottobre di quest?anno di due giorni lavorativi in pi? che ovviamente portano a proiettare un ottobre solo apparentemente meno drammatico degli ultimi mesi. Dove i partecipanti al nostro Panel continuano invece a tenere un comportamento ondivago ? per quanto riguarda gli ordini. In luglio avevano indicato 99.306 contratti, mentre nei fatti la raccolta, resa nota da Unrae e Anfia, ? stata di? 96.979 ordini.? Per settembre l?indicazione ? stata di 108.953 contratti contro i 114.000 indicati dallo scambio di informazioni delle due associazioni. Ora, per ottobre, la raccolta dei contratti? si attesta, sempre secondo i nostri panelisti, sulle 121.174 unit?, con una flessione del 14,25% rispetto agli ordini raccolti nell?ottobre del 2011. Potranno interessare anche le altre previsioni indicate dal nostro Panel: le Km0 in ottobre dovrebbero ammontare a 6.830 unit?, pari al 5,97% dell?immatricolato indicato, mentre l?attesa per la quota di immatricolato di vetture a gas (Gpl e metano) viene indicato nel 18,65%, avvicinandosi cos?? ad un quinto del mercato. Interessante,? infine, il risultato del sondaggio che questa volta avevamo dedicato all?ipotesi di un eventuale ritorno alla commissionaria. ? stato quasi un plebiscito, con il 78,89% di favorevoli. Questo sondaggio merita una chiosa: sono state numerose le chiamate (e le mail) giunte in redazione per chiedere cosa fosse la commissionaria, confermando cos? che per una certa parte della platea di Concessionari quel tipo di contratto che prevedeva la consegna al Dealer delle vetture in conto vendita appartiene ad un passato cos? remoto da essere sconosciuto. Ci sembra comunque interessante che quella parte di Concessionari che ha vissuto o ha comunque conosciuto il rapporto di commissionaria con la Casa mandante abbia accolto in modo tanto ampio l?ipotesi di un ritorno a quella formula di rapporto, che - visto nell?ottica della situazione di oggi - alleggerirebbe in modo significativo il peso economico dello stock, favorendo una migliore gestione finanziaria dell?azienda, con un ricorso chiaramente minore all?oneroso sostegno delle banche.

Prosegue senza soste la guerra dei prezzi

Periodo Settembre 2012?? Luglio 2012??
? BENZINA DIESEL GPL BENZINA DIESEL GPL
NORD 13,58% 13,89% 14,97% 12,61% 12,86% 13,59%
CENTRO 16,79% 15,20% 14,86% 14,00% 13,83% 11,24%
SUD E ISOLE 16,33% 16,30% 14,16% 16,05% 16,79% 15,86%
MEDIA 15,56% 15,13% 14,66% 14,22% 14,49% 13,56%

Il quadro degli sconti ? sempre pi? allarmante, poich? ? il chiaro segnale di una situazione di stallo delle vendite che si cerca, spesso senza riuscirci, di sbloccare praticando sconti che vanno ben oltre i margini concessi dalle Case ai Dealer. ? presumibile che in questi valori siano compresi anche quegli sconti di facciata derivanti dalla supervalutazione dell?usato, altro settore che langue, stando almeno ai dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dove si legge che nei primi nove mesi? la flessione dei passaggi di propriet? (-11,64%) in assoluto sfiora le 400.000 unit?.

Il gas avanza e anche il Diesel sta perdendo colpi

Periodo Settembre 2012 Luglio 2012
? CONSEGNE ORDINI CONSEGNE ORDINI
NORD 49,87% 47,02% 52,19% 49,02%
CENTRO 43,93% 42,05% 54,41% 53,03%
SUD E ISOLE 52,19% 52,97% 51,03% 50,43%
MEDIA 48,66% 47,35% 52,54% 50,83%

Rispetto al mese di luglio, consegne e ordini di vetture a gasolio in settembre segnalano una notevole contrazione. Secondo il nostro Panel, si tratta di una scivolata di 4 punti nelle consegne e di 3,5 punti negli ordini. Non ? poca cosa, anche se la spiegazione c?? ed ? anche logica: la forte e impetuosa crescita della domanda di vetture bifuel gas-benzina hanno? inizialmente corroso i valori di vendita delle versioni a benzina e ora addentano anche le Diesel, che comunque tengono nel complesso ancora abbastanza bene il mercato, grazie anche a una serie di modelli nuovi o rinnovati, apparsi in tempi recenti sul mercato.

Se il food delivery consegna lezioni a domicilio

I l titolo è perentorio: “2030: il food delivery ucciderà i ristoranti. E dalle case spariranno le cucine”. L’articolo, pubblicato dal sito Business Insider, porta la firma di Valerio Mammone. Abbonda di dati e virgolettati, è molto dettagliato. Non parla del mercato delle automobili, naturalmente, ma può risultare istruttivo, se si ha voglia di uscire dalla logica “il nostro è un business unico”. 
Food delivery: consegna di cibo a domicilio. In Italia, ci dice Mammone, il fenomeno esplode nel 2015, con nuove startup (Glovo, Foodora, Deliveroo, UberEats...) venute a rompere il dominio di Just Eat. Nel 2017 il mercato vale 201 milioni di euro, +66% sul 2016. Nel primi mesi del 2018, tra piatti pronti o semplice spesa, più di 4 milioni di italiani hanno scelto la consegna a domicilio almeno una volta al mese. Utilizzatori più assidui: i Millennial, fascia d’età tra i 25 e i 34 anni. Entro il 2022 si prevede che le piattaforme di food delivery genereranno un giro d’affari da 2,5 miliardi di euro. 
Il punto centrale dell’asse che i ristoratori hanno costituito con le piattaforme di food delivery - spiega Business Insider - sono i big data. Migliaia di informazioni vengono raccolte ed elaborate ogni giorno dalle piattaforme e poi, dice Samuele Fraternali dell’Osservatorio e-commerce B2C, “i dati vengono rivenduti ai ristoratori, che così possono profilare gli utenti, sapere quali prodotti vanno di più, quali sono i servizi preferiti, quali zone e fasce orarie rendono di più... Il ristoratore non paga tanto il dato, quanto la sua rielaborazione”.

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