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Il mercato italiano dell?automobile continua ad andare avanti alla saltafosso, inanellando comunque risultati sempre negativi (siamo arrivati a 22 mesi consecutivi o addirittura 36 se escludiamo il maggio e l?agosto del 2011), ma senza una omogeneit? che consenta di capire a che punto siamo della grande crisi. E in questa situazione, i Concessionari che alimentano costantemente il nostro Panel, hanno molte difficolt? a individuare una realt? che prende forma solo nella parte finale del mese, quando le Case decidono di spingere sull?acceleratore delle Km0 pur di salvare quella quota di mercato che ha valore per le Case costruttrici, ma che non ha alcun valore per i Concessionari che non fatturano quote ma unit? vendute.
Per maggio, ultimo esempio concreto, il Panel aveva indicato un immatricolato medio di 130.700 targhe, ma poi al tirare delle somme il comunicato diffuso da Unrae ed Anfia sulla base dei dati resi noti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha indicato 136.129 targhe, andando ben oltre le previsioni di chi ? in prima linea e che quindi dovrebbe essere in grado di valutare meglio le tendenze della domanda. Il fatto ?, che a parte le oggettive difficolt? di valutare il mercato nel breve periodo, ci sono di mezzo molte variabili che rendono complicata qualsiasi previsione.
In questo quadro abbastanza distorto, il nostro Panel indica per il mese di giugno l?immatricolazione di 123.823 nuove vetture, con una flessione contenuta in un accettabile -4,1%, dando vita al secondo mese con flessione ad una cifra (l?altro fu quello di marzo), ma senza consentire un ragionamento di tendenza, vista l?altalena delle flessioni dall?inizio dell?anno.
Quella che rimane? una previsione pi? che attendibile ? quella che indica per l?intero 2013 non pi? di 1.250.000 immatricolazioni, quindi con un ulteriore contrazione della domanda rispetto al gi? avvilente 2012, allungando a sei anni la presenza dell?indicatore annuale in terreno negativo, oltretutto senza capire sino a quando il trend non compir? l?attesa conversione a U.
Per restare alle indicazioni emerse dalla raccolta dei dati del nostro Panel, appare interessante la previsione della raccolta ordini: 99.635 contratti, con una flessione del 3,59% su quelli raccolti nel giugno dello scorso anno. In assoluto si tratta di una dimensione contenuta, specie rispetto ai 180.000-200.000 contratti mediamente raccolti negli anni fra il 1998 e il 2007. Per quanto riguarda la previsione delle vendite di auto a gas (Gpl e metano) per giugno la quota indicata dal Panel ? del 18,15%. Una conclusione, infine, che esula dalle valutazioni richieste ai Dealer che aderiscono al nostro Panel. Abbiamo chiesto una opinione sul Motor Show di Bologna, per capire se ? ancora un evento interessante per il business dell?automobile. La risposta ? stata quasi un plebiscito: l?82,3% di coloro che hanno espresso la loro opinione,? hanno affermato che le Case che essi rappresentano dovrebbero partecipare all?evento bolognese.

Sconti stabili al Nord, in calo al Centro, aumenti al Sud

Periodo Maggio 2013 Aprile 2013
BENZINA DIESEL GPL BENZINA DIESEL GPL
Nord 14,41% 15,69% 15,89% 14,07% 14,74% 14,66%
Centro 11,42% 11,08% 10,36% 12,00% 11,77% 12,46%
Sud e Isole 16,00% 16,10% 15,00% 15,47% 15,34% 13,24%
Media 13,94% 14,29% 13,75% 13,84% 13,95% 13,46%

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Sempre molto forte la battaglia dei prezzi, unica proposta che sembra attrarre chi si avventura negli showroom dei Concessionari. Mentre la media nazionale si colloca attorno al 14%,? va evidenziato che al Nord c?? una sostanziale stabilit?, al Centro si registra un certo calo e al Sud la pratica degli sconti sembra diventare pi? aggressiva, evidentemente per il calo delle vendite in quell?area: rispetto alla media nazionale del -7,7%, nell?Italia meridionale la contrazione del mercato in maggio ? del 13% e nelle Isole del 14,3%.

Le diesel al sud tengono pi? del mercato nazionale

Periodo Maggio 2013 Aprile 2013
CONSEGNE ORDINI CONSEGNE ORDINI
Nord 53,24% 53,17% 50,33% 52,06%
Centro 54,05% 52,44% 50,90% 41,13%
Sud e Isole 59,81% 56,00% 53,67% 56,89%
Media 55,70% 53,87% 51,63% 50,03%

Mentre in Italia la quota delle immatricolazioni di vetture a gasolio si collocano, nel mese di maggio, al 53% del mercato totale e in crescita di circa 2 punti rispetto al maggio dello scorso anno, con i primi 5 mesi a quota 53,4%, le vendite disaggregate dicono che la situazione non ? omogenea in tutto il Paese. Le consegne di auto a gasolio? al Nord sono in linea quasi perfetta con la domanda del mercato, al Centro? di un punto in pi? ma ? al Sud e nelle Isole che le diesel sono nettamente pi? richieste che nel resto del Paese,? sfiorando il 60%.

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Dealer, quando la lotta fa bene alla pace

Dentro la sollevazione pronta e unitaria del settore auto italiano seguita all’introduzione dell’Ecotassa – sollevazione che è stata fin qui il solo e unico benefico effetto sortito dalla non comprensibile decisione del Governo – sono scomparsi d’incanto le turbolenze e il progetto di scissione all’interno del mondo delle rappresentanze dei Concessionari italiani. Una conquista enorme, considerato il clima dello scorso anno e i toni forti della diatriba.

Della nuova associazione dei Dealer non si parla più. Il che non significa che i grandi Gruppi abbiano perso la voglia (la forza non la perderanno certo) di essere attivi e pure rappresentativi: una delle richieste avanzate a Federauto prima dell’avvio della procedura di scissione di inizio estate 2018, all’epoca non accolta dal presidente De Stefani Cosentino, ovvero l’adesione diretta dei Concessionari alla Federazione, senza quindi l’obbligo di passare attraverso le associazioni di marca, è adesso argomento di pacata discussione (in corso) e le probabilità che ottenga il via libera sono più che alte – per non scontentare nessuno si potrà aderire alla Federazione sia tramite associazione di marca sia liberamente, l’una possibilità non escluderà l’altra. Un’apertura di dialogo concreta, sui fatti: buona notizia.

Ma c’è altro. In sede di Unione europea, dove si è almeno abituati, per cultura, ad ascoltare, è stata rappresentata da Federauto la delicata questione della vendita dei veicoli alle flotte da parte delle Case – a prezzi e condizioni che i Concessionari nemmeno si sognano, e soprattutto vendita diretta. E sempre per rimanere alla Ue, un intervento in quella sede per rappresentare le problematiche legate ai contratti tra Case e Concessionari (sul nodo del recesso, in particolare) era stata indicata tra le possibili azioni da intraprendere al più presto dai promotori della nuova Associazione, quando ancora sembrava che questa dovesse realizzarsi. 

Nel nuovo scenario di collaborazione che sembra aprirsi per il settore, potrebbe realizzarsi così compiutamente l’idea di quanti – tra i fondatori della nuova Associazione – non erano del tutto propensi alla scissione da Federauto né allo scontro, e immaginavano il nascente soggetto più come una task force cui affidare questo o quel compito particolare da portare a termine. Fiancheggiando la Rappresentanza ufficiale e non entrando con la stessa in rotta di collisione: ciascuno porta le proprie competenze, le proprie conoscenza e capacità e le mette a disposizione della collettività.

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