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Con le 192.733 vendite previste per il mese di maggio, il Panel dei nostri Concessionari si è scostato, nella sua proiezione, di quasi il -6% da quelle che poi sono state le reali dimensioni del mercato, 204.113 consegne (con il tetto delle 200.000 unità che, nel mese considerato, non si superava dal 2008) per un aumento dell’8,2% rispetto a maggio 2016. Rimane solida anche la crescita in base al cumulato, +8,1% rispetto allo stesso periodo del 2016, percentuale vicina a quella che Unrae, sulla base di quanto finora espresso dal mercato, proietta per fine anno, +9% di crescita. Riprende quindi il trend positivo del mercato, riducendo il bilancio negativo di aprile (-4,6%) a mera “pausa tecnica”, come già specificato da Unrae, dovuta principalmente ai due giorni lavorativi in meno rispetto ad aprile 2016, tant’è che il calo si è verificato in tutti i principali mercati europei. Un mercato che, al momento, viene sostenuto principalmente dalle vendite a Società le quali, favorite dal prorogarsi del superammortamento per alcune fasce di veicoli, crescono del 40,1% a maggio e del 37% nel cumulato. Bene anche i Noleggi, principalmente grazie al lungo termine che aumenta del 15,1% nel mese e del 16,7% nel cumulato. In totale quindi i Noleggi, nonostante il breve termine abbia perso a maggio l’8%, aumentano sia nel mese (+4,4%) sia nel cumulato (+13%). Società e Noleggi stanno quindi bilanciando il momento di stallo delle vendite a Privati che, se a maggio riescono a rimanere a galla (+0,7%), nel cumulato dei cinque mesi perdono l’1,3% nonché 5 punti percentuali di quota mercato. Riguardo le previsioni di giugno, il nostro Panel continua a vedere un mercato in crescita, proiettando, a parità di giorni lavorativi rispetto allo stesso mese del 2016, 177.319 immatricolazioni, che costituirebbero un aumento del 6,67%. Non siamo più nel territorio delle crescite a doppia cifra che aveva caratterizzato gran parte dello scorso anno, ma, per i nostri Concessionari, nonostante il calo di presenze negli showroom, come vedremo più avanti nel sondaggio, la crescita rimane costante, previsione forse corroborata dalla percentuale di preventivi convertiti in ordini che è quasi identica a quella del mese precedente, 27,91%. Un po’ più bassa, rispetto a quanto verificatosi a maggio, viene prevista invece la quota delle auto a Km0, l’8,33% dell’immatricolato proiettato per giugno. In crescita, invece, vengono viste le vendite di vetture ad alimentazione alternativa, l’11,27% del totale mercato. Per quanto riguarda il sondaggio abbiamo appunto chiesto ai nostri Concessionari se ci fosse stato, in questa prima porzione di anno, un calo di presenze nei loro saloni. Il 61% dice sì, anche se il rimanente fronte del no, il 39%, fa ben sperare. Un tema sempre attuale ha riguardato il sondaggio per gli utenti del nostro sito: è una pratica “sana” quelle delle demo car e delle auto a Km0? Alla lunga porta più danni o benefici? Al momento di andare in stampa pare non ci siano dubbi, il 100% la ritiene un danno, una percentuale che lascia molto poco margine alle argomentazioni.

È quasi calma piatta sul territorio nazionale per gli sconti. L’aumento più consistente, rispetto ad aprile, supera di poco il punto e mezzo percentuale e riguarda le alimentazioni alternative. Poco sopra il punto gli sconti per il Diesel e neanche mezzo punto per le Benzina. Nelle aree geografiche qualche scossa al Sud/Isole, dove si va dai tre punti scarsi per il Diesel ai quasi quattro per le alimentazioni alternative. Al Centro, invece, l’aumento maggiore è poco sopra il punto e mezzo per le Benzina. Gli unici cali al Nord, -1,32 punti per le Benzina e -0,03 per le alternative.

Prosegue la caduta delle auto alimentate a gasolio, al terzo mese consecutivo di diminuzione sia nelle consegne sia negli ordini, su tutto il territorio nazionale. Oltre i quattro punti percentuali in meno le consegne mentre gli ordini (-1,7 punti) tengono solo grazie all’aumento rilevato al Sud (+4,22 punti). Da sottolineare il pesante calo al Centro Italia, dove consegne e ordini diminuiscono in maniera quasi identica, -6,2 e -6,7 punti percentuali rispettivamente.

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Di biciclette, automobili, integrazione (e qualche omissione)

Presa diretta. 1. Tipologia di cambio di velocità, ma anche: 2. Programma televisivo di approfondimento, in onda su Rai3 a partire dal 2009.
È in questa seconda veste che ne parleremo qui.
L’8 gennaio è andata in onda la prima puntata di “Presa diretta” della stagione 2018. È stata seguita da 1 milione 356 mila spettatori (share 5.2%) ed è stato il programma Rai più commentato sui social dell’intera serata: 52 mila interazioni. Il titolo della puntata era: “La bicicletta ci salverà”. Questa ne è stata l’introduzione: “Le nostre città e le nostre vite soffocano nel traffico, i livelli di inquinamento sono cronicamente al di sopra dei limiti consentiti, le malattie correlate alle polveri sottili aumentano, i tempi degli spostamenti urbani si allungano e il trasporto pubblico fatica a stare al passo delle esigenze di tutti. Così non possiamo andare avanti. E allora? Allora, a salvarci, sarà proprio la bicicletta”. Ancora: “In cima alla lista delle città da salvare c’è proprio la nostra capitale. A Roma ogni mattina si mettono in movimento 4 milioni e mezzo di persone, la maggior parte con la propria automobile. I romani infatti hanno il primato di auto per numero di abitanti, quasi 70 ogni 100 persone. D’altra parte gli investimenti sul trasporto pubblico sono in costante riduzione da molti anni così come la loro efficienza, 79 minuti è la durata media del viaggio per e dal posto di lavoro dell’eroico cittadino romano. Per non parlare degli investimenti sui mezzi meno inquinanti: meno 80% sui bus elettrici, meno 30% sui tram, e per quanto riguarda la metropolitana è stato calcolato che ci vorranno 80 anni per raggiungere la dotazione di altre capitali come Madrid, Berlino, o Londra”. Ancora, in conclusione: “Il mondo intero sta cercando il modo di risolvere il problema del traffico nelle grandi città, come abbattere l’inquinamento prodotto dalle macchine, come tornare a far vivere le città e farle diventare luoghi accoglienti e non posti dove ci si ammala”.

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