I cookie ci aiutano a fornire, proteggere e migliorare i servizi di InterAutoNews.
Continuando a usare il nostro sito, accetti la nostra normativa sui cookie.

Articoli

La previsione fin troppo ottimistica del Panel per gennaio, -2,88%, non trova conferma nella realtà ove il mercato italiano dell’auto affronta, nel primo mese dell’anno, una sostanziale contrazione, il -7,6% rispetto a gennaio 2018. Lo scostamento del pronostico dei nostri Concessionari è quindi di oltre 8.000 unità per eccesso (+5,04%) dall’immatricolato effettivo. I segnali di un ritorno al segno meno, dopo l’illusione di dicembre, erano diversi ma non sono stati opportunamente considerati. Il futuro, d’altro canto, appare ancora più nebuloso, con all’orizzonte l’introduzione del bonus malus prevista per marzo, fattore che, come anche sottolineato da Unrae, non ha fatto altro che far aumentare l’incertezza dei consumatori che hanno reagito prontamente con un calo di presenze negli showroom. La prima proiezione per l’anno intero prodotta da Unrae vede, a questo punto, un mercato in calo dell’1,1% rispetto al 2018, con 1.888.500 immatricolazioni. Un segnale positivo arriva comunque dal canale dei Privati che, nonostante l’exploit di dicembre (+8%), aveva chiuso l’anno con un -2,45% rispetto al 2017, ma inaugura il 2019 con il +3,7% di gennaio e un bel 64% di quota mercato (57% nel 2018). Unico canale che parte col segno più, visti i crolli a doppia cifra di Noleggi (-17,8% su gennaio 2018) - nonostante il decollo verticale delle società newcomers (+28%) - e soprattutto di vendite a Società che segnano il -30%. Sarebbe lecito adesso, memori dell’accelerazione di vendite precedente all’introduzione della Wltp verificatasi nel bimestre estivo 2018, aspettarsi una leggera scossa delle vendite prima che l’effetto venefico del bonus malus si abbatta sul mercato, ma il difficile momento economico, con il calo del Pil registrato nell’ultimo trimestre del 2018, e il taglio delle stime di crescita dello stesso comunicate dalla UE a inizio 2019, coniugate a un ulteriore calo della produzione industriale, difficilmente permetterà ai consumatori di mettere mano al portafoglio. Il Panel, dal canto suo, si produce in una ennesima cauta previsione al ribasso, 177.236 immatricolazioni, il -2,74% rispetto al febbraio del 2018 quando, a parità di giorni lavorativi, si immatricolarono 182.229 unità (-1,15% rispetto a febbraio 2017). In ulteriore calo la percentuale dei preventivi convertiti in ordini in concessionaria, 23,31% a gennaio, fattore che influisce sulla previsione ordini per febbraio, -2,24% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. In riduzione le Km0, quantomeno negli ultimi mesi, con il 6,55% del mercato registrato a gennaio e il 5,41% previsto per febbraio. Nei sondaggi, per il 63% del Panel non vi è stata alcuna riduzione dello stock in concessionaria in seguito al rallentamento delle autoimmatricolazioni da parte delle Case, il rimanente 37% ne ha però evidentemente tratto dei benefici. Plebiscito assoluto, invece, fra gli internauti, ove il 100% dei votanti ritiene impossibile che, in questi pochi giorni rimasti al momento di andare in stampa, il settore automotive riesca a far cambiare idea al Governo per bloccare l’introduzione della ecotassa.

A gennaio in diminuzione gli sconti per tutte le alimentazioni a livello nazionale, di quasi 3 punti il calo per le auto ad alimentazione alternativa mentre più contenuta è la contrazione per le diesel (-1,8 punti) e le benzina (-1,5). Nel dettaglio delle aree geografiche, si conferma il calo delle alternative in particolare al Nord (-6 punti) e al Sud/Isole (-3 punti rispetto a dicembre), mentre al Centro si registra l’unico segno positivo del lotto, +0,75 punti. Altre consistenti diminuzioni al Sud Italia sia per le alimentazioni diesel (-3,45 punti) sia per le benzina (-2,54 rispetto a dicembre).

Bistrattato e demonizzato un po’ ovunque, il Diesel rifiuta di scrivere la parola fine in fondo alla sua lunghissima favola, almeno in Italia, dove, a gennaio, aumentano sia le consegne (+1,87 punti rispetto a dicembre) sia gli ordini (+5,46). E sono, come sempre, il Centro (aumenti per oltre 10 punti percentuali in entrambi i casi) e il Sud (+3 punti le consegne e + 9 punti gli ordini) a sostenere tale alimentazione a dispetto dei cali registrati al Nord, -9,7 punti le consegne e -10,4 gli ordini.

 

Altri articoli...

Se Torino va a Milano, e la politica gioca a fare autogol

Perciò Torino va a Milano, nel senso del Salone dell’auto che cambia residenza. Lascia la città che gli era propria, lascia la dimora, il Parco Valentino, che lo ha visto rinascere e prosperare e affermarsi addirittura come standard con il quale dovranno misurarsi da qui in avanti gli show dell’auto, laddove pochi, pochissimi, avrebbero scommesso sulla sua capacità di durare oltre due, tre edizioni. Sono state invece cinque, l’ultima delle quali illuminata dalla presenza di 700mila visitatori e di 54 Marchi auto. Un trionfo di pubblico e di critica. Poi, è entrata in scena la politica – bassa, rigorosamente con la minuscola. E Torino, perciò, se ne va a Milano. Naturalmente, il fulmine a ciel sereno scagliato da Andrea Levy, presidente del Salone, che annunciando il trasloco ha insieme fornito le date del primo appuntamento milanese e quella della conferenza stampa di presentazione, qualche dubbio consistente lo ha prodotto. Si è detto: non si può improvvisare su due piedi un trasloco di questa portata; e in Italia, poi, dove la burocrazia è padrona e per ottenere permessi ci possono volere anni; e per andare a Milano, infine, che ha un’agenda degli eventi in cui, per trovare un buco libero, bisogna fare i salti mortali… E ancora, si è detto, un imprenditore che ha dimostrato di saperci fare, e Andrea Levy lo è, procede per programmi, non per improvvisazioni o colpi di testa. Quindi, si è concluso, la decisione di lasciare Torino non nasce dall’ultimo scontro con l’amministrazione locale – il vicesindaco Guido Montanari in testa, con la sua “speranza nella grandine” affinché mandasse all’aria l’ultima edizione del Salone del Parco Valentino - ma era stata già presa da tempo, si aspettava solo un casus belli per metterla in atto, e il casus belli è puntualmente arrivato.

Leggi tutto...