I cookie ci aiutano a fornire, proteggere e migliorare i servizi di InterAutoNews.
Continuando a usare il nostro sito, accetti la nostra normativa sui cookie.

Articoli

Il Panel dei nostri Concessionari registra una buona performance e, nell’analisi del mese di ottobre si avvicina di molto, con la sua previsione di 141.970 vendite, alle 146.632 immatricolazioni consuntivate dal Ministero dei Trasporti, con uno scostamento del solo 3,2% in meno. Il mercato continua quindi a mantenere il suo trend di crescita positivo che dura ormai da 29 mesi consecutivi, ove l’ultimo segno negativo si ebbe a maggio del 2014, realizzando in ottobre una crescita del 9,75% e un aumento a doppia cifra nel cumulato dei dieci mesi, il 16,72% in più rispetto allo stesso periodo del 2015. Manca quindi poco più di un mese all’obiettivo del 1.850.000 vendite per l’intero anno, cifra già pronosticata da molti addetti ai lavori, che sembra essere sempre più a portata di mano, grazie anche al superammortamento che, oltre ad accelerare la velocità di smaltimento del parco anziano - come sottolineato anche da Unrae - probabilmente manterrà dinamica la domanda fino alla fine dell’anno, specialmente per le auto aziendali, noleggio, taxi e per le vetture acquistate da liberi professionisti e dalle ditte individuali che non godranno della proroga del superammortamento stesso, cosa che avverrà solo per i beni strumentali. Per il mese di novembre i nostri Concessionari prevedono il 30mo mese consecutivo col segno positivo, fenomeno che non ha precedenti, quantomeno negli ultimi quarant’anni del mercato italiano, con 142.770 vendite e cioè il 5,92% in più rispetto al novembre dello scorso anno, quando le immatricolazioni furono 134.792, secondo l’ultimo consolidato del Ministero dei Trasporti. È una previsione un po’ più contenuta rispetto al trend generale del 2016, la cui media mensile di crescita è finora di più del 16%, con crescite a doppia cifra in quasi tutti i mesi finora trascorsi. Anche per quanto riguarda gli ordini, dal momento che è ancora possibile fare dei confronti con l’anno precedente, i nostri Concessionari si sono espressi positivamente. La crescita prevista è del 6,19% rispetto a quelli del novembre 2015, pari a 151.230 ordini. In diminuzione invece, sempre secondo il nostro Panel, le Km0 che, dopo aver rappresentato oltre il 12% del mercato di ottobre, quando furono ben 18.212, vengono viste in diminuzione all’8,90% dell’immatricolato previsto, pari a 12.707 unità. Il sondaggio che abbiamo proposto questo mese ai nostri Panelisti riguardava le soluzioni di acquisto richieste dai privati che visitano la Concessionaria. È di 2 su 10, solo il 20% quindi, la quota degli acquirenti privati che opta per un acquisto diverso da quello della vendita diretta. E, andando ad analizzare la struttura del mercato, quello dei Privati è l’unico settore che ha registrato un segno negativo (-4%) nel mese di ottobre, pur mantenendo una crescita a doppia cifra nel cumulato (+14%). In ottima salute il Noleggio, +44,6% ad ottobre e +18% nel cumulato, spinto principalmente dal breve termine (+123% ad ottobre) e le vendite a Società (+35% ad ottobre).

Abbassamento degli sconti con quote abbastanza allineate per tutte le motorizzazioni nel mese di ottobre, con le auto a benzina, diesel e Gpl che registrano tutte una diminuzione che si aggira intorno al punto e mezzo di percentuale. Stessa situazione se si va nel dettaglio delle aree geografiche, escluso il picco dei -3,62 punti percentuali di diminuzione per le Benzina al Centro Italia, i -3,23 del Diesel sempre al Centro e dei -2,56 punti di diminuzione del Diesel al Nord. Tutte le altre diminuzioni rientrano nel punto percentuale, superato di poco solo dal Gpl al Centro e nel Sud/Isole. 

Analizzando i dati relativi al Diesel, a livello nazionale il mese di ottobre vede la decisa diminuzione sia delle consegne sia degli ordini che si abbassano in media rispettivamente di quasi 6 punti e di oltre 7 punti di percentuale. Andando nel dettaglio delle aree geografiche sia consegne sia ordini sono in calo in tutto il Paese, con la sola eccezione di un aumento degli ordini al Sud e nelle Isole di quasi il 2,5%. Da sottolineare il tracollo delle consegne (-20 punti) e degli ordini (-24) al Centro Italia.

Altri articoli...

Mercato, stock, Km0: chi vince al gioco dell’oca?

Ci risiamo. Il mercato ha dato numeri buoni a luglio, eccellenti ad agosto, il solito mese jolly. Un’estate apparentemente a gonfie vele, in Italia - in Europa  è stata addirittura clamorosa.  L’effetto Wltp, si è subito detto, ben sapendo quello che si diceva. Ovvero: la spinta delle campagne promosse da Concessionari e Case per smaltire gli stock di auto non conformi alle nuove procedure di omologazione in vigore dal 1° settembre ha prodotto quei volumi e quelle percentuali di crescita. Il punto è che, una volta di più, c’è da chiedersi se immatricolazione sia sinonimo di vendita. A occhio, non lo è, specie se si parla di vendita al cliente privato - che continua a tenersi abbastanza lontano dal mercato. Dunque, il giro appare essere il solito: si sono smaltiti gli stock rimpinguando altri stock. Che, in un modo o nell’altro, vanno a rimpinguare la flotta delle Km0, in carico ai Concessionari. Ad agosto, le Case non hanno praticamente fatto auto-immatricolazioni (e Fiat ha sacrificato così il 1° posto di Panda nella classifica dei modelli più venduti). I Dealer ne hanno fatto il 44,28% in più rispetto al 2017 - senza contare le 1.835 immatricolazioni intestate alle proprie società di noleggio a breve termine. Negli 8 mesi del 2018, sono arrivati a quota 160mila (+22.000 circa sul 2017), a fronte del -25,6% di quelle delle Case (-19.000 unità). I dati sono di Data Force e dicono che i vasi continuano a comunicare: da una parte le auto-immatricolazioni calano, dall’altra crescono. Che si tratti di forzature, lo lasciamo dire a chi le fa e poi se ne lamenta. Che il mercato finirà per pagare questo gioco è fuor di dubbio. Resta da capire quando. La speranza è che non sia necessario sedere sulla riva del fiume, per capire quando accadrà.

xxxxxx

Nessuna nuova sul fronte delle rappresentanze dei Dealer. Il che non è una buona nuova. Le strade, tra Federauto e i promotori della nuova associazione, si sono definitivamente separate con lo scambio di lettere di inzio estate. Posizioni inconciliabili, dialogo inesistente. Fine della possibile collaborazione. Che era la strada auspicata da qualcuno, all’interno della compagnia dei “fuoriusciti”: la Federauto a fare la propria politica, il nuovo gruppo con funzione di task force e l’incarico di occuparsi di uno dei tanti temi che incombono sul business e sugli imprenditori che lo portano avanti. Oggi lo spettro dell’aumento dell’Iva, domani quello del Regolamento europeo - solo per citare due delle aree di intervento in cui il lavoro di lobby potrebbe (avrebbe potuto?) risultare più che utile. Ma no: separati nella stessa casa, si procederà così.

Leggi tutto...