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Una chiusura di anno all’insegna della prudenza per il nostro Panel il quale, avendo previsto per lo scorso mese di dicembre poco meno di 118.000 vendite, lascia infine sul campo un -5,3% di differenza rispetto a quanto poi consuntivato dal Ministero dei Trasporti, 124.438 unità. Un risultato che è forse lo specchio di quanto successo lungo tutto il corso del 2016, annata caratterizzata da diverse crescite mensili a doppia cifra, spinte soprattutto dalle forti promozioni attuate dalle Case nella prima parte d’esercizio e dallo spauracchio della cessazione del superammortamento sul finale, che ha spinto non poco le vendite a Società. Le (consistenti) quote mensili di autoimmatricolazioni, consegne di autovetture a Km0 e vendite degli ultimi tre giorni lavorativi di ogni mese, completano il quadro di un’annata che chiude sì in maniera positiva, +15,8% sul 2015, ma certamente di laboriosa interpretazione, con un 2017 che si prepara a essere la vera cartina al tornasole della salute del nostro mercato. In particolare sarà importante capire se, ora che le vendite a Società risentiranno probabilmente del ridimensionamento del superammortamento, il settore dei Privati, che ha chiuso l’anno con un buon +13,0%, riuscirà a tenere botta e a sostenere il mercato insieme al Noleggio, settore in lenta ma costante crescita (+16,6%). E come si è chiuso il 2016, anche il nuovo anno inizia, per il Panel, all’insegna della cautela. I nostri Concessionari vedono una partenza positiva, ma con dimensioni contenute. Le previsioni per gennaio 2017, che, bisogna dirlo, presenta due giorni lavorativi in più, è infatti di 161.321 unità, con una crescita del 3,51% sul gennaio del 2016, che a sua volta aveva registrato un  +17,4% sulle vendite di gennaio 2015. In misura analoga è previsto anche l’aumento degli ordini, +3,49%. Si comincia bene, quindi, ma con prudenza. Diminuisce il numero di Km0 previsto per questo mese, 7,29%, in calo di quasi un punto e mezzo percentuale rispetto a quanto avvenuto nell’ultimo mese del 2016, quando le Km0 costituirono l’8,75% del totale mercato. Riguardo la quota mensile di preventivi convertiti in ordini, c’è stato un calo a dicembre, la percentuale è scesa al di sotto del 40%, dopo che a novembre lo share si era attestato a oltre il 42%. Due sono infine i sondaggi che abbiamo proposto ai nostri lettori. Al Panel abbiamo chiesto quale sarà il segmento che registrerà la miglior performance nel 2017 e i nostri Concessionari hanno confermato il risultato di quanto avvenuto nel 2016, anno nel quale è stato il segmento C delle Compatte a registrare l’aumento percentuale maggiore. Il 40% dei votanti si è espresso a favore del segmento C, il 39% delle preferenze sono state per il  B, come a dire che le medio-piccole sono sempre nel cuore degli italiani. I Suv sono stati scelti dall’11% dei votanti. Segmento A e Crossover si appaiano con il 4% dei voti, mentre solo il 2% dice Segmento D. Il sondaggio sul nostro sito verte invece sul noleggio a lungo termine. Crescerà nel 2017? I nostri lettori non hanno dubbi, per l’80% è sì.

Piccole variazioni nel Paese, a dicembre, per gli sconti per tutte le alimentazioni. Leggero calo per le Benzina, -0,33 punti percentuali rispetto a novembre, mentre la diminuzione per le Gpl supera il punto percentuale. Aumentano gli sconti per il Diesel, ma per meno di mezzo punto. Nelle aree geografiche aumento sotto il punto percentuale al Centro per Benzina e al Nord per Gpl, mentre al Centro gli sconti per il Diesel crescono di quasi 3,5 punti. La diminuzione più consistente è invece quella del Gpl nel Sud/Isole con quasi tre punti in meno.

 

Sempre a dicembre diminuzione sia nelle consegne sia negli ordini di Diesel. Le consegne perdono quasi quattro punti rispetto a novembre, e gli ordini poco meno di un punto e mezzo di percentuale. Nell’analisi delle aree geografiche, spiccano i quasi cinque punti di diminuzione delle consegne al Nord, ma soprattutto gli oltre sette punti percentuali in meno relativi alle consegne al Centro. Gli unici dati positivi riguardano le consegne al Sud e gli ordini al Centro con crescite però al di sotto del mero punto percentuale.

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Mercato, stock, Km0: chi vince al gioco dell’oca?

Ci risiamo. Il mercato ha dato numeri buoni a luglio, eccellenti ad agosto, il solito mese jolly. Un’estate apparentemente a gonfie vele, in Italia - in Europa  è stata addirittura clamorosa.  L’effetto Wltp, si è subito detto, ben sapendo quello che si diceva. Ovvero: la spinta delle campagne promosse da Concessionari e Case per smaltire gli stock di auto non conformi alle nuove procedure di omologazione in vigore dal 1° settembre ha prodotto quei volumi e quelle percentuali di crescita. Il punto è che, una volta di più, c’è da chiedersi se immatricolazione sia sinonimo di vendita. A occhio, non lo è, specie se si parla di vendita al cliente privato - che continua a tenersi abbastanza lontano dal mercato. Dunque, il giro appare essere il solito: si sono smaltiti gli stock rimpinguando altri stock. Che, in un modo o nell’altro, vanno a rimpinguare la flotta delle Km0, in carico ai Concessionari. Ad agosto, le Case non hanno praticamente fatto auto-immatricolazioni (e Fiat ha sacrificato così il 1° posto di Panda nella classifica dei modelli più venduti). I Dealer ne hanno fatto il 44,28% in più rispetto al 2017 - senza contare le 1.835 immatricolazioni intestate alle proprie società di noleggio a breve termine. Negli 8 mesi del 2018, sono arrivati a quota 160mila (+22.000 circa sul 2017), a fronte del -25,6% di quelle delle Case (-19.000 unità). I dati sono di Data Force e dicono che i vasi continuano a comunicare: da una parte le auto-immatricolazioni calano, dall’altra crescono. Che si tratti di forzature, lo lasciamo dire a chi le fa e poi se ne lamenta. Che il mercato finirà per pagare questo gioco è fuor di dubbio. Resta da capire quando. La speranza è che non sia necessario sedere sulla riva del fiume, per capire quando accadrà.

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Nessuna nuova sul fronte delle rappresentanze dei Dealer. Il che non è una buona nuova. Le strade, tra Federauto e i promotori della nuova associazione, si sono definitivamente separate con lo scambio di lettere di inzio estate. Posizioni inconciliabili, dialogo inesistente. Fine della possibile collaborazione. Che era la strada auspicata da qualcuno, all’interno della compagnia dei “fuoriusciti”: la Federauto a fare la propria politica, il nuovo gruppo con funzione di task force e l’incarico di occuparsi di uno dei tanti temi che incombono sul business e sugli imprenditori che lo portano avanti. Oggi lo spettro dell’aumento dell’Iva, domani quello del Regolamento europeo - solo per citare due delle aree di intervento in cui il lavoro di lobby potrebbe (avrebbe potuto?) risultare più che utile. Ma no: separati nella stessa casa, si procederà così.

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