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Se il Panel aveva peccato per eccesso di cautela nelle sue previsioni sia sul finire del  2016 sia all’inizio di questo 2017, riguardo il mese di aprile si è sbilanciato fin troppo indicando quasi 180.000 immatricolazioni, previsione risultata poi decisamente lontana dalle poco più di 160.000 vendite consuntivate dal Ministero dei Trasporti. Forse non si è tenuto molto conto dei due giorni lavorativi in meno rispetto all’aprile 2016. Per l'Unrae “due giorni lavorativi in meno valgono circa 10 punti percentuali” e i conti son presto fatti. Lo scarto fra la previsione del Panel e le immatricolazioni di aprile è addirittura superiore, sfiora il +12%. Questo non fa comunque diminuire la fiducia negli addetti ai lavori. L’Unrae, anche sulla base di una crescita di un primo trimestre superiore alle aspettative, proietta infatti un finale d’anno da 1.996.000 vendite, in aumento del 9,3% rispetto al 1.825.700 vendite del 2016. Una crescita portata avanti, in questo momento, soprattutto dalle vendite a Società (+24% ad aprile e +35% nel quadrimestre) le quali, grazie al Superammortamento, riescono a investire di più in beni strumentali. Nonostante, quindi, il momento di impasse nelle vendite a Privati (-17% nel mese e -2% nel cumulato), ci si avvicina verso la soglia fatidica dei 2.000.000 di immatricolazioni, risultato non più conquistato dal 2009. Un obiettivo il cui raggiungimento verrà sostenuto anche dal Noleggio, che nonostante un -2% nel mese di aprile del lungo termine (che comunque mantiene il quadrimestre a +17%) è in crescita del +6,4% nel mese e del +16% nel cumulato, grazie soprattutto al buon momento del breve termine che registra +17,1% ad aprile e +14% nei quattro mesi. Per maggio i Concessionari del nostro Panel continuano a vedere il segno più, anche se in dimensioni più contenute rispetto a quanto espresso per il mese di aprile. La crescita prevista, a parità di giorni lavorativi rispetto al maggio del  2016, è del 2,16%, 192.733 immatricolazioni contro le 188.657 consuntivate un anno fa. Questo ridimensionamento va probabilmente di pari passo con la percentuale di preventivi convertiti in ordini nelle concessionarie dei nostri Panelisti che, dopo aver sfiorato il 30% a marzo, sono ritornati giù, ad aprile, fino al 27%. Quasi identica a quella del mese scorso la quota di Km0 prevista per maggio, il 6,39% dell’immatricolato, solo che nel mese scorso sono state molte di più di quelle previste, 17.142, quasi l’11% del venduto. Piccola impennata per i veicoli ad alimentazione alternativa, che il Panel proietta in crescita fino al 10,83% di quota, dopo che ad aprile se ne erano previsti meno del 9%. Nel sondaggio che questo mese abbiamo proposto sia ai nostri Panelisti sia agli utenti del nostro sito www.interautonews.it si indagava sugli obiettivi del brand rappresentato, se fossero questi in linea con il mercato reale o meno. Risultati molto simili sui due fronti. Il 21% dei nostri Concessionari dice di “Sì”, ma è, ovviamente, il fronte del “No” (79%) a costituire il dato interessante. La conferma sul nostro sito web, “Sì” per il 22% e “No” per il 78%.

 

 A livello nazionale in crescita, rispetto a marzo, gli sconti per le auto a benzina e ad alimentazione alternativa mentre diminuiscono, anche se di pochi decimali, quelli per il Diesel. Dalle singole aree geografiche emergono il calo degli sconti per tutte le alimentazioni al Nord, l’aumento al Centro, con il picco del +5,05% per le alimentazioni alternative, e una certa stasi dei risultati di Sud e Isole, che vedono crescere gli sconti per le Benzina e diminuire quelli per il Diesel e il Gpl, ma tutto entro il punto percentuale.

 In calo rispetto a marzo, se si considera il mercato totale, sia le consegne sia gli ordini delle autovetture a motore Diesel. Solo di qualche decimale, -0,05%, le consegne, in maniera più consistente gli ordini, -2,69%, mentre più netti sono gli scarti nel dettaglio delle varie aree geografiche con, in evidenza, la diminuzione del 4,04% degli ordini al Centro Italia e del -3,71% al Sud e nelle Isole. Al Centro diminuiscono in maniera rilevante anche le consegne, poco sotto i tre punti percentuali, che invece crescono al Nord (+1,31%) e al Sud/Isole (+0,98%).

 

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Mercato, stock, Km0: chi vince al gioco dell’oca?

Ci risiamo. Il mercato ha dato numeri buoni a luglio, eccellenti ad agosto, il solito mese jolly. Un’estate apparentemente a gonfie vele, in Italia - in Europa  è stata addirittura clamorosa.  L’effetto Wltp, si è subito detto, ben sapendo quello che si diceva. Ovvero: la spinta delle campagne promosse da Concessionari e Case per smaltire gli stock di auto non conformi alle nuove procedure di omologazione in vigore dal 1° settembre ha prodotto quei volumi e quelle percentuali di crescita. Il punto è che, una volta di più, c’è da chiedersi se immatricolazione sia sinonimo di vendita. A occhio, non lo è, specie se si parla di vendita al cliente privato - che continua a tenersi abbastanza lontano dal mercato. Dunque, il giro appare essere il solito: si sono smaltiti gli stock rimpinguando altri stock. Che, in un modo o nell’altro, vanno a rimpinguare la flotta delle Km0, in carico ai Concessionari. Ad agosto, le Case non hanno praticamente fatto auto-immatricolazioni (e Fiat ha sacrificato così il 1° posto di Panda nella classifica dei modelli più venduti). I Dealer ne hanno fatto il 44,28% in più rispetto al 2017 - senza contare le 1.835 immatricolazioni intestate alle proprie società di noleggio a breve termine. Negli 8 mesi del 2018, sono arrivati a quota 160mila (+22.000 circa sul 2017), a fronte del -25,6% di quelle delle Case (-19.000 unità). I dati sono di Data Force e dicono che i vasi continuano a comunicare: da una parte le auto-immatricolazioni calano, dall’altra crescono. Che si tratti di forzature, lo lasciamo dire a chi le fa e poi se ne lamenta. Che il mercato finirà per pagare questo gioco è fuor di dubbio. Resta da capire quando. La speranza è che non sia necessario sedere sulla riva del fiume, per capire quando accadrà.

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Nessuna nuova sul fronte delle rappresentanze dei Dealer. Il che non è una buona nuova. Le strade, tra Federauto e i promotori della nuova associazione, si sono definitivamente separate con lo scambio di lettere di inzio estate. Posizioni inconciliabili, dialogo inesistente. Fine della possibile collaborazione. Che era la strada auspicata da qualcuno, all’interno della compagnia dei “fuoriusciti”: la Federauto a fare la propria politica, il nuovo gruppo con funzione di task force e l’incarico di occuparsi di uno dei tanti temi che incombono sul business e sugli imprenditori che lo portano avanti. Oggi lo spettro dell’aumento dell’Iva, domani quello del Regolamento europeo - solo per citare due delle aree di intervento in cui il lavoro di lobby potrebbe (avrebbe potuto?) risultare più che utile. Ma no: separati nella stessa casa, si procederà così.

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