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Il Panel, proseguendo nel trend della prudenza ormai in auge già dalla seconda parte del 2016, ha chiuso il primo semestre di previsioni del 2017 con un pronostico per il mese di giugno che era stato sì positivo, +6,7%, pari a 177.319 immatricolazioni, ma decisamente sottodimensionato rispetto a quanto poi espresso dal mercato, +12,9%, ovvero 187.642 vendite, pari ad uno scarto, per difetto, di oltre 10.000 unità. Il numero sempre variabile delle Km0, lo strascico lungo del break del mercato di aprile che aveva interrotto oltre trenta mesi di segno positivo e un mercato sostenuto principalmente da Noleggi e vendite a Società, sono solo alcune delle cause che possono aver influenzato il pronostico del nostro Panel. L’Unrae si esprime comunque in maniera positiva riguardo lo stato di salute del mercato, nel quale il rallentamento delle vendite a Privati (-3,1% a giugno e -1,5% nel cumulato dei primi sei mesi) viene bilanciato dall’ottimo momento del noleggio (+43% a giugno), in particolare da quello a breve termine (+68,4%) che la fa da protagonista. Con le vendite di giugno il primo semestre supera il milione di immatricolazioni, 1.136.331 unità, in crescita del 9% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Risultato che costituisce il settimo semestre positivo consecutivo del mercato, considerati gli ultimi tre anni e mezzo. Quello che succederà nell’ottavo trimestre, appena cominciato, dipenderà, secondo Unrae, anche dal “clima di fisiologica instabilità politica pre-elettorale”. In quest’ottica, l’associazione delle Case estere auspica quindi “che la preparazione della legge di stabilità non debba causare incertezza o rinvio di decisioni di acquisto per le famiglie e per le imprese”. Si spera, inoltre, che “il superammortamento - che sta sostenendo non poco le vendite a Società - diventi strutturale nella prossima manovra economica”. Intanto il nostro Panel per il mese di luglio persevera nel trend della cautela. Il pronostico parla di 142.852 vendite, +4,10% rispetto a luglio 2016, a parità di giorni lavorativi. Appena percettibile la crescita prevista per gli ordini, +1,92% rispetto a quanto avvenuto nel luglio 2016 forse a causa del leggero calo nella quota di giugno dei preventivi trasformati in ordini nei saloni dei nostri Concessionari, il 27,5% rispetto al 27,9% di maggio. Sempre in calo, per il mese di luglio, vengono viste sia la quota di autovetture a Km0, il 5,71% delle vendite previste, sia quella delle consegne di auto ad alimentazione alternativa, che risulterebbero in una percentuale del 9,91% sul totale mercato contro l’11,27% previsto a maggio, previsione, quest’ultima, risultata poi molto vicina alla realtà, la quota delle alternative fu infatti del 10,94% sul venduto del mese. Il Panel, partecipando al nostro ultimo sondaggio, si è anche espresso, sulla base di quanto avvenuto nel primo semestre, su quale potrebbe essere il numero di vendite totale del 2017. Facendo la media dei valori espressi dai partecipanti è venuta fuori una cifra molto vicina al 1.996.000 pronosticato da Unrae poco tempo fa: 1.941.958. Staremo a vedere.

A livello nazionale, nel mese di giugno, sconti in diminuzione rispetto a maggio per tutte le alimentazioni, dai pochi decimali delle auto alimentate a benzina, -0,08 punti percentuali, ai -0,36 punti delle vetture Diesel, ai due punti in meno per le alimentazioni alternative. Nelle aree geografiche gli unici aumenti, confinati però entro il punto percentuale, si rilevano al Sud, per Benzina e auto ad alimentazione alternativa. Tutto il resto è in diminuzione, sebbene entro i due punti percentuali, con la sola eccezione delle Alternative che al Centro Italia diminuiscono di oltre cinque punti.

Secondo il Panel il Diesel ha vissuto un giugno positivo, dopo il calo di maggio, con le consegne e gli ordini in crescita, a livello nazionale, di 2,67 e di 4,72 punti percentuali rispettivamente. Nelle aree geografiche sembra però essere solo il Centro a sostenere il gasolio con aumenti sia di consegne sia di ordini oltre i 10 punti percentuali, bilanciando le diminuzioni delle consegne (-3,14 punti) e la stasi degli ordini (+0,12 punti) al Sud e la calma piatta del Nord (+0,62 e +1,97 punti).

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Mercato, stock, Km0: chi vince al gioco dell’oca?

Ci risiamo. Il mercato ha dato numeri buoni a luglio, eccellenti ad agosto, il solito mese jolly. Un’estate apparentemente a gonfie vele, in Italia - in Europa  è stata addirittura clamorosa.  L’effetto Wltp, si è subito detto, ben sapendo quello che si diceva. Ovvero: la spinta delle campagne promosse da Concessionari e Case per smaltire gli stock di auto non conformi alle nuove procedure di omologazione in vigore dal 1° settembre ha prodotto quei volumi e quelle percentuali di crescita. Il punto è che, una volta di più, c’è da chiedersi se immatricolazione sia sinonimo di vendita. A occhio, non lo è, specie se si parla di vendita al cliente privato - che continua a tenersi abbastanza lontano dal mercato. Dunque, il giro appare essere il solito: si sono smaltiti gli stock rimpinguando altri stock. Che, in un modo o nell’altro, vanno a rimpinguare la flotta delle Km0, in carico ai Concessionari. Ad agosto, le Case non hanno praticamente fatto auto-immatricolazioni (e Fiat ha sacrificato così il 1° posto di Panda nella classifica dei modelli più venduti). I Dealer ne hanno fatto il 44,28% in più rispetto al 2017 - senza contare le 1.835 immatricolazioni intestate alle proprie società di noleggio a breve termine. Negli 8 mesi del 2018, sono arrivati a quota 160mila (+22.000 circa sul 2017), a fronte del -25,6% di quelle delle Case (-19.000 unità). I dati sono di Data Force e dicono che i vasi continuano a comunicare: da una parte le auto-immatricolazioni calano, dall’altra crescono. Che si tratti di forzature, lo lasciamo dire a chi le fa e poi se ne lamenta. Che il mercato finirà per pagare questo gioco è fuor di dubbio. Resta da capire quando. La speranza è che non sia necessario sedere sulla riva del fiume, per capire quando accadrà.

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Nessuna nuova sul fronte delle rappresentanze dei Dealer. Il che non è una buona nuova. Le strade, tra Federauto e i promotori della nuova associazione, si sono definitivamente separate con lo scambio di lettere di inzio estate. Posizioni inconciliabili, dialogo inesistente. Fine della possibile collaborazione. Che era la strada auspicata da qualcuno, all’interno della compagnia dei “fuoriusciti”: la Federauto a fare la propria politica, il nuovo gruppo con funzione di task force e l’incarico di occuparsi di uno dei tanti temi che incombono sul business e sugli imprenditori che lo portano avanti. Oggi lo spettro dell’aumento dell’Iva, domani quello del Regolamento europeo - solo per citare due delle aree di intervento in cui il lavoro di lobby potrebbe (avrebbe potuto?) risultare più che utile. Ma no: separati nella stessa casa, si procederà così.

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