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Con la previsione di febbraio il Panel dei nostri Concessionari si produce in uno dei suoi migliori risultati di sempre, avvicinandosi di molto all’immatricolato effettivo per uno scostamento ben al di sotto del mero punto percentuale, -0,33%, corrispondente a poco meno di 600 unità. Una attenta lettura di un mercato che, a cavallo dell’introduzione di Ecotassa e Ecobonus avvenuta all’inizio del mese di marzo, sta attraversando una fase cruciale. Come già successo a gennaio, l’unico canale di vendita che a febbraio chiude in positivo è quello dei Privati, registrando +11,40% di crescita che porta il cumulato del bimestre a +7,50% a fronte dei pesanti cali a doppia cifra di Società (-19,4% e -24,4%) e Noleggi (-17,3% e -17,5%), questi ultimi nonostante l’ottima performance delle aziende newcomers, con crescite a doppia cifra, ma con volumi ancora poco sostanziosi per fare davvero quota di mercato. Nell’analisi delle alimentazioni, il diesel, che nel nostro Paese ha sempre avuto un consistente zoccolo duro di sostenitori, avverte ormai pesantemente le conseguenze della demonizzazione alla quale è sottoposto in quasi tutti i mercati della UE: tracolli a doppia cifra quelli di febbraio, -22,6%, e del bimestre, -26,8%. Ne traggono vantaggio le benzina (+29,3% nel mese e +28,6% nel cumulato) e le sempre più popolari ibride elettriche (+42,7% e +30% rispettivamente). Sul viale del tramonto il metano, -54,1% a febbraio e -50,6% nel bimestre. L’incognita dell’introduzione del bonus malus all’inizio di marzo terrà gli addetti ai lavori in fibrillazione fino alla conta finale del mercato, nel frattempo il nostro Panel, dopo ben quattordici mesi consecutivi di previsioni negative, ritorna al segno positivo, seppur di una manciata di unità in più rispetto allo stesso mese del 2018 (+0,01%). In leggera ripresa la percentuale dei preventivi convertiti in ordini in concessionaria, 24,95% che però non stimola gli ordinativi che vengono visti in diminuzione del 2,13% rispetto a marzo 2018. Prosegue il ridimensionamento delle Km0 che dopo aver costituito il 6,40% del mercato di febbraio, vengono viste con analoga percentuale anche per marzo, 6,74%. Sempre in lenta ma costante crescita le automobili ad alimentazione alternativa che dopo aver contato per oltre il 12% del mercato di febbraio vengono previste al 13,14% dell’immatricolato di marzo. Per quanto riguarda i sondaggi del mese abbiamo indagato fra i Concessionari del nostro Panel, chiedendo loro quale fosse il rapporto tra primo contatto col cliente e vendita finale: il risultato è stato di 2 su 10, due vendite finali quindi su dieci passaggi in concessionaria da parte di clienti diversi. La domanda che invece è stata rivolta agli utenti del nostro sito www.interautonews.it verteva proprio sull’introduzione della nuova Ecotassa che, secondo le stime, potrebbe causare la perdita di 100.000 immatricolazioni nell’intero anno. Al momento di andare in stampa il 63,6% degli internauti ritiene di sì contro il 36,4% del fronte degli ottimisti. Ricordiamo che è possibile votare sul nostro sito fino alla fine di marzo.

A febbraio sconti in aumento a livello nazionale per tutte le alimentazioni, solo +0,7 punti percentuali per il diesel, poco più di un punto per le benzina, mentre gli sconti risultano più consistenti per le alternative con una crescita di oltre tre punti percentuali rispetto al mese precedente. Tendenza più o meno confermata anche nel dettaglio delle aree geografiche dove l’unico segno meno si registra al Centro Italia per il diesel, -1,21 punti, bilanciato dai +3,3 punti del Sud/Isole. Di rilievo i +3,9 punti per le alternative al Sud e i +4 punti al Nord Italia, sempre per la stessa alimentazione. 

Le vicissitudini del diesel nel nostro Paese sembrano essersi ormai adeguate al trend degli altri mercati dell’Unione Europea e non solo: oltre 4 punti percentuali in meno le consegne a livello nazionale e quasi due punti in meno gli ordini rispetto a gennaio. L’analisi approfondita delle aree geografiche rivela una sorprendente crescita di oltre 7 punti al Centro Italia per le consegne che viene però annacquata dai quasi 15 punti in meno del Sud/Isole e dai 5,2 punti in meno del Nord.

 

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Dealer, quando la lotta fa bene alla pace

Dentro la sollevazione pronta e unitaria del settore auto italiano seguita all’introduzione dell’Ecotassa – sollevazione che è stata fin qui il solo e unico benefico effetto sortito dalla non comprensibile decisione del Governo – sono scomparsi d’incanto le turbolenze e il progetto di scissione all’interno del mondo delle rappresentanze dei Concessionari italiani. Una conquista enorme, considerato il clima dello scorso anno e i toni forti della diatriba.

Della nuova associazione dei Dealer non si parla più. Il che non significa che i grandi Gruppi abbiano perso la voglia (la forza non la perderanno certo) di essere attivi e pure rappresentativi: una delle richieste avanzate a Federauto prima dell’avvio della procedura di scissione di inizio estate 2018, all’epoca non accolta dal presidente De Stefani Cosentino, ovvero l’adesione diretta dei Concessionari alla Federazione, senza quindi l’obbligo di passare attraverso le associazioni di marca, è adesso argomento di pacata discussione (in corso) e le probabilità che ottenga il via libera sono più che alte – per non scontentare nessuno si potrà aderire alla Federazione sia tramite associazione di marca sia liberamente, l’una possibilità non escluderà l’altra. Un’apertura di dialogo concreta, sui fatti: buona notizia.

Ma c’è altro. In sede di Unione europea, dove si è almeno abituati, per cultura, ad ascoltare, è stata rappresentata da Federauto la delicata questione della vendita dei veicoli alle flotte da parte delle Case – a prezzi e condizioni che i Concessionari nemmeno si sognano, e soprattutto vendita diretta. E sempre per rimanere alla Ue, un intervento in quella sede per rappresentare le problematiche legate ai contratti tra Case e Concessionari (sul nodo del recesso, in particolare) era stata indicata tra le possibili azioni da intraprendere al più presto dai promotori della nuova Associazione, quando ancora sembrava che questa dovesse realizzarsi. 

Nel nuovo scenario di collaborazione che sembra aprirsi per il settore, potrebbe realizzarsi così compiutamente l’idea di quanti – tra i fondatori della nuova Associazione – non erano del tutto propensi alla scissione da Federauto né allo scontro, e immaginavano il nascente soggetto più come una task force cui affidare questo o quel compito particolare da portare a termine. Fiancheggiando la Rappresentanza ufficiale e non entrando con la stessa in rotta di collisione: ciascuno porta le proprie competenze, le proprie conoscenza e capacità e le mette a disposizione della collettività.

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