Numeri, persone e fatti di prima pagina

In 5 anni mercato auto in calo del 39,8% tasse su del 6,3%

Ora lo sappiamo. L’Italia è il Paese europeo (forse mondiale) dove i cittadini pagano più tasse. E anche l’auto fa le cose in grande. L’Anfia ha calcolato che il settore automotive nel 2013  ha versato 70,5 miliardi di euro allo Stato, contribuendo per il 16,5% alle entrate totali del fisco.  Quella montagna di miliardi significa il 4,5% del Pil. In 5 anni, a causa del calo delle vendite (-39,8%) il gettito di Iva e Ipt si è ridotto del 30,2% mentre il gettito derivante dal possesso (il bollo) e dall’uso è cresciuto rispettivamente del 4,6% e del 13,2%.  E tanto per non farsi mancare nulla, l’Anfia ha calcolato che dell’intero gettito fiscale proveniente dall’utilizzo dell’auto (i famosi 70,5 miliardi) ben 58, pari all’82,2%, nascono dall’uso delle vetture nel corso dell’anno fra carburanti, tassa di circolazione, riparazioni, ricambi, RCAuto. Un dettaglio: il solo carico fiscale sui carburanti frutta alle casse dello Stato 36,6 miliardi! (07/2014)

 

Top 10 Europa (6 mesi): Golf leader, entra la Renault Captur

Dopo i primi sei mesi dell’anno, secondo quanto rende noto Jato Dynamics, la Volkswagen Golf con 270.462 unità immatricolate (+14,2%) mantiene saldamente il comando nella classifica delle 10 vetture più vendute in Europa. Seguono nell’ordine Ford Fiesta (167.941, +9,3%), Renault Clio (162.558, +5,3%), Volkswagen Polo (140.539, -1,5%), Opel Corsa (133.729, +1,5%), Ford Focus (121.570, -0,9%), Peugeot 208 (119.686, - 12,5%), Nissan Qashqai (110.474, -2,9%), Opel Astra (97.336, -6,6%). Entra al decimo posto la sorprendente Renault Captur con 87.410 unità immatricolate, in crescita di un clamoroso +335,8% dovuto ad un confronto con un 2013 che l’aveva appena vista entrare sul mercato con sole 19.178 unità vendute. Jato Dynamics segnala anche l’ottima prestazione di Fiat 500, in crescita nel semestre del 15,6% (07/2014)

 

Il Gruppo VW Italia riorganizza la Comunicazione Stampa

Sul fronte della comunicazione con i giornalisti, quanto aveva già preso corpo nei fatti, il Volkswagen Group Italia ora lo ha voluto certificare con un comunicato. Si tratta della riorganizzazione del settore della Comunicazione Stampa la cui direzione, per il Gruppo, resta affidata a Federica Bennato, alla quale vengono assegnati - oltre al coordinamento fra gli uffici stampa delle singole Marche - tutto ciò che riguarda le Relazioni Stampa e Istituzionali del Gruppo, la Comunicazione Interna e il coordinamento marketing intra brand. Fanno parte del Team Group Press & PR Beatrice Zuma, Daniela Girelli, Franco Zantedeschi e Michele Ruggero. Quanto ai Responsabili Stampa di ogni marca, essi operano all’interno delle rispettive Divisioni, riportando al Brand Manager. In dettaglio, Federico Cara supportato da Marcella Vincenzoni riporta per il brand Volkswagen ad Andrea Alessi, Guido Stalmann, supportato da Roberta Pasetto e da Giorgio Magnanini riporta per il brand Audi a Fabrizio Longo, Maider Ensunza Arrien riporta per il brand Seat a Giampiero Wyhinny, Debora Pezzo riporta per il brand Skoda a Francesco Cimmino e Silvia Ferrari per il brand Volkswagen Veicoli Commerciali riporta a Luca Bedin (07/2014)

 

Mulally, ex CEO Ford, dalle auto al mondo digitale con Google

Alan Mulally, 68 anni, è entrato a far parte del Board dei direttori di Google, portando la sua esperienza acquisita come CEO di Ford Motor Co. (settembre 2006 - giugno 2014) nell’azienda leader nel mondo dell’informatica che sta alacremente lavorando alla messa a punto di una vettura a guida autonoma. Mulally riceverà inizialmente azioni Google per 1 milione di dollari, un compenso annuo di 350.000 dollari e un rimborso spese di 75.000. (07/2014)

 

1° semestre, crescono i brand PSA: Peugeot +5,7%, Citroen +7%

Nel primo semestre del 2014, i brand del gruppo PSA hanno registrato bilanci positivi in termine di unità vendute. Peugeot ha fatto registrare 853.000 vendite, on una crescita sull’analogo periodo dello scorso anno del 5,7%, Citroen con 624.000 veicoli venduti ha fatto registrare una crescita del 7%. In Europa Peugot ha registtato522.000 vendite (+13,5%) e in Cina 185.000 (+32,4%). Dal canto suo Citroen in Europa è cresciuta nel semestre del 10% con 371.000 immatricolazioni e in Cina del 16% con 160.000 unità fatturate. (07/2014)

 

 

6,8 milioni di auto (+6,2%) targate in Europa nel primo semestre

Dopo il –5% registrato nell’agosto del 2013, da dieci mesi il mercato europeo, secondo quanto reso noto dall’ACEA registra risultati con il segno positivo. Però si evidenzia come in giugno il 1.189.143 di immatricolazioni risulta essere il secondo più basso giugno da quando sono cominciati i rilevamenti dell’associazione dei costruttori europei, nel 2003. Rispetto al sesto mese dello scorso anno, comunque, si registra una crescita del 4,5%. Nel cumulato del primo semestre, l’immatricolato risulta essere stato di 6.622.996 unità (+6,5%) che con l’aggiunta dei tre Paesi Efta porta il totale a 6.851.552 unità, in crescita dl 6,2% sull’analogo periodo del 2013. Dei 5 grandi Paesi, solo la Germania ha chiuso in negativo: 277.614 immatricolazioni, -1,9%. In positivo gli altri 4 mercati: Francia 196.233, +2,5%, Italia 127.489, +3,8%, Spagna 90.158, +23,9%, Gran Bretagna 228.291, +6,2%. La LMC Automotive, dal canto suo, indica le proiezioni per fine anno: Francia +0,8%, Germania +2,7%, Italia +3,8%, Spagna +14,7%, Gran Bretagna +5,4%. (07/2014) Clicca qui per consultare i dati

 


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L'opinione di Tommaso Tommasi

Tornano gli incentivi? Ma sì, prendiamoli al volo

La notizia che il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi avrebbe ufficializzato l’idea di riproporre incentivi per privati e aziende nell’intento di rilanciare il mercato dell’automobile, ormai da anni in coma profondo, ha messo in moto le voci più disparate. E’ tutto un osannare, pieno di “finalmente”, “era ora” e roba simile. In effetti, i mercati dell’auto dei Paesi dove i governi hanno varato sostegni alle vendite di auto,  hanno ritrovato linfa e business. Uno per tutti la Spagna, dove dopo i disastri degli anni scorsi  le oltre 455.000 immatricolazioni del primo semestre hanno fatto segnare una crescita del 17,7% proiettando  835.000 targhe per l’interno anno.  D’accordo, siamo lontani dai bei tempi felici  in cui in Spagna le vendite sfioravano, come nel 2007, i due milioni di veicoli, ma molto meglio delle 700.000 del 2012.

 

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