Numeri, persone e fatti di prima pagina

Milioni di richiami per difetti alle airbag

Un vero tsunami nel mondo dell’auto è causato dalla difettosità delle airbag (12 milioni di esemplari)  prodotte dalla giapponese Takata. I richiami ormai ammontano a milioni di unità, causando pesanti perdite per le Case coinvolte. Dopo quanto comunicato dalla Honda che ha richiamato oltre 6 milioni di veicoli,  la Audi ha avviato un controllo su 850.000 A4 mentre Nissan ha lanciato una campagna di richiami riguardante 260.000 vetture. Nel complesso, i difetti riscontrati nelle airbag prodotte dalla Takata fra il 2000 ed il 2007, hanno comportato circa 8 milioni di richiami da parte di 10 costruttori. (10/2014)

 

50% delle donne USA , insoddisfatte della propria automobile

Negli Stati Uniti circolano più auto guidate da donne che da uomini e il 50% delle proprietarie dei veicoli si dichiarano insoddisfatte delle vetture che possiedono, mentre il 74% afferma di non trovare presso le Case costruttrici risposte adeguate alle loro esigenze. Lo si rileva da uno studio diffuso dalla Frost&Sullivan. (10/2014)

 

44% di crescita in Cina per le automobili del Gruppo PSA

Secondo quanto reso noto dalla francese PSA (Peugeot-Citroen), nel corso del terzo trimestre le vendite di automobili sono cresciute globalmente del 5,4%, in particolare per il successo della partnership di PSA con la cinese Dongfeng, che ha dato vita ad una crescita sul mercato cinese del 44% grazie al lancio di nuovi prodotti. Nel luglio scorso PSA aveva reso noto di aver ottenuto il suo primo utile semestrale (477 milioni di euro) dopo tre anni di perdite. (10/2014)

 

130.000 Jaguar e Land Rover saranno prodotte in Cina

JaguarLandRover (di proprietà della indiana Tata) ha annunciato l’apertura del suo primo stabilimento in Cina, a Changshu, vicino Shangai. La produzione prevista a regime è di 130.000 vetture, in buona parte Jaguar, con le quali affronterà la concorrenza delle marche premium tedesche, dominatrici del mercato locale. Nel 2013 JaguarLandRover ha venduto in Cina 90.000 vetture, delle quali solo 16.000 erano Jaguar. Il governo cinese favorisce la produzione locale con una tassa di importazione del 25% che si va ad aggiungere al costo del trasporto via mare. Il Gruppo controllato dalla indiana Tata ha dato vita ad una partnership con la cinese Chery e i prodotti che inizialmente verranno costruiti saranno la Land Rover Evoque, una berlina Jaguar e la Land Rover Discovery Sport. (10/2014)

 

In settembre, Golf la più venduta in Europa, sorpresa Tesla

Con 399.118 unità vendute (+15%) nei primi 9 mesi dell’anno, Volkswagen Golf continua ad essere al primo posto nella top ten europea stilata da Jato Dynamics. Seguono Ford Fiesta (243.813, +9,8%), Renault Clio (227.993, +5,1%), Volkswagen Polo (207.886, 3,2%), Opel Corda (194.826, +3,3%), Ford Focus (174.557, -1,1%),  Peugeot 208 (169.979, -10,4%), Audi A3 (154.276, +23,5%), Opel Astra (142.915, -7,3%) e Fiat 500 (137.629, +13,6%). Jato Dynamics sottolinea  il successo relativo della elettrica Tesla S, che nel segmento delle auto premium occupa la seconda posizione nei nove mesi dopo la Mercedes Classe S ma davanti a Audi A8, BMW Serie7 e Jaguar XJ. (10/2014)

 

+6,1% il mercato europeo di settembre, +5,8% nei primi 9 mesi

Il mercato europeo delle auto nuove continua a registrare risultati positivi. Anche il mese di settembre si è chiuso in attivo, con 1.269.517 vetture immatricolate, in aumento del 6,1% sul settembre dello scorso anno. Nei 9 mesi, le immatricolazioni sono salite a 9.906.668 unità, in crescita del 5,8%. Bene i cinque grandi mercati, che rappresentano oltre il 70% delle vendite dei 28 mercati dell’Unione Europea più i tre dell’area Efta: Germania +5,2 nel mese e +2,9% nei nove mesi, Francia +6,3% e +2,1%, Gran Bretagna +5,6% e +9,1%, Spagna (dove sono in atto gli incentivi) +26,2% e +17,2 e infine l’Italia 3,3% e +3,6%. Nel mese di settembre solo cinque mercati hanno chiuso in passivo: Danimarca (-1%), Austria (-1,7%), Svizzera (-3,2%), Olanda (-3,8%) e Norvegia (-4,8%): Sul podio con il maggiore incremento, sempre per settembre, Islanda (+58%), Grecia (+32,6%) e Portogallo (+31,5%). Il +6,4% registrato quest’anno e il secondo miglior risultato di settembre dal 2005. (10/2014) Clicca qui per consultare i dati

 


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L'opinione di Tommaso Tommasi

E d’improvviso qualcuno scopre che esistono le Km0

A forza di scriverne (cifre alla mano, come d’abitudine) sul nostro mensile InterAutoNews, ci siamo fatti la nomea dei grandi nemici delle Km0. Poiché non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire (in questo nostro caso, capire) riformulo per l’ennesima volta la nostra posizione. Nulla in contrario per l’uso delle km0 nel business della distribuzione, nulla in contrario se a farlo sono le Case in prima persona, nulla in contrario se lo fanno i Concessionari. Sappiamo bene che ci sono delle quote di mercato da proteggere rispettando il volere della Casa madre o del Top Manager di turno, sappiamo bene che i bonus per il raggiungimento degli obiettivi di vendita sono talmente vitali per la sopravvivenza del Dealer da giustificare ogni mezzo per arrivarci. L’auto a km0, ci è stato detto molte volte, è apprezzata dai consumatori, che ormai ne fanno ampia richiesta. Ma ci è stato detto altrettante volte che di fatto le km0 sono un riposizionamento di prezzo, con buona pace di chi ha ritenuto di poter vendere quella vettura ad un prezzo diverso da quello poi applicato con la km0. In più, aggiungiamo noi, la percezione del consumatore è che il  prezzo di vendita della km0 è il migliore ottenibile, consentendo comunque a Casa e Dealer di guadagnarci su. Cosa volete che sappia, il consumatore, delle quote e dei bonus? Lui percepisce solo la realtà del mercato.  Restando spesso nella totale convinzione che anche a prezzo ridotto rispetto a quello di listino, Casa e Concessionario ci guadagnano. E in più, con l’effetto collaterale di far crescere sempre più la sfiducia nel sistema di business del settore, danneggiando – infine – persino l’immagine del brand e quella del Concessionario con il pericoloso deterioramento del tasso di fiducia,  essenziale nel rapporto fra chi vende e chi compra.

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