Numeri, persone e fatti di prima pagina

+5% le nuove auto targate in luglio in Europa Occidentale

Con 1.002.226 nuove immatricolazioni, il mercato dell’Europa Occidentale delle nuove auto ha chiuso in crescita del 5% sul luglio dello scorso anno. Nei primi sette mesi, le nuove auto immatricolate sono così diventate 7.390.661, in aumento del 5,4% sui sette mesi iniziali del 2013. Dei 5 grandi mercati che rappresentano oltre il 78% del totale la Francia con 143,777 targhe ha chiuso in flessione del 4,3 ed è l’unico mercato finito in terreno negativo. La Germania con 270.249 unità e un +6,8%, l’Italia con 113.777 targhe e un +5%, la Spagna con 83.223 immatricolazioni e un +10,9%, la Gran Bretagna con 172.907 nuove auto e un +6,6% sono tutte atterrate in area positiva. La LMC Automotive, che ha diffuso questi dati, proietta per fine anno bilanci positivi per l’intero mercato dell’Europa Occidentale (+3,7%), per la Francia (+0.9%), per la Germania (3,7%), per l’Italia (+3,5%), per la Spagna (+14,9%) e per la Gran Bretagna (5,2%) confermano così una prima consistente ripresa delle vendite europee di autovetture. (08/2014).

 

113.777 immatricolazioni di nuove a luglio in Italia (+5%)

Nel dorso del mese di luglio, in Italia sono state immatricolate 113.777 nuove automobili, in crescita del 5% sulle 108.338 regisrate nel luglio dello scorso anno. Nei primi 7 mesi, le targhe ammontano a 871.334 unità, in aumento del 3,7% (furono 840.660 nei primi sette mesi del 2013).  Continua ad andare a rilento la raccolta degli ordini, con 102.000 contratti, il che porta il cumulato dei 7 mesi ad una raccolta di quasi 860.000 ordini. Dopo un avvio di mese che faceva ben sperare, gli acquisti dei privati sono scesi progressivamente e il saldo indica il 65,6% dell’intero immatricolato, sia pure in crescita del 7,7%. (08/2014) Clicca qui per consultare i dati

 

Mercato da 1.347.000 per l’intero 2014 secondo l’Unrae

Secondo gli analisti del Centro Studi dell’Unrae, l’associazione delle Case estere presenti in Italia,  alla fine del 2014 le immatricolazioni ammonteranno a 1.347.000 unità, mentre per il 2015 si ipotizza una crescita a 1.410.000 targhe, ben poca cosa. Ma proprio Massimo Nordio, Presidente dell’Unrae apre una finestra su una possibile crescita ben maggiore che potrebbe essere favorita dal piano di incentivazione indicato dal ministro Lupi che – ricorda Nordio -  punterebbe sulla riduzione della pressione fiscale che ancora agisce su famiglie ed imprese, stimolando in modo conveniente la sostituzione del parco circolante di vetture obsolete. (08/2014)

 

1,7% di scarto, il nostro Panel aveva indicato 111.850 targhe

Il Panel dei Concessionari che InterAutoNews interpella ogni mese per la previsione delle immatricolazioni del mese anche questa folta si è avvicinato molto al risultato effettivo diffuso dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.  Svendo indicato come media 111.850 targhe, lo scarto rispetto alle 113.777 immatricolazioni dichiarate è stato solo dell’1,7%, valore che gli analisti considerano praticamente corretto. (08/2014)

 

In 5 anni mercato auto in calo del 39,8% tasse su del 6,3%

Ora lo sappiamo. L’Italia è il Paese europeo (forse mondiale) dove i cittadini pagano più tasse. E anche l’auto fa le cose in grande. L’Anfia ha calcolato che il settore automotive nel 2013  ha versato 70,5 miliardi di euro allo Stato, contribuendo per il 16,5% alle entrate totali del fisco.  Quella montagna di miliardi significa il 4,5% del Pil. In 5 anni, a causa del calo delle vendite (-39,8%) il gettito di Iva e Ipt si è ridotto del 30,2% mentre il gettito derivante dal possesso (il bollo) e dall’uso è cresciuto rispettivamente del 4,6% e del 13,2%.  E tanto per non farsi mancare nulla, l’Anfia ha calcolato che dell’intero gettito fiscale proveniente dall’utilizzo dell’auto (i famosi 70,5 miliardi) ben 58, pari all’82,2%, nascono dall’uso delle vetture nel corso dell’anno fra carburanti, tassa di circolazione, riparazioni, ricambi, RCAuto. Un dettaglio: il solo carico fiscale sui carburanti frutta alle casse dello Stato 36,6 miliardi! (07/2014)

 

Top 10 Europa (6 mesi): Golf leader, entra la Renault Captur

Dopo i primi sei mesi dell’anno, secondo quanto rende noto Jato Dynamics, la Volkswagen Golf con 270.462 unità immatricolate (+14,2%) mantiene saldamente il comando nella classifica delle 10 vetture più vendute in Europa. Seguono nell’ordine Ford Fiesta (167.941, +9,3%), Renault Clio (162.558, +5,3%), Volkswagen Polo (140.539, -1,5%), Opel Corsa (133.729, +1,5%), Ford Focus (121.570, -0,9%), Peugeot 208 (119.686, - 12,5%), Nissan Qashqai (110.474, -2,9%), Opel Astra (97.336, -6,6%). Entra al decimo posto la sorprendente Renault Captur con 87.410 unità immatricolate, in crescita di un clamoroso +335,8% dovuto ad un confronto con un 2013 che l’aveva appena vista entrare sul mercato con sole 19.178 unità vendute. Jato Dynamics segnala anche l’ottima prestazione di Fiat 500, in crescita nel semestre del 15,6% (07/2014)

 


Pagina 1 di 107

L'opinione di Tommaso Tommasi

Meno targhe, più tasse così si strangola l’auto

Mentre il mercato arranca, proviamo a fare la nota della spesa fiscale dell’automobile.  Per l’Iva e per i diritti della motorizzazione lo Stato ha incassato 5,25 miliardi di euro frutto delle poco più di 1.313,000 vetture nuove vendute. Un sacco di soldi? Nulla, spiccioli, se li confrontiamo con il gettito generato dall’uso dei 35 milioni di vetture circolanti nel nostro Paese. Qui si parla di 58 miliardi di euro, pari all’82,2% dell’intero gettito fiscale proveniente dall’automotive. E’ questa la fonte più imponente della massa di denaro affluito nel corso del 2013 nelle sempre ingorde casse dello Stato, di quei 70,5 miliardi che, secondo quanto ha reso noto l’Anfia (associazione delle aziende italiane dell’automotive),  sono arrivati dai mille rivoli di tasse che gravano sull’automobile, dal suo acquisto sino alla rottamazione.

Scorriamo insieme l’elenco.  36,6 miliardi provengono dal prelievo fiscale sui carburanti e qui dobbiamo fare un pit stop per ricordare che la famose accise che gravano su ogni litro di benzina, di gasolio, o su ogni sbuffo di gas (gpl o metano che sia) hanno le origini più strane e lontane. C’è chi dice, ma sono malpensanti poco informati, che si stanno ancora coprendo i costi della seconda guerra Punica. Questo non è vero, ma di certo sino a poco tempo fa annidato nei carburanti c’era il rimborso della guerra all’Abissinia (1935).

 

Leggi tutto e commenta...
Banner

Sondaggi

Che tipo di motorizzazione avrà la prossima automobile che comprerete?
 

L'ultimo sondaggio

Ritenete che in Italia ci sia ancora spazio per un Salone dell’automobile?

Sì: 54,3%
No: 45,7%

Indici