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Top 10 Gennaio 2018  
1 Fiat Panda 11.237
2 Fiat 500X 5.734
3 Ford Fiesta 5.388
4 Fiat 500 5.263
5 Fiat Tipo 5.215
6 Citroën C3 4.829
7 Lancia Ypsilon 4.250
8 Renault Clio 3.945
9 Fiat 500L 3.902
10 Toyota Yaris 3.725
     
Top 10 BENZINA Gennaio 2018  
1 Fiat Panda 8.541
2 Fiat 500 3.768
3 Lancia Ypsilon 2.914
4 Volkswagen Polo 2.759
5 Citroën C3 1.944
6 Peugeot 208 1.632
7 Ford Fiesta 1.403
8 Renault Clio 1.304
9 Ford Ka Plus 1.256
10 Fiat Tipo 1.213
     
Top 10 DIESEL Gennaio 2018  
1 Fiat 500X 4.111
2 Ford Fiesta 3.984
3 Jeep Compass 3.508
4 Fiat Tipo 3.506
5 Jeep Renegade 3.061
6 Fiat 500L 2.872
7 Nissan Qashqai 2.675
8 Volkswagen Tiguan 2.565
9 Dacia Duster 2.283
10 Citroën C3 2.126
     
Top 10 METANO Gennaio 2018  
1 Volkswagen Golf 909
2 Skoda Octavia 352
3 Fiat Panda 309
4 Volkswagen up! 250
5 Fiat Punto 231
6 Seat Ibiza 185
7 Volkswagen Polo 153
7 Audi A3 142
9 Seat Leon 121
10 Fiat Qubo 105
     
Top 10 GPL Gennaio 2018  
1 Dacia Duster 1.053
2 Opel Corsa 901
3 Renault Clio 799
4 Lancia Ypsilon 789
5 Fiat Panda 767
6 Citroën C3 759
7 Fiat 500X 740
8 Dacia Sandero 689
9 Fiat Tipo 496
10 Opel Karl 489
     
Top 10 IBRIDE Gennaio 2018  
1 Toyota Yaris 2.410
2 Toyota C-HR 1.808
3 Toyota Auris 714
4 Toyota Rav4 610
5 Suzuki Ignis 336
6 Suzuki Swift 287
7 Kia Niro 220
8 Lexus NX 137
9 Hyundai Ioniq 93
10 Suzuki Baleno 51
     
Top 10 ELETTRICHE Gennaio 2018  
1 Smart Fortwo 131
2 Renault Zoe 31
3 Tesla Model S 22
4 BMW i3 21
5 Smart Forfour 19
6 Volkswagen Golf 8
7 Tesla Model X 7
8 Citroën C-Zero 5
9 Citroën Berlingo 4
9 Nissan Evalia 4

Mercato, stock, Km0: chi vince al gioco dell’oca?

Ci risiamo. Il mercato ha dato numeri buoni a luglio, eccellenti ad agosto, il solito mese jolly. Un’estate apparentemente a gonfie vele, in Italia - in Europa  è stata addirittura clamorosa.  L’effetto Wltp, si è subito detto, ben sapendo quello che si diceva. Ovvero: la spinta delle campagne promosse da Concessionari e Case per smaltire gli stock di auto non conformi alle nuove procedure di omologazione in vigore dal 1° settembre ha prodotto quei volumi e quelle percentuali di crescita. Il punto è che, una volta di più, c’è da chiedersi se immatricolazione sia sinonimo di vendita. A occhio, non lo è, specie se si parla di vendita al cliente privato - che continua a tenersi abbastanza lontano dal mercato. Dunque, il giro appare essere il solito: si sono smaltiti gli stock rimpinguando altri stock. Che, in un modo o nell’altro, vanno a rimpinguare la flotta delle Km0, in carico ai Concessionari. Ad agosto, le Case non hanno praticamente fatto auto-immatricolazioni (e Fiat ha sacrificato così il 1° posto di Panda nella classifica dei modelli più venduti). I Dealer ne hanno fatto il 44,28% in più rispetto al 2017 - senza contare le 1.835 immatricolazioni intestate alle proprie società di noleggio a breve termine. Negli 8 mesi del 2018, sono arrivati a quota 160mila (+22.000 circa sul 2017), a fronte del -25,6% di quelle delle Case (-19.000 unità). I dati sono di Data Force e dicono che i vasi continuano a comunicare: da una parte le auto-immatricolazioni calano, dall’altra crescono. Che si tratti di forzature, lo lasciamo dire a chi le fa e poi se ne lamenta. Che il mercato finirà per pagare questo gioco è fuor di dubbio. Resta da capire quando. La speranza è che non sia necessario sedere sulla riva del fiume, per capire quando accadrà.

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Nessuna nuova sul fronte delle rappresentanze dei Dealer. Il che non è una buona nuova. Le strade, tra Federauto e i promotori della nuova associazione, si sono definitivamente separate con lo scambio di lettere di inzio estate. Posizioni inconciliabili, dialogo inesistente. Fine della possibile collaborazione. Che era la strada auspicata da qualcuno, all’interno della compagnia dei “fuoriusciti”: la Federauto a fare la propria politica, il nuovo gruppo con funzione di task force e l’incarico di occuparsi di uno dei tanti temi che incombono sul business e sugli imprenditori che lo portano avanti. Oggi lo spettro dell’aumento dell’Iva, domani quello del Regolamento europeo - solo per citare due delle aree di intervento in cui il lavoro di lobby potrebbe (avrebbe potuto?) risultare più che utile. Ma no: separati nella stessa casa, si procederà così.

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