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Marche 6 mesi 2020 Quota % 6 mesi 2019 Quota % Diff. % Giu. 2020 Quota % Giu. 2019 Quota % Diff. %
Fiat 89.992  15,41 170.705  15,76 -47,28 18.561  14,01 23.295  13,52 -20,32
Volkswagen 54.055  9,26 98.916  9,13 -45,35 11.431  8,63 16.214  9,41 -29,50
Ford 37.640  6,45 67.710  6,25 -44,41 8.866  6,69 9.834  5,71 -9,84
Peugeot 36.154  6,19 62.715  5,79 -42,35 7.224  5,45 8.662  5,03 -16,60
Renault 35.321  6,05 65.990  6,09 -46,48 9.617  7,26 13.175  7,65 -27,01
Citroën 28.663  4,91 52.008  4,80 -44,89 5.696  4,30 7.364  4,27 -22,65
Toyota 27.848  4,77 50.155  4,63 -44,48 7.537  5,69 7.732  4,49 -2,52
Opel 24.749  4,24 60.109  5,55 -58,83 4.817  3,64 9.020  5,23 -46,60
Jeep/Dodge 23.099  3,96 47.092  4,35 -50,95 5.373  4,06 8.439  4,90 -36,33
Dacia 22.152  3,79 48.539  4,48 -54,36 6.393  4,83 8.532  4,95 -25,07
Audi 21.839  3,74 35.237  3,25 -38,02 5.847  4,41 6.650  3,86 -12,08
BMW 19.756  3,38 32.440  2,99 -39,10 4.627  3,49 5.206  3,02 -11,12
Mercedes 19.180  3,28 33.568  3,10 -42,86 4.988  3,77 5.699  3,31 -12,48
Lancia/Chrysler 18.770  3,21 34.686  3,20 -45,89 3.508  2,65 4.350  2,52 -19,36
Kia 16.110  2,76 25.585  2,36 -37,03 2.989  2,26 4.196  2,44 -28,77
Suzuki 13.463  2,31 20.407  1,88 -34,03 3.301  2,49 3.750  2,18 -11,97
Hyundai 13.420  2,30 25.419  2,35 -47,20 2.990  2,26 4.607  2,67 -35,10
Nissan 11.526  1,97 25.111  2,32 -54,10 2.132  1,61 3.383  1,96 -36,98
Skoda 10.679  1,83 14.862  1,37 -28,15 2.555  1,93 2.581  1,50 -1,01
Seat 9.184  1,57 14.711  1,36 -37,57 2.261  1,71 2.265  1,31 -0,18
Volvo 6.997  1,20 10.934  1,01 -36,01 1.907  1,44 1.693  0,98 12,64
Alfa Romeo 6.820  1,17 14.408  1,33 -52,67 1.525  1,15 2.559  1,49 -40,41
Mini 6.588  1,13 11.888  1,10 -44,58 1.667  1,26 2.222  1,29 -24,98
Land Rover 5.633  0,96 9.147  0,84 -38,42 1.120  0,85 1.552  0,90 -27,84
Mazda 4.157  0,71 6.343  0,59 -34,46 1.021  0,77 1.009  0,59 1,19
Porsche 2.730  0,47 3.373  0,31 -19,06 693  0,52 638  0,37 8,62
Honda 2.693  0,46 4.928  0,45 -45,35 642  0,48 775  0,45 -17,16
DS 2.152  0,37 2.045  0,19 5,23 384  0,29 504  0,29 -23,81
Mitsubishi 1.952  0,33 4.541  0,42 -57,01 342  0,26 951  0,55 -64,04
Lexus 1.754  0,30 3.062  0,28 -42,72 395  0,30 540  0,31 -26,85
Jaguar 1.683  0,29 4.753  0,44 -64,59 257  0,19 680  0,39 -62,21
Smart 1.479  0,25 13.552  1,25 -89,09 317  0,24 2.410  1,40 -86,85
Tesla 1.347  0,23 1.226  0,11 9,87 382  0,29 473  0,27 -19,24
DR 1.088  0,19 1.551  0,14 -29,85 294  0,22 319  0,19 -7,84
Subaru 911  0,16 1.303  0,12 -30,08 221  0,17 261  0,15 -15,33
Maserati 552  0,09 1.191  0,11 -53,65 144  0,11 266  0,15 -45,86
Mahindra 550  0,09 589  0,05 -6,62 110  0,08 91  0,05 20,88
SsangYong 500  0,09 1.384  0,13 -63,87 118  0,09 199  0,12 -40,70
Ferrari 271  0,05 281  0,03 -3,56 74  0,06 48  0,03 54,17
Great Wall 158  0,03 0,00 - 45  0,03 0,00 -
Lamborghini 145  0,02 190  0,02 -23,68 39  0,03 43  0,02 -9,30
Aston Martin 20  0,00 27  0,00 -25,93 0,00 0,00 -16,67
Infiniti 10  0,00 170  0,02 -94,12 0,00 51  0,03 -98,04
Lada 0,00 28  0,00 -96,43 0,00 0,00 -100,00
Chevrolet 0,00 18  0,00 -94,44 0,00 0,00 0,00
Altre 168  0,03 285  0,03 -41,05 40  0,03 61  0,04 -34,43
Totale mercato 583.960  100,00 1.083.184  100,00 -46,09 132.457  100,00 172.312  100,00 -23,13
                     
Dati al 30/06/2020                    

Di speranza e di passione, ammissioni di colpa dovute

Ammissione di colpa, paragrafo 1. Su queste pagine si è molto scritto a proposito del disinteresse delle istituzioni italiane nei confronti del settore Automotive italiano. Si è scritto di disinformazione, non ascolto, non comprensione, ostilità, sfruttamento (del settore, come fosse un bancomat o una bestia da latte), eccetera. Lo si è fatto in passato, lo si è fatto con l’attuale Governo e le attuali istituzioni, perché – pur passando il tempo e i Governi – nel tempo è parso di intravedere una certa continuità di atteggiamento. D’altronde, fresco è ancora il ricordo di Salvini che si spende compiaciuto per l’Automotive italiano dal palco di Verona, ancora fresco – andando più indietro - è il ricordo della prima volta in cui si sentì parlare della necessità di istituire una cabina di regia, per coordinare e promuovere “la nuova cultura della mobilità, attenta alla coincidenza tra interessi individuali e collettivi”, perché la nuova mobilità “non accadrà girando una chiave, ma passerà attraverso un lungo periodo di transizione, dove sarà fondamentale la nostra capacità di fare sistema utilizzando al meglio le tecnologie disponibili, pianificando le necessarie infrastrutture e orientando le scelte di politica della mobilità verso l’equazione più efficiente per la collettività” (visione d’insieme, Massimo Nordio allora presidente di Unrae, luglio 2016). 
Ora. Appena qualche settimana fa, spettatori di una delle videoconferenze organizzate da #ADD20, l’Automotive Dealer Day in versione virtual-digitale, abbiamo appreso di essere in torto. E grandemente. Perché, ci è stato rivelato dal presidente di Unrae, Michele Crisci, e dal presidente di Federauto, Adolfo De Stefani Cosentino, Governo e istituzioni che oggi ci regolano e guidano, hanno più volte dimostrato disponibilità, interesse, perfino comprensione delle necessità, ragioni e argomentazioni del mondo dell’auto. Eravamo perciò pronti a rivedere la nostra posizione, ad accogliere con gioia il cambiamento epocale, quasi anche a fare ammenda e a riconoscere la nostra colpa. Senonché, quel giorno lì era l’8 ottobre e via mail ci è arrivato il comunicato congiunto Unrae-Federauto, che recava il titolo “Il mancato rifinanziamento dei fondi per il corrente anno vanifica…”, eccetera. 

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