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Marche 8 mesi 2019 Quota % 8 mesi 2018 Quota % Diff. % Ago. 2019 Quota % Ago. 2018 Quota % Diff. %
Fiat 203.828 15,38 241.247 17,66 -15,51 13.000 14,62 14.188 15,46 -8,37
Volkswagen 120.780 9,11 115.920 8,48 4,19 7.429 8,35 6.569 7,16 13,09
Ford 82.851 6,25 93.071 6,81 -10,98 5.620 6,32 6.033 6,57 -6,85
Renault 81.168 6,13 94.934 6,95 -14,50 5.858 6,59 9.611 10,47 -39,05
Peugeot 76.681 5,79 75.693 5,54 1,31 4.855 5,46 4.854 5,29 0,02
Opel 73.146 5,52 67.224 4,92 8,81 4.539 5,10 4.464 4,86 1,68
Dacia 62.023 4,68 43.677 3,20 42,00 5.839 6,57 4.518 4,92 29,24
Citroën 61.830 4,67 60.312 4,41 2,52 3.484 3,92 3.966 4,32 -12,15
Toyota 60.505 4,57 59.664 4,37 1,41 3.696 4,16 3.929 4,28 -5,93
Jeep/Dodge 58.678 4,43 60.953 4,46 -3,73 4.134 4,65 5.666 6,17 -27,04
Audi 43.997 3,32 45.830 3,35 -4,00 2.663 2,99 2.086 2,27 27,66
Lancia/Chrysler 41.504 3,13 31.897 2,33 30,12 2.502 2,81 1.278 1,39 95,77
Mercedes 40.759 3,08 41.097 3,01 -0,82 2.390 2,69 1.912 2,08 25,00
BMW 38.932 2,94 39.579 2,90 -1,63 2.779 3,12 2.563 2,79 8,43
Hyundai 31.966 2,41 35.989 2,63 -11,18 2.276 2,56 2.778 3,03 -18,07
Kia 31.882 2,41 33.765 2,47 -5,58 2.299 2,58 2.435 2,65 -5,59
Nissan 29.972 2,26 40.289 2,95 -25,61 1.669 1,88 2.345 2,55 -28,83
Suzuki 25.724 1,94 21.477 1,57 19,77 1.460 1,64 1.218 1,33 19,87
Skoda 18.698 1,41 17.502 1,28 6,83 1.382 1,55 1.249 1,36 10,65
Seat 18.412 1,39 15.132 1,11 21,68 1.322 1,49 1.159 1,26 14,06
Smart 18.318 1,38 17.673 1,29 3,65 2.686 3,02 678 0,74 296,17
Alfa Romeo 17.711 1,34 35.803 2,62 -50,53 1.131 1,27 3.610 3,93 -68,67
Mini 14.185 1,07 13.702 1,00 3,53 758 0,85 664 0,72 14,16
Volvo 13.445 1,01 11.580 0,85 16,11 894 1,01 894 0,97 0,00
Land Rover 11.176 0,84 12.187 0,89 -8,30 621 0,70 356 0,39 74,44
Mazda 7.690 0,58 7.225 0,53 6,44 424 0,48 424 0,46 0,00
Honda 5.852 0,44 6.267 0,46 -6,62 302 0,34 349 0,38 -13,47
Jaguar 5.772 0,44 6.060 0,44 -4,75 288 0,32 193 0,21 49,22
Mitsubishi 5.547 0,42 3.354 0,25 65,38 347 0,39 289 0,31 20,07
Porsche 4.286 0,32 4.467 0,33 -4,05 238 0,27 437 0,48 -45,54
Lexus 3.705 0,28 2.410 0,18 53,73 253 0,28 168 0,18 50,60
DR 3.104 0,23 802 0,06 287,03 941 1,06 76 0,08 -
DS 2.529 0,19 1.861 0,14 35,89 186 0,21 157 0,17 18,47
SsangYong 1.729 0,13 1.620 0,12 6,73 149 0,17 127 0,14 17,32
Subaru 1.676 0,13 2.171 0,16 -22,80 124 0,14 159 0,17 -22,01
Tesla 1.506 0,11 300 0,02 402,00 113 0,13 25 0,03 352,00
Maserati 1.493 0,11 1.909 0,14 -21,79 50 0,06 112 0,12 -55,36
Mahindra 748 0,06 433 0,03 72,75 72 0,08 84 0,09 -14,29
Ferrari 386 0,03 304 0,02 26,97 39 0,04 21 0,02 85,71
Lamborghini 248 0,02 147 0,01 68,71 11 0,01 6 0,01 83,33
Infiniti 238 0,02 492 0,04 -51,63 47 0,05 93 0,10 -49,46
Aston Martin 44 0,00 18 0,00 144,44 6 0,01 3 0,00 100,00
Great Wall 41 0,00 2 0,00 - 0 0,00 0 0,00 -
Lada 36 0,00 49 0,00 -26,53 4 0,00 10 0,01 -60,00
Chevrolet 32 0,00 36 0,00 -11,11 6 0,01 2 0,00 200,00
Altre 329 0,02 266 0,02 23,68 53 0,06 34 0,04 55,88
Marche italiane 326.979 24,67 373.104 27,31 -12,36 21.810 24,52 24.963 27,20 -12,63
Marche estere 998.183 75,33 993.286 72,69 0,49 67.129 75,48 66.829 72,80 0,45
Totale mercato 1.325.162 100,00 1.366.390 100,00 -3,02 88.939 100,00 91.792 100,00 -3,11
                     
Dati al 31/08/2019                    

Se Torino va a Milano, e la politica gioca a fare autogol

Perciò Torino va a Milano, nel senso del Salone dell’auto che cambia residenza. Lascia la città che gli era propria, lascia la dimora, il Parco Valentino, che lo ha visto rinascere e prosperare e affermarsi addirittura come standard con il quale dovranno misurarsi da qui in avanti gli show dell’auto, laddove pochi, pochissimi, avrebbero scommesso sulla sua capacità di durare oltre due, tre edizioni. Sono state invece cinque, l’ultima delle quali illuminata dalla presenza di 700mila visitatori e di 54 Marchi auto. Un trionfo di pubblico e di critica. Poi, è entrata in scena la politica – bassa, rigorosamente con la minuscola. E Torino, perciò, se ne va a Milano. Naturalmente, il fulmine a ciel sereno scagliato da Andrea Levy, presidente del Salone, che annunciando il trasloco ha insieme fornito le date del primo appuntamento milanese e quella della conferenza stampa di presentazione, qualche dubbio consistente lo ha prodotto. Si è detto: non si può improvvisare su due piedi un trasloco di questa portata; e in Italia, poi, dove la burocrazia è padrona e per ottenere permessi ci possono volere anni; e per andare a Milano, infine, che ha un’agenda degli eventi in cui, per trovare un buco libero, bisogna fare i salti mortali… E ancora, si è detto, un imprenditore che ha dimostrato di saperci fare, e Andrea Levy lo è, procede per programmi, non per improvvisazioni o colpi di testa. Quindi, si è concluso, la decisione di lasciare Torino non nasce dall’ultimo scontro con l’amministrazione locale – il vicesindaco Guido Montanari in testa, con la sua “speranza nella grandine” affinché mandasse all’aria l’ultima edizione del Salone del Parco Valentino - ma era stata già presa da tempo, si aspettava solo un casus belli per metterla in atto, e il casus belli è puntualmente arrivato.

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