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Marche 6 mesi 2019 Quota % 6 mesi 2018 Quota % Diff. % Giu. 2019 Quota % Giu. 2018 Quota % Diff. %
Fiat 170.606 15,76 200.462 17,87 -14,89 23.232 13,54 28.053 16,01 -17,19
Volkswagen 98.814 9,13 96.400 8,59 2,50 16.139 9,40 16.128 9,20 0,07
Ford 67.658 6,25 77.242 6,89 -12,41 9.814 5,72 11.594 6,61 -15,35
Renault 65.994 6,10 74.173 6,61 -11,03 13.160 7,67 13.320 7,60 -1,20
Peugeot 62.696 5,79 62.816 5,60 -0,19 8.652 5,04 8.945 5,10 -3,28
Opel 59.925 5,54 55.512 4,95 7,95 8.844 5,15 9.010 5,14 -1,84
Citroën 51.975 4,80 50.452 4,50 3,02 7.341 4,28 6.875 3,92 6,78
Toyota 50.037 4,62 48.640 4,34 2,87 7.664 4,47 7.557 4,31 1,42
Dacia 48.508 4,48 34.169 3,05 41,96 8.514 4,96 5.722 3,26 48,79
Jeep/Dodge 47.073 4,35 48.065 4,29 -2,06 8.425 4,91 7.726 4,41 9,05
Audi 35.222 3,25 38.483 3,43 -8,47 6.639 3,87 7.258 4,14 -8,53
Lancia/Chrysler 34.684 3,20 27.161 2,42 27,70 4.349 2,53 3.999 2,28 8,75
Mercedes 33.510 3,10 34.892 3,11 -3,96 5.661 3,30 5.708 3,26 -0,82
BMW 32.420 3,00 32.903 2,93 -1,47 5.196 3,03 5.665 3,23 -8,28
Kia 25.541 2,36 26.804 2,39 -4,71 4.174 2,43 4.015 2,29 3,96
Hyundai 25.385 2,35 28.940 2,58 -12,28 4.589 2,67 5.166 2,95 -11,17
Nissan 25.095 2,32 33.782 3,01 -25,71 3.372 1,96 4.152 2,37 -18,79
Suzuki 20.393 1,88 17.681 1,58 15,34 3.738 2,18 2.445 1,39 52,88
Skoda 14.848 1,37 14.725 1,31 0,84 2.573 1,50 2.428 1,39 5,97
Seat 14.700 1,36 12.564 1,12 17,00 2.256 1,31 2.007 1,15 12,41
Alfa Romeo 14.402 1,33 27.279 2,43 -47,20 2.554 1,49 3.650 2,08 -30,03
Smart 13.549 1,25 14.784 1,32 -8,35 2.408 1,40 3.184 1,82 -24,37
Mini 11.887 1,10 11.663 1,04 1,92 2.221 1,29 2.056 1,17 8,03
Volvo 10.930 1,01 9.047 0,81 20,81 1.690 0,98 1.565 0,89 7,99
Land Rover 9.142 0,84 10.800 0,96 -15,35 1.548 0,90 1.595 0,91 -2,95
Mazda 6.341 0,59 6.001 0,54 5,67 1.009 0,59 771 0,44 30,87
Honda 4.921 0,45 5.277 0,47 -6,75 769 0,45 874 0,50 -12,01
Jaguar 4.751 0,44 5.245 0,47 -9,42 678 0,40 860 0,49 -21,16
Mitsubishi 4.536 0,42 2.527 0,23 79,50 947 0,55 488 0,28 94,06
Porsche 3.369 0,31 3.213 0,29 4,86 635 0,37 706 0,40 -10,06
Lexus 3.061 0,28 1.947 0,17 57,22 539 0,31 173 0,10 211,56
DS 2.045 0,19 1.505 0,13 35,88 504 0,29 288 0,16 75,00
DR 1.549 0,14 584 0,05 165,24 315 0,18 121 0,07 160,33
SsangYong 1.384 0,13 1.292 0,12 7,12 199 0,12 219 0,12 -9,13
Subaru 1.302 0,12 1.717 0,15 -24,17 261 0,15 366 0,21 -28,69
Tesla 1.223 0,11 259 0,02 372,20 471 0,27 75 0,04 528,00
Maserati 1.189 0,11 1.488 0,13 -20,09 265 0,15 244 0,14 8,61
Mahindra 588 0,05 217 0,02 170,97 90 0,05 80 0,05 12,50
Ferrari 280 0,03 233 0,02 20,17 47 0,03 57 0,03 -17,54
Lamborghini 190 0,02 103 0,01 84,47 43 0,03 28 0,02 53,57
Infiniti 170 0,02 348 0,03 -51,15 51 0,03 48 0,03 6,25
Lada 28 0,00 27 0,00 3,70 4 0,00 6 0,00 -33,33
Aston Martin 27 0,00 11 0,00 145,45 6 0,00 3 0,00 100,00
Chevrolet 18 0,00 23 0,00 -21,74 1 0,00 6 0,00 -83,33
Great Wall 2 0,00 2 0,00 0,00 2 0,00 1 0,00 100,00
Altre 229 0,02 191 0,02 19,90 37 0,02 36 0,02 2,78
Marche italiane 269.992 24,95 305.403 27,23 -11,59 39.236 22,86 43.885 25,04 -10,59
Marche estere 812.205 75,05 816.246 72,77 -0,50 132.390 77,14 131.388 74,96 0,76
Totale mercato 1.082.197 100,00 1.121.649 100,00 -3,52 171.626 100,00 175.273 100,00 -2,08

Se Torino va a Milano, e la politica gioca a fare autogol

Perciò Torino va a Milano, nel senso del Salone dell’auto che cambia residenza. Lascia la città che gli era propria, lascia la dimora, il Parco Valentino, che lo ha visto rinascere e prosperare e affermarsi addirittura come standard con il quale dovranno misurarsi da qui in avanti gli show dell’auto, laddove pochi, pochissimi, avrebbero scommesso sulla sua capacità di durare oltre due, tre edizioni. Sono state invece cinque, l’ultima delle quali illuminata dalla presenza di 700mila visitatori e di 54 Marchi auto. Un trionfo di pubblico e di critica. Poi, è entrata in scena la politica – bassa, rigorosamente con la minuscola. E Torino, perciò, se ne va a Milano. Naturalmente, il fulmine a ciel sereno scagliato da Andrea Levy, presidente del Salone, che annunciando il trasloco ha insieme fornito le date del primo appuntamento milanese e quella della conferenza stampa di presentazione, qualche dubbio consistente lo ha prodotto. Si è detto: non si può improvvisare su due piedi un trasloco di questa portata; e in Italia, poi, dove la burocrazia è padrona e per ottenere permessi ci possono volere anni; e per andare a Milano, infine, che ha un’agenda degli eventi in cui, per trovare un buco libero, bisogna fare i salti mortali… E ancora, si è detto, un imprenditore che ha dimostrato di saperci fare, e Andrea Levy lo è, procede per programmi, non per improvvisazioni o colpi di testa. Quindi, si è concluso, la decisione di lasciare Torino non nasce dall’ultimo scontro con l’amministrazione locale – il vicesindaco Guido Montanari in testa, con la sua “speranza nella grandine” affinché mandasse all’aria l’ultima edizione del Salone del Parco Valentino - ma era stata già presa da tempo, si aspettava solo un casus belli per metterla in atto, e il casus belli è puntualmente arrivato.

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