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Marche 4 mesi 2019 Quota % 4 mesi 2018 Quota % Diff. % Apr. 2019 Quota % Apr. 2018 Quota % Diff. %
Fiat 112.364 15,78 137.007 18,35 -17,99 29.612 16,98 29.727 17,29 -0,39
Volkswagen 63.698 8,94 62.299 8,34 2,25 15.237 8,74 14.453 8,41 5,42
Ford 45.879 6,44 52.852 7,08 -13,19 10.928 6,27 11.890 6,92 -8,09
Peugeot 43.755 6,14 43.453 5,82 0,70 10.195 5,85 9.550 5,56 6,75
Opel 40.316 5,66 36.381 4,87 10,82 9.964 5,71 8.185 4,76 21,73
Renault 39.784 5,59 45.677 6,12 -12,90 9.414 5,40 12.312 7,16 -23,54
Citroën 35.988 5,05 35.424 4,74 1,59 8.335 4,78 7.808 4,54 6,75
Toyota 33.344 4,68 32.580 4,36 2,34 8.169 4,68 7.684 4,47 6,31
Dacia 30.993 4,35 22.143 2,97 39,97 8.483 4,86 4.313 2,51 96,68
Jeep/Dodge 30.178 4,24 30.440 4,08 -0,86 6.557 3,76 7.490 4,36 -12,46
Lancia/Chrysler 24.243 3,40 18.092 2,42 34,00 5.736 3,29 4.388 2,55 30,72
Audi 21.830 3,07 24.728 3,31 -11,72 5.623 3,22 5.867 3,41 -4,16
Mercedes 21.733 3,05 22.926 3,07 -5,20 4.555 2,61 4.966 2,89 -8,28
BMW 21.659 3,04 21.980 2,94 -1,46 4.749 2,72 5.158 3,00 -7,93
Nissan 17.721 2,49 24.413 3,27 -27,41 4.416 2,53 4.595 2,67 -3,90
Kia 17.298 2,43 17.996 2,41 -3,88 4.794 2,75 5.245 3,05 -8,60
Hyundai 16.086 2,26 18.489 2,48 -13,00 3.733 2,14 4.508 2,62 -17,19
Suzuki 13.157 1,85 12.014 1,61 9,51 3.401 1,95 2.894 1,68 17,52
Seat 9.571 1,34 8.403 1,13 13,90 2.546 1,46 2.069 1,20 23,05
Alfa Romeo 9.493 1,33 18.840 2,52 -49,61 2.218 1,27 4.429 2,58 -49,92
Skoda 9.354 1,31 9.824 1,32 -4,78 2.363 1,35 2.490 1,45 -5,10
Smart 8.731 1,23 8.611 1,15 1,39 3.116 1,79 2.187 1,27 42,48
Mini 7.569 1,06 7.598 1,02 -0,38 1.742 1,00 2.024 1,18 -13,93
Volvo 7.467 1,05 5.803 0,78 28,67 1.777 1,02 1.677 0,98 5,96
Land Rover 6.416 0,90 7.549 1,01 -15,01 1.211 0,69 1.463 0,85 -17,22
Mazda 4.333 0,61 4.356 0,58 -0,53 833 0,48 783 0,46 6,39
Jaguar 3.475 0,49 3.483 0,47 -0,23 731 0,42 861 0,50 -15,10
Honda 3.296 0,46 3.582 0,48 -7,98 745 0,43 768 0,45 -2,99
Mitsubishi 2.662 0,37 1.584 0,21 68,06 577 0,33 422 0,25 36,73
Porsche 1.805 0,25 1.811 0,24 -0,33 787 0,45 316 0,18 149,05
Lexus 1.748 0,25 1.267 0,17 37,96 422 0,24 204 0,12 106,86
DS 1.132 0,16 966 0,13 17,18 308 0,18 223 0,13 38,12
DR 1.013 0,14 326 0,04 210,74 184 0,11 88 0,05 109,09
SsangYong 970 0,14 862 0,12 12,53 210 0,12 188 0,11 11,70
Subaru 812 0,11 1.042 0,14 -22,07 128 0,07 251 0,15 -49,00
Maserati 727 0,10 1.022 0,14 -28,86 171 0,10 206 0,12 -16,99
Tesla 592 0,08 157 0,02 277,07 209 0,12 34 0,02 514,71
Mahindra 414 0,06 83 0,01 398,80 108 0,06 12 0,01 800,00
Ferrari 190 0,03 131 0,02 45,04 50 0,03 39 0,02 28,21
Infiniti 102 0,01 265 0,04 -61,51 18 0,01 50 0,03 -64,00
Lamborghini 99 0,01 58 0,01 70,69 23 0,01 19 0,01 21,05
Lada 21 0,00 20 0,00 5,00 0 0,00 2 0,00 -100,00
Aston Martin 17 0,00 6 0,00 183,33 2 0,00 3 0,00 -33,33
Chevrolet 14 0,00 13 0,00 7,69 3 0,00 1 0,00 200,00
Great Wall 0 0,00 1 0,00 -100,00 0 0,00 0 0,00 -
Altre 147 0,02 132 0,02 11,36 29 0,02 45 0,03 -35,56
Totale mercato 712.196 100,00 746.689 100,00 -4,62 174.412 100,00 171.887 100,00 1,47

Se Torino va a Milano, e la politica gioca a fare autogol

Perciò Torino va a Milano, nel senso del Salone dell’auto che cambia residenza. Lascia la città che gli era propria, lascia la dimora, il Parco Valentino, che lo ha visto rinascere e prosperare e affermarsi addirittura come standard con il quale dovranno misurarsi da qui in avanti gli show dell’auto, laddove pochi, pochissimi, avrebbero scommesso sulla sua capacità di durare oltre due, tre edizioni. Sono state invece cinque, l’ultima delle quali illuminata dalla presenza di 700mila visitatori e di 54 Marchi auto. Un trionfo di pubblico e di critica. Poi, è entrata in scena la politica – bassa, rigorosamente con la minuscola. E Torino, perciò, se ne va a Milano. Naturalmente, il fulmine a ciel sereno scagliato da Andrea Levy, presidente del Salone, che annunciando il trasloco ha insieme fornito le date del primo appuntamento milanese e quella della conferenza stampa di presentazione, qualche dubbio consistente lo ha prodotto. Si è detto: non si può improvvisare su due piedi un trasloco di questa portata; e in Italia, poi, dove la burocrazia è padrona e per ottenere permessi ci possono volere anni; e per andare a Milano, infine, che ha un’agenda degli eventi in cui, per trovare un buco libero, bisogna fare i salti mortali… E ancora, si è detto, un imprenditore che ha dimostrato di saperci fare, e Andrea Levy lo è, procede per programmi, non per improvvisazioni o colpi di testa. Quindi, si è concluso, la decisione di lasciare Torino non nasce dall’ultimo scontro con l’amministrazione locale – il vicesindaco Guido Montanari in testa, con la sua “speranza nella grandine” affinché mandasse all’aria l’ultima edizione del Salone del Parco Valentino - ma era stata già presa da tempo, si aspettava solo un casus belli per metterla in atto, e il casus belli è puntualmente arrivato.

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